BUFALA Dieta dott. Mozzi: buon sangue… a volte mente!

sangue-mozzi

Non c’è testimonial migliore di un arzillo vecchietto con la barba hipster, medico anti-medici, che vive tra le montagne e parla un linguaggio pittoresco. Mozzi ha fatto sue le teorie del naturopata (già il titolo professionale instrada la mente) statunitense Peter J D’Adamo sulla corrispondenza alimentare dei diversi gruppi sanguigni, basata a sua volta su uno studio (corretto) sulle glicoproteine del sangue e della parete intestinale. Il tutto viene ripreso nella dieta in questione con perizia da quinta elementare.

“Parecchie lectine di origine alimentare presentano caratteristiche simili a quelle degli antigeni dei gruppi sanguigni e si comportano pertanto come nemici per le persone che possiedono anticorpi diretti contro quello specifico antigene.”

Immunologia da strapazzo, se mi passate il termine.
Infatti, parafrasando i punti salienti: le lectine sono presenti nei cibi in quantità molto basse (si trovano per lo più nei cereali crudi) e sono altamente termolabili, quindi in generale non creano problemi nei cibi cotti come li consumiamo abitualmente; a livello statistico non vi è alcuna prevalenza di patologia per gruppo sanguigno come invece dovrebbe essere per dimostrare questa teoria e gli intolleranti dovrebbero essere divisi per gruppo sanguigno=alimento mentre non vi è alcuna corrispondenza statistica; i gruppi sanguigni, di fatto, sarebbero pochi se si fossero differenziati come conseguenza dell’alimentazione, come prospettato dal naturopata. Nel mondo esistono infatti stili alimentari molto diversi: popolazioni lapponi che si alimentano solo di carne, pesce e grassi; popolazioni orientali che si nutrono quasi esclusivamente di pesce e cereali; alcune tribù africane fruttivore, insettivore, eccetera (cicap).
Poiché anche da premesse corrette, si possono trarre conclusioni errate (soprattutto in mancanza di studi a supporto), i fondamenti stessi di questa teoria rielaborati in modo fantasioso hanno dato luogo ad un corollario altrettanto fantasioso. Più reale il business che si è creato attorno a questa dieta (le ricette si acquistano e la dieta va studiata col dott. Mozzi non credo gratuitamente), avallata da testimonianze entusiastiche quanto poco verificabili (la testimonial estende la dieta anche ai suoi gatti e ciò la dice lunga sulla sua salute…)

Quali patologie Mozzi afferma di curare con questa dieta?

  • malattie metaboliche: colesterolo alto, ipertensione, trigliceridi alti, diabete, ecc.;
  • malattie dell’apparato digerente: diverticoli, stitichezza, gastrite, emorroidi, dispepsia, ecc.;
  • malattie renali: calcoli renali, insufficienza renale, rene policistico, ecc.;
  • malattie dell’apparato genitale: cistite, prostatite, impotenza, cisti ovariche, ecc.;
  • malattie della pelle: dermatite atopica, psoriasi, cheloidi, piaghe da decubito ecc.;
  • malattie del fegato: steatosi epatica, epatiti virali, angioma epatico, morbo di Gilbert, ecc.;
  • dolori osteo-articolari: cervicale, mal di schiena, dolore alle spalle,ai polsi, ai gomiti, ecc.;
  • malattie del sangue: leucemia cronica e acuta (qualora la si prenda per tempo), anemia, microcitemia, ecc.
  • malattie della tiroide: ipotridoidismo, ipertiroidismo, noduli alla tiroide, tiroide autoimmune, ecc.
    “anche li dove la Medicina Ufficiale ha fallito.” (…per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima, cit.).

Semplicemente “non funziona” oppure si tratta di consigli medici assolutamente dannosi?
Alcune di queste patologie sono gravissime se non controllate farmacologicamente. Ad esempio quelle della tiroide, per le quali una mancanza di terapia sostitutiva può portare a gravissime conseguenze irreversibili fino al coma e alla morte. Nonostante ciò, il dott. Mozzi e i suoi sostenitori non si astengono dal consigliare una condotta assolutamente dannosa in tal senso.
E non solo…
Vi sono malattie come la Sclerosi Multipla, sulla quale sono certa di non dovervi specificare approfondimenti perché la fama la precede, che sono debilitanti e distruttive per chi ne soffre e per tutti coloro che gli sono intorno e se ne occupano: aggiungere a tutto ciò un ostacolo alla cura e a quel minimo di benessere che la cura fornisce, approfittando dell’attaccamento ad una minima speranza che ne consegue, è da criminali.

Questa testimonianza è agghiacciante:

“sono un famigliare di un paziente con SM (mio fratello). dopo varie vicessitudini di diagnosi e quant’altro, pare prorio che lui sia stato in qualche modo condizionato da un specie di medico guaritore, tale dottor Piero (o Pietro) Mozzi, che esercita in una comunità sull’appenino piacentino.
Da quando frequenta e ascolta in TV questo “Santone” mio fratello è diventato del tutto ostile ai medici che lo hanno in cura, sostenenendo che non capiscono niente, sono incapaci. l’atteggiamento è lo stesso nei confronti dei famigliari, quando proviamo a proporre qualche terapia che sia approvata o sostenuta dai medici o dall’AISM. Non prende nessun farmaco, nemmeno per il dolore, ma solo “pozioni” erboristiche e segue solo la dieta proposta dal “Dottor” Mozzi. Insomma non si cura per niente! capisco che la disperazione porta ad attaccarsi ad ogni “Speranza”, ma mio fratello rischia di rovinarsi!
avete avuto per caso esperienze negative con questo Mozzi?
sapete come comportarvi in casi come questo?
avete altri santoni o guaritori da “Denunciare”(si fa per dire!) attraverso il forum, in modo da mettere in guardia contro truffe e manipolazioni mentali?
Dateci qualche consiglio, siamo disperati e angoasciati in famiglia.
in particolare chiedo se c’è qualcuno in provincia di Pavia e province confinanti che magari sappia offrire qualche consiglio per affrontare la difficile situazione.”

Sarebbe istruttivo avere a disposizione varie cartelle cliniche del “prima” e del “dopo” di quei 70.000 pazienti che il dott. Mozzi dice di aver curato, ammettendo però di non aver mai messo piede in un ospedale.
Esistono invece studi scientifici in merito, che dopo aver vagliato almeno 1.500 individui hanno tratto la stessa conclusione: che non vi è alcun fondamento scientifico nella formulazione di tale teoria alimentare.
Gli unici benefici accertati, sono quelli del “Gruppo A” (dieta perlopiù ma non del tutto vegetariana), in cui si è riscontrata una riduzione del BMI (indice di massa corporea), della circonferenza vita, della pressione arteriosa, del colesterolo sierico e della glicemia. Insomma, si è dimostrato che un’alimentazione equilibrata e senza eccesso di proteine ha un effetto benefico sull’organismo (ciò che sicuramente ha oliato le svariate testimonianze sull’efficacia della dieta sbandierate sui siti appositi).

“No evidence currently exists to validate the purported health benefits of blood type diets. To validate these claims, studies are required that compare the health outcomes between participants adhering to a particular blood type diet (experimental group) and participants continuing a standard diet (control group) within a particular blood type population.”
“Non vi sono al momento evidenze scientifiche che dimostrino i benefici supposti della Dieta dei Gruppi sanguigni. Per convalidare queste affermazioni, si richiede che gli studi comparino le condizioni di salute di coloro che si sottopongono al regime per un gruppo particolare (gruppo sperimentale) e quelli che continuano a mangiare normalmente (gruppo di controllo) in un cluster di popolazione con un certo gruppo”

Gli studi in questione sono stati portati a termine da Ahmed El-Sohemy (Associate Professor Canada Research Chair in Nutrigenomics Department of Nutritional Sciences)

In summary, the present study is the first to test the validity of the ‘Blood-Type’ diet and we showed that adherence to certain diets is associated with some favorable cardiometabolic disease risk profiles. This may explain anecdotal evidence supporting these diets, which are generally prudent diets that reflect healthy eating habits. However, the findings showed that the observed associations were independent of ABO blood group and, therefore, the findings do not support the ‘Blood-Type’ diet hypothesis.

In definitiva, il presente studio è il primo test di convalida della “Dieta dei Gruppi Sanguigni” e abbiamo dimostrato come adottare alcuni tipi di dieta possa associarsi ad una propensione per alcune patologie metaboliche e cardiologiche. Questo potrebbe spiegare come alcune evidenze aneddotiche (cioè come apparentemente è possibile spiegare ndr) supportino diete che riflettono in realtà (soltanto) abitudini alimentari corrette. Tuttavia, le ricerche non avallano la teoria della Dieta dei Gruppi Sanguigni.

Esistono in ogni caso svariate altre pubblicazioni in merito.

CREDITS
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23697707
http://news.utoronto.ca/popular-diet-theory-debunked
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0084749

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.
  • Neelam

    Che merito c’è nel prendere gli articoli di studi fatti da chissà chi per diffamare uno studio vero, trentennale, accertato, documentato di un dottore italiano? Ottimo copia e incolla, ma ci vuole di più per affermare che la dieta dei gruppi sanguigni non è valida.

    • Danwood

      In realtà ci vorrebbe uno straccio di prova per affermare che è valida.

      • Simone Rovera

        Io mi chiederei invece,visto che è da quasi 40 anni che d’adamo l’ha per primo sviluppata,non siano state fatte ricerche approfondite.

        • Marilena Pozzi

          Le ricerche approfondite sono riportate: c’è il link : http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23697707 da pubmed

          E ci sono anche le conclusioni gentilmente tradotte da me.

          Mary

          • Simone Rovera

            Bufale o no,sono 4 anni che seguo questo regime alimentare….mangio di più,ho perso 18 kg e da 4 anni non ho ne raffreddore,ne febbre,ne tosse e cosa piu importante sono 4 anni che non metto piede in farmacia 🙂 fossero tutte così le bufale.

      • Mary

        Purtroppo non è un concetto chiaro, questo..che dovrebbe valere in qualsiasi campo. 😉

    • Mary

      Chissà da chi? Dalla Toronto University, con varie pubblicazioni su pubmed.
      Io non ho copiaincollato nulla: ho solo tradotto per chi non sa l’Inglese. Per chi non conosce l’Italiano invece non posso far nulla.
      Mary

  • Nicolò Sportaro

    Tutte le statistiche possono essere manipolate, così come le testimonianze; quella da voi riportata riguarderebbe un gruppo di familiari di un paziente che si troverebbe bene con la dieta Mozzi. Non ha alcun valore come voi non ne date alle altre migliaia di testimonianze a favore della dieta Mozzi. Non siete figli della gallina bianca. Manipolate sempre tutto, chissà qual’è il vostro interesse. Io personalmente sono guarito dall’ipertensione e ho eliminato la sensazione di affanno che avevo. Forse con un altra dieta avrei avuto lo stesso effetto? Forse si. Resta il fatto che le indicazioni del Mozzi si sono rivelate valide, se poi non sono scientifiche … chi se ne frega !

    • Mary

      Le indicazioni errate e non scientifiche, in campo medico, si chiamano ciarlataneria.
      Mary

      • Nicolò Sportaro

        Le indicazioni errate si, il problema è che se una cosa raggiunge il suo obiettivo non è errata. A me interessa solo che siano valide. Perchè siano scientifiche occorrono altre verifiche. Nel frattempo, mi accontento che con le sue indicazioni ho raggiunto il mio scopo. E’ abbastanza chiaro il concetto o devo esprimermi ancora meglio ? L’indicazione non è errata, visto che ha raggiunto il suo scopo. Permetti che da paziente è l’unica cosa che m’interessa? La scienza la lascio volentieri a voi, è il vostro campo, non il mio. Io potrei dire che finora sono stati ciarlatani tutte le schiere di medici che dicono: questa pillolina, questa suppostina, questo rimedio di ultima generazione … per non avere alcun effetto valido. Quindi, ciarlatano è chi promette e non mantiene, chi indica terapie non valide. Saluti.

  • Emmanuel Konju

    Cara Mary,
    È giusto, giustissimo, avere dubbi ed essere scettici sulle teorie di D’Adamo-Mozzi, ma poi bisogna approfondire l’oggetto del nostro scetticismo! Altrimenti diventiamo vittime della stoltezza di coloro che, seppur molto intelligenti, pensano che le cose che essi non capiscono non sono importanti.
    Anche io ero pieno di dubbi… Ma da scienziato, con tutta la serietà e l’onestà di cui sono capace, io non potevo permettermi di avere pregiudizi e scartare una tesi in modo arbitrario, per quanto questa tesi potesse apparire bizzarra. Avevo il dovere di studiare e verificare con rispetto anche questa teoria. Ho dunque proceduto senza dogmi, anzi con uno soltanto. L’unico dogma che avevo, e che ho tuttora, è il risultato delle mie verifiche e dei miei esperimenti… esattamente come mi insegna il metodo scientifico: testare ogni teoria confrontandola con l’evidenza dei dati.
    Di conseguenza, ho studiato sodo e ho voluto sperimentare direttamente questo regime alimentare.
    Studiando e sperimentando con umiltà e serietà, ho scoperto che il gruppo sanguigno rientra nella lista dei nove fattori che influenzano la glicosilazione che avviene nell’intestino (la glicosilazione è il processo che consiste nel creare gli zuccheri a cui si legano le lectine). Tra gli altri fattori ci sono la dieta, l’età, la specie animale, le patologie e la flora intestinale (https://www.researchgate.net/publication/265872398_Biological_Effects_of_Plant_Lectins_on_the_Gastrointestinal_TractMetabolic_Consequences_and_Applications). Ci sono differenze riguardanti la composizione della flora batterica (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3485159/) e le secrezioni (enzimi digestivi, eccc.) esistenti tra individui di gruppo sanguigno diverso, che probabilmente sono la ragione più importante che giustifica la necessità di personalizzare i bisogni alimentari a seconda di questi marcatori genetici. Ho letto lo studio di William Boyd, che per primo scrisse, più di mezzo secolo fa, a proposito delle compatibilità tra varie lectine e gruppi sanguigni, cosi’ come lo studio di Martin Nachbar risalente agli anni ’80 del secolo scorso (https://dl.dropboxusercontent.com/u/9601281/nachbar.pdf). Questa credo sia la base per evitare di dare la propria opinione su cose che non si conoscono. Da qualche mese ho anche scoperto che una neolaureata alla Bicocca di Milano ha fatto una tesi riguardante uno studio epidemiologico che verteva sul legame tra patologie della bocca e i gruppi sanguigni, e benché io non fossi nuovo all’argomento, mi sono sorpreso che la sua bibliografia contasse più di cento articoli riguardanti gruppi AB0 e patologie del cavo orale. Un numero esorbitante se si considera che si parlava di un ristrettissimo insieme di patologie. Facendo una ricerca con le parole chiave “ABO+blood+groups+lectin” su PubMed si trovano ad oggi 734 risultati…
    E la ricerca sulle relazioni tra genetica e alimentazione va avanti, benché risulti sempre più complessa, e ci si sta rendendo conto di quanti fattori, sia genetici che ambientali, concorrano a determinare il nostro rapporto con gli alimenti.
    Ad ogni modo, nessuno può negare che le teorie di D’Adamo e di Mozzi sono sostenute da almeno 30 anni di osservazione statistica delle patologie ed intolleranze alimentari di migliaia di individui suddivisi in base al gruppo sanguigno, e ti informo che ci sono migliaia di medici in tutto il mondo che ne condividono le osservazioni empiriche e ne confermano le conclusioni.
    È chiaro che c’è ancora molto lavoro da fare, perché nessuno ha bacchette magiche né la verità assoluta in tasca. Ma chi dice che questa teoria non ha basi scientifiche, o ne ignora i fondamenti, o è in malafede.

    • Mary

      Carissimo, innanzitutto che tipo di “scienziato” saresti? Se posso chiedere.
      In secondo luogo, noto con piacere che oltre alla dieta del dott. Mozzi, hai avuto modo di provare molte altre amenità “scientifiche” (http://www.ultimenotizieflash.com/curiosita/2013/04/19/i-poteri-dellacqua-ossigenata-tutte-le-cose-che-non-sai).
      Interessantissimi i link che riporti: quello di NCBI dice espressamente: PAGE NOT AVAILABLE. E quello di tale Martin Nachbar: ERROR 404.
      Nell’articolo dico chiaramente ” studio (corretto) sulle glicoproteine del sangue e della parete intestinale. Il tutto viene ripreso nella dieta in questione con perizia da quinta elementare.” Fortunatamente William Boyd si è fermato agli studi sulle lectine per quello che riguardava il lavoro di scienziato e poi si è dato ai romanzi di fantascienza per dare sfogo alla sua vena artistica. Credo tu abbia letto questi ultimi.
      I 734 risultati (non ho avuto voglia di controllare: ti credo sulla parola), bisogna anche leggerli. Io ho sempre riportato e tradotto tutto. Prego…
      Anche il 30 anni di osservazione “statistica” sono not available se non li riporti qui sotto e possibilmente non da http://www.melacantoemelasuono.com.
      LA GLICOSILAZIONE non è “la glicosilazione è il processo che consiste nel creare gli zuccheri” E’ LA MODIFICAZIONE DI UNA CATENA DI AMINOACIDI (PROTEINA VOLGARMENTE) A CUI VIENE AGGANCIATA UNA (O PIU’) UNITA’ DI ZUCCHERO. SERVE SOPRATTUTTO PER DARE ALLA PROTEINA PROPRIETA’ DIFENSIVE DALLE PROTEASI . LA GLICOSILAZIONE NON AVVIENE SOLO NELL’INTESTINO AVVIENE NELLA CELLULA (TUTTE LE CELLULE) PARTE NEL RETICOLO ENDOPLASMATICO E PARTE NEL COMPLESSO DEL GOLGI.
      Se sei uno scienziato, forse dovresti considerare l’idea di cambiare mestiere.
      Mary

      • Emmanuel Konju

        Grazie per la tua rapida risposta, è sempre un piacere confrontarsi con persone come te, sveglie e preparate, da cui c’è sempre da impare. Prima di tutto scusa per i link non funzionanti… rimedio subito mettendoti gli indirizzi giusti in calce a questo messaggio. Ho anche due rimproveri pero’; il primo è perché non hai resistito a cercare informazioni sulla mia persona, come se le cose che scrivo assumano più o meno valore a seconda del mio “rango” scientifico. E per lo stesso motivo non ti dico ancora che tipo di ricercatore sono, poiché nella scienza l’attenzione deve cadere sugli argomenti esposti e solo su quelli, non sul fatto che chi parla sia un netturbino o un premio Nobel. E ho trovato molto deludente che sminuissi i lavori di Boyd con tanta superficialità. In secondo luogo, nonostante la mia premessa del messaggio precedente, tendi a usare la tua intelligenza in maniera poco efficace, e cioè dando un valore nullo a cio’ che non conosci o a cio’ che non è ancora scritto sui libri, esattamente come facevano i detrattori di Galileo ad esempio.
        Scusa anche per la grande approssimazione con cui ho parlato di glicosilazione… non ti conoscevo ma questo non giustifica che dica le cose a cazzo o come le direi al mio barbiere. Restando su quest’argomento, vedo che non hai avuto nulla da obiettare sulla scienza contenuta in quell’articolo, dunque se ne deduce che anche tu concordi sul fatto che essere di un gruppo sanguigno o di un altro puo’ influenzare eccome il meccanismo di glicosilazione.
        Avendo un’oretta libera oggi, da ricercatore con un cospicuo numero di pubblicazioni all’attivo, e
        collaboratore degli editors di riviste scientifiche del mio campo come “referee” di articoli proposti per la pubblicazione da altri autori, mi son preso la briga di analizzare la pubblicazione che tu presenti come prova definitiva per dire che la dieta secondo i gruppi scientifici non ha alcun fondamento scientifico. E il risultato è molto interessante, eccoti una lista dei punti deboli principali (ma ce ne sarebbero anche di minori, tra i quali i conflitti d’interesse del signor El-Sohemy, ma qui ho voluto concentrarmi solo sullo studio in sé e sui metodi):
        1) La ricerca pubblicata è stata condotta su 1455 soggetti. I partecipanti allo studio hanno semplicemente compilato un diario alimentare e, in base a questo, a ciascun individuo è stato attribuito un “punteggio” per valutare quanto la sua l’alimentazione era fedele alle direttive imposte dalla dieta del gruppo sanguigno. Fin dall’inizio questo metodo sarebbe dovuto apparire come una procedura molto approssimativa. Attribuire semplicemente il punteggio +1 o -1 a chi sceglie o non sceglie l’alimento giusto per il proprio gruppo darà un punteggio che oscilla avanti e indietro, e che spesso finisce per essere uguale a zero. Per esempio, un soggetto di gruppo A che mangiava 350 g di hamburger tre volte a settimana otteneva un punteggio pari a ‘0’ se guarniva l’hamburger con delle cipolle.
        2) Lo studio è stato effettuato su giovani adulti di età compresa tra i 20 e 29 anni. Se si usa un campione composto di soli giovani adulti, è quasi certo che si ottengano differenze trascurabili tra i vari gruppi sanguigni, specialmente perché le diete dei gruppi sono sostanzialmente composte da cibi non trattati. Sarebbe stato più utile studiare un campione con uno stato di salute leggermente più compromesso, per esempio individui con problemi digestivi.
        3) Lo studio ha analizzato l’alimentazione dei partecipanti per il periodo di un mese. Persino nelle migliori condizioni, questo è un brevissimo periodo di tempo per poter osservare delle differenze anche piccole tra i vari individui, peraltro giovani e in buona salute… Monitorare per un solo mese alcuni ‘biomarcatori’ associati a malattie cardiovascolari, che di per sé impiegano anni a svilupparsi, è come osservare un singolo neo sulla pelle per un mese e affermare che si può prevedere la probabilità di ammalarsi di melanoma.
        4) In questo studio “il farmaco” era il cibo, e proprio sul cibo i ricercatori non avevano il pieno controllo. Inoltre, dato che non esisteva un gruppo di controllo, non c’è modo di dire per certo se le persone che stavano assumendo cibi sconsigliati stessero peggio rispetto alla media.
        Da questa ricerca limitata nel tempo e non condotta in maniera impeccabilmente scientifica non è possibile confutare inequivocabilmente la dieta del gruppo sanguigno.
        Infine, per eliminare i “not available” su medici autorevoli che condividono le osservazioni empiriche del Mozzi, ti do’ qualche nome: dott.ssa Marirosa Binda, farmacologa clinica e immunologa, dott. Marcello Calì, medico chirurgo anestesista, dott. Roberto Pinelli, 57 anni, un medico e un ricercatore geniale che ha rivoluzionato le tecniche di chirurgia dell’occhio (https://youtu.be/effKt5RVYXk?t=9m20s).
        Ricorda sempre che “not available” in medicina non significa “ciarlataneria” o “non scientificità”, ma semplicemente ANCORA NON LO SAPPIAMO.

        errata corrige dei link:
        *gruppi sanguigni e microbiota: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3485159/
        *Nachbar et al: https://dl.dropboxusercontent.com/u/9601281/nachbar.pdf

        • Mary

          Sapere con chi sto parlando, se si tratta di un nick, è per me sempre una necessità.
          Il lavoro di Boyd non è affatto sminuito e si tratta di ricerche fondamentali, così come non ho nulla da eccepire su Oppenheim. Non ho letto tutto il testo per ovvi motivi di tempo, ma non mi pare che il regime alimentare che viene consigliato sia differenziato per gruppi sanguigni. Eventualmente ti ringrazio se mi riporterai tu i passi perché per me sarebbe impossibile leggerlo in tempo utile per risponderti adesso.
          Il link che mi riporti è relativo alle lectine e ai gruppi: non voglio ripetermi, ma nell’articolo ho già detto che si tratta di un’associazione giusta finché non viene utilizzata per tradurla in una differenza di necessità alimentari.
          Trovo assolutamente inelegante paventare “conflitti di interessi” non ulteriormente precisati dove si parla di un luminare della Scienza: se si ha qualcosa da dire la si dice del tutto e deve essere dimostrata.
          ” mi son preso la briga di analizzare la pubblicazione” è in realtà una ricerca su google che hai fatto e ti sei premurato di copia-incollare la RISPOSTA DETTAGLIATA DI PETER D’ADAMO DEL 17/01/2014 CHE RIPORTA LA TUA FIRMA
          Se tu invece ti fossi premurato di leggere davvero tutto lo studio, avresti scoperto che sono i riportati i criteri utilizzati per lo studio del gruppo e perché non ci sia un gruppo di controllo (che in questo caso non è necessario).
          Siccome sono generosa, te lo riporto qui di seguito. Ma te lo lascio in Inglese per farti fare almeno lo sforzo di tradurlo ;). La statistica medica è un esame che si fa al primo anno di medicina e si tratta di una materia cardine, perché senza la statistica la medicina è nulla.
          Ed è matematica, non opinione.
          “Age, sex, ethnocultural group and energy intake were used as covariates in the ANCOVA analysis. Physical activity and smoking were also considered, but not included in the final model because they did not significantly (P<0.05) alter the results. The p-values for the associations between ‘Blood-Type’ diet and cardiometabolic biomarker profile remained significant (P<0.001) regardless of whether or not these two variables were included in the model. To determine whether matching the blood group with the corresponding diet was associated with a more favorable cardiometabolic disease risk profile, we stratified the entire population into two groups; one with the matched blood group for the diet, and the other unmatched."

