DISINFORMAZIONE Non usare il paracetamolo (Tachipirina), ecco quali sono i danni e come sostituirlo

Riscontra successo l’articolo del 31 maggio 2016 pubblicato dal sito Dionidream: “Non usare il paracetamolo (Tachipirina), ecco quali sono i danni e come sostituirlo” (cancellato ma raggiungibile tramite Archive), oltre 17 mila condivisioni Facebook. Il successo di questa falsa notizia non deve stupire, dato che contiene tutti gli ingredienti ideali per generare una diffusione virale: un farmaco che tutti prendiamo almeno una volta nella vita, bambini che diventano autistici, il rischio di cancro ed infine anche un bel “i rimedi naturali sono meglio”.

Ma andiamo con ordine. L’autore dell’articolo (“laureato in ingegneria elettronica, ricercatore e naturopata” come lui stesso si definisce) apre il discorso dicendo che il paracetamolo è pericoloso e che i suoi effetti negativi possono manifestarsi anche dopo diversi anni. Tra questi effetti ci sarebbero:

  • asma
  • allergia
  • alterazioni ematologiche (del sangue)
  • vertigini
  • sonnolenza
  • difficoltà di concentrazione
  • secchezza orale
  • nausea
  • vomito
  • danni gravi al fegato

Ovviamente il nostro autore non riporta le percentuali di soggetti in cui questi effetti incorrono. Difatti, vertigini, sonnolenza, secchezza orale, difficoltà di concentrazione e vomito possono incorrere nell’1-10% dei casi, mentre gli altri eventi (quelli più gravi) sono stati osservati in meno dell’1%.

L’unico vero problema del paracetamolo è che in dosi superiori a quelle consigliate (4-6 grammi al giorno), può creare danni anche gravi al fegato. Questo perchè una sostanza che da esso deriva (N-acetil-p-benzochinone imina) ha la capacità di consumare il glutatione delle cellule epatiche. Dal momento che il glutatione funziona da scudo contro i radicali, una dose troppo alta di paracetamolo può lasciare il fegato senza difese contro i radicali e portarlo all’insufficienza. Tutto questo nell’articolo originale viene spiegato in modo alquanto generalista, citando le parole del dr. Gava (che si occupa anche di omeopatia):

Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: IL GLUTATIONE! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica.