BUFALA ADHD è una malattia fittizia? No

leon_eisenberg

Confessione shock sul ‘letto di morte’ dell’inventore dell’ADHD:

L’ADHD* è una malattia fittizia“…avrebbe detto Leon Eisenberg

Chi lo scrive?
Lo scrive tal CCDU (comitato dei cittadini per i diritti umani) acronimo altisonante creato ad hoc ma con lo stesso valore di eventuale CCAB (comitato cittadini anti bufale): un’organizzazione caratterizzata da evidente astio nei confronti della scienza medica psichiatrica e della farmacopea ufficiale, vero e proprio spin-off di Scientology
In realtà colui che il comitato stesso indica come fondatore, emerito prof. Szasz, prese le distanze dal CCDU poiché la vicinanza di idee con Scientology era contraria alle sue convinzioni (all’avanguardia, certo, ma per nulla astruse come invece vennero rese dai seguaci) e, come specificato dal suo sito web ufficiale con una dichiarazione, Szasz non fu mai membro né ebbe alcuna affiliazione con Scientology o Dianetics, l’organizzazione precedente alla “Chiesa” di Hubbard.

Cosa è l’ADHD?
E’ la cosiddetta Sindrome da deficit dell’attenzione.
Secondo il DSM, l’ADHD può essere quindi definita come “una situazione/stato persistente di disattenzione e/o iperattività e impulsività talmente frequente o intensa da inficiare significativamente le normali attività della vita quotidiana del bambino”. Questi sintomi finiscono con il causare uno stato di disagio e di incapacità superiore a quello tipico di bambini della stessa età e livello di sviluppo.
I sintomi chiave di questa condizione sono la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, presenti per almeno 6 mesi e comparsi prima dei sette anni di età.
I bambini con ADHD:
-hanno difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione
-sembrano non ascoltare nulla di quanto gli viene detto
-sono eccessivamente vivaci, corrono o si arrampicano, saltano sulle sedie (in continuazione)
-si distraggono molto facilmente (troppo o comunque tanto da non poter terminare una breve attività)
-parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di ascoltare tutta la domanda
-non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro (mai)
-possono manifestare serie difficoltà di apprendimento che rischiano di farli restare indietro rispetto ai compagni di classe, con danni emotivi

Anche se ad una prima analisi questi comportamenti potrebbero sembrare tipici di quasi tutti i bambini in età scolare, è necessario comprendere che, se non permettono di mantenere una continuità nell’apprendimento, una serenità nei rapporti interpersonali e lo svolgimento delle attività minime che vengono richieste in ambito scolastico e familiare, ESISTE NECESSARIAMENTE UN PROBLEMA.
Questo problema, in assenza di handicap fisici, è giocoforza un problema mentale.
Lungi dal far additare il bambino con ADHD come “malato mentale”, il riconoscimento ufficiale di questa sindrome lo mette in grado di avere un sostegno e un trattamento -non necessariamente farmacologico- per migliorare la sua qualità di vita.
Per questo, nel 1902, in seguito ad una serie di incontri in cui si esposero le ricerche sul tema, questo disturbo fu riconosciuto come patologia psichiatrica e, sulla base di migliaia di pubblicazioni scientifiche, inserito nel “Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders”, il manuale pubblicato dalla American Psychiatric Association utilizzato come referenza psichiatrica a livello internazionale (DSM-IV).
Prima di arrivare ad una diagnosi definitiva di ADHD è necessaria un’attenta valutazione da parte degli specialisti, c’è sempre una collaborazione in questo con chi è a contatto del bambino (famiglia, insegnanti) che collabora alla diagnosi, si cerca di scoprire se esistono problematiche che possono confondere e condizionare (patologie pre esistenti, errate abitudini alimentari che possono aumentare l’iperattività, problemi di tipo diverso, fonti di stress sconosciute…), si tenta un approccio che includa tutte le figure a contatto del bambino. Gli interventi non farmacologici comprendono attività scolastiche, con lo psicologo, di gruppo e di attento esame dell’ambiente nel quale vive il bambino (proprio per esaminare eventuali altre cause dell’iperattività).

Il farmaco d’elezione per il trattamento dell’ADHD è il Ritalin o Metilfenidato.

Il Ritalin fa male?
Innanzitutto la “Commissione consultiva nazionale svizzera sull’etica biomedica”(NEK per me è solo uno che canta), quanto ad autorevolezza, è pari al CCDU.
Mi permetto di riportare l’affermazione del dott. Roberto Albani (Board of Pediatrics a New York) in merito al Ritalin.

“I media italiani, come d’abitudine, non hanno trattato questa notizia col rigore scientifico necessario. Infatti, prima di esporre i fatti già noti da decenni sulla SDA-I e sui benefici di questo farmaco (fatti che avrebbero potuto trovare nelle fonti appropriate, incluso Internet), hanno parlato del sentito dire, come, per esempio, degli eccessi di prescrizione del Ritalin che si sarebbero verificati negli Stati Uniti negli ultimi anni.
Poi hanno dato voce all’opinione degli psicoterapeuti e neuropsichiatri infantili italiani, senza preoccuparsi di controllare se costoro fossero veramente esperti del problema. In realtà questi specialisti non si sono mai occupati seriamente dei problemi dell’apprendimento dei bambini e men che meno della SDA-I (ADHD), argomento che hanno trascurato soprattutto per ragioni ideologiche.”

 

In seguito, il dott Albani spiega dettagliatamente il disturbo e come questo farmaco agisce in relazione ad esso.
Esiste a questo proposito una moltitudine  di ricerche e osservazioni fatte negli ultimi trent’anni negli Stati Uniti, dove il medicinale in questione è accettato ormai senza riserve dai pediatri e dagli altri specialisti, compresi gli psicoterapeuti e i neuropsichiatri, che si occupano del problema.

Leon Eisenberg è “l’inventore” dell’ ADHD?
No. Anche perché nacque nel 1922, mentre i primi sintomi della sindrome furono notati e riorganizzati nel 1845 dal medico Heinrich Hoffman in un libro intitolato “The Story of Fidgety Philip“, un’accurata descrizione di un bambino iperattivo, ma riconosciuta come un problema medico solo nel 1902. Eisenberg ha dato un contributo eccezionale agli studi successivi riguardanti la neuropsichiatria infantile e dunque anche a tema ADHD, ma non avrebbe potuto in alcun modo dichiarare di averla “inventata”.

L’intervista (in cui sarebbe stata fatta la fatidica affermazione) che cosa dice?
L’articolo da cui è tratta l’intervista è scritto in tedesco e si trova su Der Spiegel, ma fortunatamente su Snopes vi è una traduzione in inglese della stessa da cui si evince come il prof. Eisenberg non abbia affermato che la sindrome da deficit dell’attenzione non è una malattia reale, ma che la predisposizione genetica a sviluppare questo disturbo è sovrastimata rispetto a fattori sociali e ambientali che intervengono durante lo sviluppo.
Inoltre critica l’uso esclusivo dei farmaci e l’eccessiva facilità con cui a volte viene prescritta la terapia farmacologica.
Mettiamo a confronto l’originale e la traduzione dall’inglese:

“Von den zehnjährigen Jungen schluckt mittlerweile bereits jeder zehnte ein ADHS-Medikament – und das jeden Tag. Doch ausgerechnet der wissenschaftliche Vater von ADHS hat die Explosion der Verschreibungen mit wachsendem Entsetzen verfolgt. Leon Eisenberg übernahm später die Leitung der Psychiatrie am renommierten Massachusetts General Hospital in Boston und wurde zu einem der bekanntesten Nervenärzte der Welt. In seinem letzten Interview, sieben Monate vor seinem Tod an Prostatakrebs im Alter von 87 Jahren, distanzierte er sich von seiner Jugendsünde.
Ein großer, hagerer Mann mit Brille und Hosenträgern öffnete 2009 die Tür zu seiner Wohnung am Harvard Square, lud an den Küchentisch und schenkte Kaffee aus. Niemals hätte er gedacht, erzählte er, dass seine Erfindung einmal derart populär würde. “ADHS ist ein Paradebeispiel für eine fabrizierte Erkrankung”, sagte Eisenberg. “Die genetische Veranlagung für ADHS wird vollkommen überschätzt.
Stattdessen sollten Kinderpsychiater viel gründlicher die psychosozialen Gründe ermitteln, die zu Verhaltensauffälligkeiten führen können, sagte Eisenberg. Gibt es Kämpfe mit den Eltern, leben Mutter und Vater zusammen, gibt es Probleme in der Familie? Solche Fragen seien wichtig, aber sie nähmen viel Zeit in Anspruch, sagte Eisenberg und fügte seufzend hinzu: “Eine Pille verschreibt sich dagegen ganz schnell.”

Tra i ragazzini decenni, uno su 10 assume precocemente un farmaco quotidiano per l’ADHD. 
Ma il patrono scientifico dell’ADHD  ha seguito l’esplosione di prescrizioni con orrore crescente. Leon Eisenberg assunse il controllo del reparto psichiatria al prestigioso  Massachusetts General Hospital di Boston ed è divenuto uno dei più illustri psichiatri al mondo. Nella sua ultima intervista, sette mesi prima di morire a 87 anni per un cancro alla prostata, prese le distanze dalle giovanili conclusioni avventate.

Un uomo alto e magro con occhiali e bretelle ha aperto la porta del suo appartamento a Harvard Square nel 2009, mi ha invitato al tavolo della cucina e offerto il caffè. Ha detto che non avrebbe mai pensato che la sua scoperta sarebbe un giorno diventata così popolare. “L’ADHD è un esempio emblematico di disturbo preconfezionato“, ha detto Eisenberg. “La predisposizione genetica per l’ADHD è completamente sopravvalutata.”
Gli psichiatri infantili dovrebbero invece indagare più a fondo le ragioni psico-sociali che possono portare a problemi comportamentali, ha detto Eisenberg. Ci sono scontri con i genitori, ci sono problemi in famiglia? Tali domande sono importanti, ma prendono un sacco di tempo, Eisenberg ha detto, aggiungendo con un sospiro: “. Prescrivere una pillola è molto più rapido”

 

In tedesco termine “fabbricato”pare avere anche una valenza di “fatto apposta” (cioè che si presta perfettamente per), anche perchè inventato pare si dica erfunden. In ogni caso, il contesto e il senso di questi paragrafi sono ben differenti da quanto si afferma nell’articolo di CCDU e ben chiari.

In realtà l’affermazione attribuita ad Eisenberg pare far parte di un’altra intervista di Der Spiegel a tale Kagan (che non è nemmeno psichiatra bensì psicologo e dunque non è un medico) che, alla domanda se la sindrome ADHD sia un’invenzione, afferma:

 That’s correct; it is an invention. Every child who’s not doing well in school is sent to see a pediatrician, and the pediatrician says: “It’s ADHD; here’s Ritalin.” In fact, 90 percent of these 5.4 million kids don’t have an abnormal dopamine metabolism. The problem is, if a drug is available to doctors, they’ll make the corresponding diagnosis.”

Sì è corretto dire che è un’invenzione. Ogni bambino che non vada bene a scuola è mandato da un pediatra che gli dice “È ADHD; ecco qui il Ritalin”. Infatti il 90% di questi 5,4 milioni di bambini non ha un normale metabolismo della dopamina. Il problema è che quando i medici hanno un certo farmaco a disposizione, fanno una diagnosi per cui possano prescriverlo.”

Non credo siano necessarie ulteriori considerazioni sull’etica di un professionista che fa simili affermazioni e le generalizza, nonostante siano fioccati studi molto approfonditi in materia da ormai oltre cento anni, che scandagliano le basi neurobiologiche dell’ADHD.
Eventuali errori o diagnosi frettolose non determinano la “non esistenza” di una patologia.

Esistono interessi tra medici e case farmaceutiche?
Rispondo con una domanda: esistono interessi tra ristoranti e fornitori alimentari?
E vi rimando alla nostra intervista col Big Pharma.
(*)Attention Deficit Hyperactivity Disorder, in italiano SDA-I ovvero Sindrome da Deficit    dell’Attenzione-Iperattività

APPENDICE
Purtroppo apprendo tramite un articolo di LeScienze, che addirittura esiste un’interrogazione parlamentare del deputato on. Massimo Enrico Baroni e, contestualmente, un commento in merito sulla sua pagina Facebook in cui offende i genitori dei ragazzi con AHDH, sostenendo che si tratta di una malattia inventata per giustificare incapacità genitoriali che verrebbero invece colmate da prodotti propinati dall’industria farmaceutica (25/09/14: Prezzo del Ritalin (30 compresse) al pubblico: 5,96€ (per confronto, prezzo Aspirina 20 compresse: 6,90€).
Dimostrando così una completa ignoranza della sua stessa ignoranza in merito.

Pensino gli egregi deputati, se un giorno dovessero stare male (non glielo auguro di certo) e qualcuno, senza neanche guardarli in faccia ed ascoltare cosa hanno da dire, con una vignetta su Facebook gli dicesse: “non fare storie, la tua malattia non esiste, l’hanno inventata i cattivi americani e me lo ha detto un giornalista, niente medicine, le hanno vietate”.
Che poi con una vignetta su Facebook ci facciamo due risate.
(Salvo Di Grazia)

 

credits

http://www.szasz.com

http://www.epicentro.iss.it/problemi/attenzione/attenzione.asp.

http://www.roberto-albani-pediatra.it/content/il-ritalin-fa-bene-o-fa-male

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14658924

http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/medicating/adhd/evolution.html

http://www.spiegel.de/spiegel/print/d-83865282.html

http://www.snopes.com/politics/quotes/adhd.asp

http://www.spiegel.de/international/world/child-psychologist-jerome-kagan-on-overprescibing-drugs-to-children-a-847500.html

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3016271/

Questo articolo e la Capo Redazione Marilena P. sono stati citati su Il Giornale del 23\4\2016

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.
  • bucimanas

    Scusi, interessante esercizio il suo ma se non viene nominato nemmeno una volta il fatto che il Ritalin è una anfetamina allora c’è un problema fondamentale nella sua opera di debunking. Poi si può essere a favore delle droghe o contrari, si può pensare che alcune droghe abbiano positivi effetti terapeutici come avviene per esempio nel caso di un famoso sciroppo per la tosse che funge da calmante ma che viene usato anche come stimolante d’abuso, comunque sia non aprire la discussione su questo punto è molto sospetto sulla sua onestà intellettuale. Oppure è una svista oppure una ignoranza fondamentale su questo argomento.

    Dire «Il farmaco d’elezione per il trattamento dell’ADHD è il Ritalin o Metilfenidato.» e terminare il discorso dove deve iniziare non è equo.

    Saluti.

  • Scatenatos

    Piccolo appunto, quanto detto su Thomas Szasz in relazione al CCHR/CCDU non è esatto.

    Szasz non ha mai preso le distanze dal CCHR ma solo chiarito la sua posizione dove prende le distanze da qualsiasi religione dato che era ateo, qui la sua dichiarazione del 2009: https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Szasz

    La dichiarazione presente nel sito (interpretata e travisata da chi ha scritto la pagina italiana di Wikipedia del dott. Thomas Szasz) è del 2003, quindi 6 anni prima. Però non è stata scritta da Thomas Szasz ma da Jeffrey A. Schaler, che si firma proprietario e produttore del sito: http://www.szasz.com/enemies.html