          • Emmanuel Konju

            Cara Mary, abbiamo capito bene che secondo te legare lectine a risposte immunitarie secondo il gruppo sanguigno è “immununologia da strapazzo”, ma non capisco come tu possa averne la certezza. Aspettiamo, per trarre conclusioni di questa portata, studi più avanzati (e inattaccabili dal punto di vista del metodo scientifico), magari effettuati anche da equipe diverse. D’altra parte come ci insegnano i manuali di immunochimica, gli antigeni associati a ciascun gruppo sanguigno e il sistema immunitario non sono affatto sconnessi (e vedasi anche http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12503049 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/4019586 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11342253).
            Da qui, la correlazione con l’alimentazione non è certo diretta, son d’accordo anch’io, ma escluderla a priori mi sembra quanto meno azzardato. E il fatto che per “partito preso” (atteggiamento assolutamente non-scientifico) non dai nessun valore al fatto che dei medici brillanti riconoscano la validità delle teorie D’Adamo-Mozzi è coerente con un’opinione che ti sei fatta e su cui sembri esserti semplicemente appiattita.
            Ovviamente anche io penso che la medicina senza statistica è nulla, poiché io conosco bene la differenza tra fisica e medicina ad esempio. La fisica descrive l’universo, l’unico universo che conosciamo, e vale sempre e ovunque. Nel caso della medicina non si arriverà mai a una disciplina universale che cura tutto e tutti allo stesso modo, perché ogni individuo è diverso, è un universo a sé! Ti posso dare dunque un’idea per un’indagine futura, e fare ad esempio un debunking di quasi tutta la medicina allopatica. Essa infatti non sembra volersi evolvere, e tranne pochissimi casi tutto viene trattato come se ci si trovasse davanti alla fase acuta di un’infezione, e cioè secondo lo schema ONE-PILL-FOR-AN-ILL (dunque molti problemi, molte pillole…). Qualcosa che non è assolutamente adatto alla realtà dei nostri giorni in cui sono le malattie croniche (in continuo aumento anche nei giovani, e dunque NON perché l’età media si è allungata), costringendo milioni di persone a prendere dei farmaci a vita, farmaci che tra l’altro trattano solo gli effetti e non intervengono sulle cause delle patologie.
            Ma non finisce qui, all’approccio ONE-PILL-FOR-AN-ILL, si aggiunge anche che i protocolli seguono lo schema ONE-SIZE-FITS-ALL! E cioè, dai vari studi clinici (che necessariamente non possono comprendere più di qualche migliaio di persone), si approva la terapia che “on average” fornisce un numero di pazienti guariti statisticamente più alto rispetto a coloro che non ne hanno avuto alcun beneficio. Tradotto in soldoni, ogni volta che prendiamo un farmaco stiamo assumendo qualcosa che ha funzionato per molti e che non ha funzionato per quasi un altrettanto numeroso gruppo di persone. Se uno dunque studia un pochino come funzionano le cose nel dettaglio, come nel mio caso, non mi sorprende che uno dei più importanti e rispettati esponenti dell’industria farmaceutica, Allen Roses, nel 2003 affermò che “la maggior parte dei farmaci prescritti non funziona sulla maggior parte delle persone”, e quindi “più del 90% dei farmaci funziona solo tra il 30 e il 50% dei pazienti” http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/3299945.stm
            Non posso però astenermi dal complimentarmi con te ancora una volta. Devo ammettere che sei veramente imbattibile nello smascherare le cazzate, mi sorprendi a ogni messaggio, e in senso molto positivo 🙂 È infatti vero che le critiche al paper di El-Sohemi erano cosa nota da tempo (almeno per me), e quella traduzione adattatata è comunque farina del mio sacco di qualche mese fa. In realtà io non ho bisogno di fare ricerche su Google per ribattere alle tue affermazioni. Come ho già avuto modo di scrivere, ho studiato in maniera sistematica e approfondita l’argomento, e per copiare-incollare mi basta semplicemente andare a prendere il file giusto dal mio PC, dove ho decine di papers e traduzioni varie. Tra l’altro posso fornirti anche altre fonti interessanti a sostegno della tua tesi, per esempio un paper molto ben fatto che prova come ancora nessuno è riuscito a dare validità scientifica alla teoria di un’alimentazione specifica secondo i gruppi sanguigni. Ecco qui, anche io sono generoso 🙂 https://dl.dropboxusercontent.com/u/9601281/Cusack2013.pdf
            Tuttavia, devo constatare che non hai saputo rispondere nel merito sui gravi limiti dello studio dei ricercatori di Toronto, e non hai fatto altro che porre l’attenzione su aspetti secondari. E infatti, non ho potuto fare a meno di notare che ti attacchi sempre a un aspetto minimo dell’intero discorso del tuo interlocutore, ribattendo con forza solo a quello, e ignorando troppo spesso gli aspetti principali. Tattica che può funzionare con l’utente medio di internet, ma di certo non con me. E questa cosa non rende affatto giustizia alla tua bravura…
            Comunque anche da questo ho imparato qualcosa, e farò tesoro di una cosa che hai scritto e di cui non mi ero reso conto prima… mi hai fatto riflettere un po’ più a fondo su quest’aspetto: che forse per questo tipo di studi può NON essere necessario un gruppo di controllo. Sono proprio curioso di vedere se sarai dello stesso parere tra qualche anno. Stay tuned 😉
            Per finire comunque vorrei dire che troppi discorsi basati su teorie più o meno confermate, e scontri dovuti a diversi punti di vista, non ci porteranno lontano… non prendiamoci in giro insomma, non stiamo parlando di politica in cui tutti possono dire la loro e imbonire il prossimo con i “se” e con i “ma”. Siamo tra persone serie, e stiamo parlardo di cose più che concrete, che sono verificabili da ciascuno di noi senza dover aspettare (anni, decenni?) uno studio o addirittura un testo di fisiologia che confermi queste teorie.
            Io che non sono l’ultimo degli sprovveduti ho sempre curato la mia alimentazione. Ma è solo da un paio di anni a questa parte (oggi ho 40 anni) che sono all’apice della mia forma fisica. Chi pensi che mi abbia fornito gli insegnamenti che mi mancavano per mangiare in modo veramente salutare, a scegliere le cose giuste e a scartare ciò che pur ritenuto sanissimo per me non lo era, a personalizzare fino all’estremo la mia alimentazione affiché energia e lucidità siano sempre al 100% se necessario, a nutrirmi non solo in base al momento della giornata ma anche in funzione delle stagioni? Ebbene, è stato il Dottor Mozzi che mi ha stimolato con le sue idee bizzare e mi ha convinto a provare, senza pregiudizi, migliorando la mia vita e pian piano anche quella di coloro che mi stanno attorno. In seguito, per una questione di curiosità che caratterizza un po’ tutti gli scienziati, ho cominciato a studiare ed approfondire le mie conoscenze in questo campo, per capire ancora di più. Perché la ricerca deve continuare. Buonanotte poetessa.

          • Nicolò Sportaro

            Ecco, di una cosa mi sono accorto anch’io; la mettono sempre sul piano che preferiscono e glissano su altre cose, in fondo ben più importanti delle minuzie a cui si attaccano. Non è la sola, in altri forum ho letto risposte ancora più sconcertanti…ad esempio, uno su blogzero mi ha detto: gli esami clinici non hanno evidenza scientifica…. cioè, esami del sangue, urine, pressione, e altre cose simili hanno per loro un valore pressochè uguale a zero! E dirai tu , ma come ci sono arrivate ad una simile genialata? Semplicemente io ho affermato che basterebbe verificare,tramite esami, i vari indicatori e monitorare così se una cosa è valida o meno, se una indicazione alimentare è efficace oppure no. Risposta: gli esami non sono validi dal punto d vista scientifico… Riporto qui:

            <<>>

            E questa è parte della mia replica:

            <<>>

            Come chiunque può vedere, siamo di fronte a un blocco monolitico, fatto di certezze che non hanno ragione di esistere. La medicina non è una scienza esatta esattamente come non lo è la statistica, che si serve della matematica ma non ne ha il rigore e si lascia interpretare ad personam.

            Io sono stanco di vederli agitare, di invocare il silenzio per le voci fuori dal coro, troppo potere in mano ad un solo gruppo di individui può dare alla testa. Vorrebbero imbavagliare chiunque non la pensi come loro, e al tempo stesso tacciono su quello che fanno alcuni medici, che si divertono a giocare con le vite dei pazienti e sulle loro sofferenze come la recente cronaca ci racconta. Individui presuntuosi, arroganti, scortesi e boriosi… bah! Qualcuno che si salva è molto più umano, principalmente umano, poi medico e buon ultimo scienziato.

          • Emmanuel Konju

            Ciao Nicolò, e grazie per avermi portato a conoscenza della tua esperienza in un altro forum. Personalmente credo sia molto importante confrontarsi con altri che hanno punti di vista diversi dal nostro, poiché quasi sempre se ne esce arricchiti. Nel tuo caso però non mi pare che tu abbia potuto “imparare” qualcosa di nuovo… anzi, a tratti sembrava quasi leggere passi di una barzelletta. Va be’, pazienza. In ogni caso non farti mai avvilire per l’arroganza di alcuni. Coraggio!
            Un caro saluto

          • Mary

            Sì infatti io do indicazione a uno col raffreddore di fare tre giri su se stesso con una cipolla in testa per tre giorni. Il raffreddore passa e quindi la mia indicazione è giusta?
            Mary

          • Nicolò Sportaro

            No, è una stupidaggine perchè il raffreddore in 3 giorni passa da solo, a volte anche meno. La cipolla… oddio, anticamente si pensava che le cipolle avessero il potere di attrarre su di sè batteri, virus, malattie in generale, quindi, chissà, un fondo di verità esiste… A parte gli scherzi, indicazioni valide non sono certo queste, piuttosto affermare che il mio mal di testa può essere causato da certi alimenti si. E per verificare basta solo interrompere quell’alimento e vedere se si sta uguale , se peggio o si migliora. E’ di una semplicità estrema e non serve la fede ma la sperimentazione personale. Poi se a te piacciono le cipolle in testa… de gustibus…

          • *Mary*

            La sperimentazione personale basta fino al raffreddore e al malditesta. E il paradosso che ho presentato è semplicemente per fartelo capire (missione che ho fallito).
            Nel momento in cui affermo che con la dieta curo una patologia come l’ipotiroidismo, posso tranquillamente applicare l’etichetta “ciarlatano”.

          • Mary

            Già alla prima frase posso dirti che se quello che hai capito è questo, forse mi stai facendo perdere tempo. Che gli insegnamenti te li avesse dati il dott. Mozzi non avevo alcun dubbio è aspettavo solo che lo dicessi.
            Io non ho bisogno di attaccarmi da nessuna parte, perché riporto numeri e perché l’onere della prova spetta a chi teorizza e non il contrario: nella scienza e nella vita.

          • Emmanuel Konju

            Fortunatamente posso dire con una certa serenità che non ci si mette nei guai a seguire almeno alcuni consigli del medico barbuto. Pensa che Mozzi, molto tempo fa, ha capito tutto da solo delle “cosette” di cui anche la scienza ufficiale pian piano si sta rendendo conto. Eccoti qualche reference a riguardo:
            http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26944871
            http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22729336
            http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1291895
            http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4209093/
            http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24689456

            Mi piace il tuo modo di vedere il rapporto tra fisica e medicina, molto poetico, ma da astrofisico e amico di diversi medici non posso davvero accettarla come descrizione rigorosa.

          • *Mary*

            Ahahahah ma non è mica il MIO modo di vedere, caro sig. Astrofisico.

            Tanti cari saluti

  • Daniele Piomelli

    Io ho risolto la mia emicrania grazie al contributo di uno sciamano di Krasnojarsk (Siberia) e uno mi potrebbe dire “Sì, ma non puoi affermare che gli sciamani curino l’emicrania”. Io risponderei che sono più che convinto che gli sciamani siberiani non curano l’emicrania, perché dal punto di vista epistemologico non possiamo dire che la pratica sciamanica sia una cura per l’emicrania; proprio perché non vi è alcuna teoria dietro tale pratica assimilabile a un “qualcosa di scientifico”.

    Intendiamoci, non sto scherzando: ho sofferto di emicrania dai 15 ai 32 anni e dopo essere stato da numerosi specialisti del campo che hanno provato qualunque cura farmacologica, un bel mattino di agosto, mentre ero in viaggio sulla Transiberiana, ho incontrato questo sciamano che mi ha “trattato” attraverso un rito. L’emicrania nel frattempo mi ha tormentato per altri tre o quattro giorni e poi il quinto giorno non si è ripresentata. A distanza di anni l’emicrania non si è ancora fatta viva. Questo vuol dire che lo sciamano mi ha guarito dall’emicrania? Non lo so con certezza. Magari ho bevuto dell’acqua contaminata a Vladivostok che mi ha guarito. O magari un particolare cibo kazaco mi ha modificato il metabolismo facendomi passare l’emicrania. Questo non lo saprò mai e credo stia proprio qui l’oggetto del contendere riguardante l’efficacia o meno della dieta dei gruppi sanguigni.

    I fraintendimenti che molto spesso mi capita di leggere su questo sito internet derivano dal fatto che la “cura” della medicina tradizionale deve (per la natura stessa del metodo scientifico) essere quantificabile e valutabile sulla maggior parte dei casi possibili. Quindi, se a fronte di un gruppo di sintomi x che provocano effetti riassumibili come patologia y riesco a identificare un farmaco in grado di inibire gli effetti per il maggior numero di individui, ho effettivamente trovato una “cura”. Se invece il mio farmaco funziona per 2 casi su 100, posso affermare che il mio farmaco “non cura”. Ma che dire di quei 2 per cui ha funzionato? Pura casualità? Solitamente il modus operandi del progresso scientifico suggerisce di concentrarsi proprio su quei 2 casi “fortunati” allo scopo di comprendere quelle “condizioni” che hanno favorito l’attivazione della molecola del farmaco.

    Ora, la dieta Mozzi ha queste caratteristiche: “cura” in modo eterogeneo un certo numero di individui. In ambulatorio ho incontrato persone che con la dieta Mozzi sono dimagrite 30 chili e hanno risolto in un battibaleno problemi di ipertensione, glicemia e colesterolo (con analisi del sangue alla mano) e persone invece che sono andate incontro a scompensi di ogni genere. Da medico, quindi, non mi sentirei di suggerirla erga omnes, ma più che altro direi di provare considerando però di effettuare dei controlli periodici mensili per monitorare l’andamento del trattamento.

    Un suggerimento all’autrice dell’articolo: nella mia esperienza professionale ho incontrato persone che non avevano alcuna laurea in medicina e nessuna pubblicazione ma avevano conoscenze in grado di curare alcune malattie, e persone con alcune lauree e centinaia di pubblicazioni che non hanno mai visto un paziente. Sono sicuramente d’accordo che ci sono ciarlatani che facendo leva sulle difficoltà della gente se ne approfittano, ma suddividere il mondo tra chi è laureato e razionale e chi non lo è, e dare credito solo a chi “ha i titoli per parlare”, rimane una banale semplificazione.

    • Buongionro Daniele, molto interessante. Io vivo in Brasile dove ho contatti continui con sciamani, veggenti e guaritori. Soffro anch’io di emicrania e, con questi sistemi ho avuto solo dei miglioramenti, ma mai una risoluzione. C’è da dire che il mio è un caso cronico presente pressoché dalla nascita.
      Purtroppo non posso fare a meno di notare che Mary risponde solo quando ha la certezza di poter confutare gli interlocutori.
      Concordo sulla banale semplificazione.
      Un caro saluto.

      • Beigua84

        Per i sigg. M. Villone e D. Piomelli…

        Premesso che ciascuno è assolutamente libero di agire come meglio crede, sconsiglio vivamente (e in questo esco dalla discussione) di ricorrere a santoni, guaritori varî, persone legate insomma a sciamanesimo, pratiche orientali varie ecc. Mi direte ma tu che ne sai? Intanto mi qualifico: Sono di fede cristiana. Credo che per l’azione di Dio possano verificarsi guarigioni soprannaturali.
        Non solo Dio può guarire. Anche Satana può operare prodigi, ma che è molto facile portino ad effetti deleterî, e in varî ambiti.
        IP.1 Un tizio ti dice: Guarda, portami tuo figlio, e gli guarisco il tumore al braccio. Perfetto. Il tumore lì per lì guarisce, dopo un mese potrebbe accadere che si ritrova un tumore ben peggiore nell’altro arto.
        IP.2 Chiedi a Dio la guarigione, e quella avviene, senza il verificarsi di sorprese di cui sopra. Ovvero si tratta di guarigione definitiva.
        Es. Guarisco dal diabete in seguito a prrghiera che viene esaudita. Se avevo il diabete, non lo avrò più. Poi, ovvio, se dopo essere guarito mi faccio una zuppa inglese a colazione, il gelato alle 15, e una torta per merenda, tutti i giorni, allora me la vado a cercare. Ma devo essere io ad andarmela a cercare, non è che mi compare un tumore dal nulla dopo esser stato “guarito” dallo sciamano di turno. Credo sia bene che rinunciate davanti a Dio alle pratiche che vi hanno fatto: Che significa? Tramite questi rituali, Satana ha un’autorità su di voi.
        Chiedendo perdono a Dio, davanti a un sacerdote cattolico, potrete allontanarvi dal Maligno (che esiste). NB. Ho avuto modo anche di vedere persone possedute, indemoniate… E non al cinema ma in occasione di messe cattoliche di liberazione.
        Quindi per questo vi consiglio di stare molto alla larga da sciamani e simili perché a fronte di un apparente beneficio sono probabili diversi fenomeni che con il bene non hanno nulla a che spartire.

        Per la questione “dott. Mozzi”… Bisogna limitarsi solo e soltanto ai fatti, ma io sono contrario al limitarmi a X verdure, X tipi di carne.

        Le cose DEVONO essere verificate dal punto di vista scientifico. Se non ci sono benefici, se non c’è riscontro incontrovertibile, salutate Mozzi e altri che vanno avanti dicendo queste cose.

        Ogni bene.

        • Mi inchino di fronte a tante certezze…..ma si faccia furba

          • Beigua84

            Certe cose possono urtare.
            Il problema è che in quei casi si ha a che fare con spiriti immondi. Non è mia intenzione urtare o passare per “il so tutto io” di turno. Sono cose che ci sono e bisogna stare attenti, tutto qui.

          • ah sì? l’angelologia? immagino ci sia un testo di riferimento con risultati di laboratorio…

          • temo che, se i lettori sono questi, questo sito sia esso stesso una bufala o una pagliacciata

          • Beigua84

            Be’, ognuno può informarsi. Buona serata a tutti.

          • Beigua84

            La disciplina che spiega a livello teologico questi fenomeni è l’angelologia.

  • Buongiorno, sono capitato qua proprio perché alla ricerca di basi scientifiche su quanto sostenuto da Mozzi. Io non sono un ricercatore accreditato, ma un giornalista e blogger. Lo dico subito, anche se ritengo abbia un’importanza relativa, poiché ho osservato come qui venga richiesto un CV per partecipare alla discussione.
    Ho avuto una formazione scientifica per cui considero importanti le basi scientifiche a un’affermazione. Tuttavia non posso esimermi dalla seguente osservazione, fatta su di me e su altre persone. Ovvero la dieta e i suggerimenti di Mozzi danno risultati concreti su una casistica popolare piuttosto diffusa. Non si tratta, per l’appunto, di dati scientifici, ma di semplici, serene osservazioni di cose che accadono.
    La mia domanda, che non vorrebbe minimamente suonare polemica, è la seguente: Perché?
    Attendo cortesemente una sua opinione.
    Nel frattempo oso fare due supposizioni. 1. Le evidenze scientifiche non sono ancora state cercate con attenzione. 2. Le basi scientifiche hanno, sul piano pratico, un’importanza relativa.
    Grazie

  • andrea caselli

    Guru?Ma dove?Lui non si permette di avere la verità assoluta,dice solamente di provare e provare non costa nulla.Inoltre la testimonianza del fratello non ha senso perchè non dice se il fratello sta bene o meno.Inoltre Mozzi non mi pare inviti le persone a non curarsi con la medicina tradizionale.Poi vabbè se quello che dice abbia basi scientifiche o meno non importa,mal che vada perdiamo peso,mangiamo bene e a km zero.

  • Stefano Gabbiati

    Cara Mary, ma perché non rimuovi questo tuo “articoletto da strapazzo”? O perlomeno modifichi il suo pomposo titolo. Ma tu l’hai provata la dieta del Dr. Mozzi? Se no, prova.
    E poi ci fai sapere. Salutoni cara.