Abbonamenti telefonici truffaldini? Ecco come fare per tutelarvi

Il 27 giugno 2016 mattina ricevo un messaggio da una mia amica che mi invia il seguente screenshot:

Play The Game: Abb. attivato. I migliori giochi del web ti aspettano! Info&Disatt: http://playthegame.mobi/selfcare o chiama 0307777696. Costo 5€/Sett.

La mia amica stava navigando con il proprio smartphone in un sito internet e cliccandoci sopra poco dopo gli è arrivato l’sms sopra riportato. Ci troviamo di fronte ad uno dei tanti sistemi di attivazione di servizi non richiesti, sistemi per cui i gestori telefonici vennero multati nel 2015:

Navigare con il cellulare su contenuti a pagamento non segnalati, sfiorare un banner pubblicitario e ritrovarsi abbonati a servizi di suonerie, screensaver, contenuti erotici o giochi dal costo minimo di 5 euro a settimana, oppure scaricare un’app solo perché si è cercato di chiudere la finestra premendo un apposito tasto di chiusura. Eccoli i cosiddetti servizi premium, ovvero la galassia di prodotti che vengono pubblicizzati attraverso banner, pop up e landing page, che i principali operatori della rete mobile del Paese hanno attivato all’insaputa di migliaia di clienti e che l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di punire con una maxi sanzione di 5 milioni di euro.

In particolare, l’Agcm ha imposto una multa di 1,7 milioni di euro a Telecom Italia e H3G e di 800mila euro a Wind e Vodafone, per aver adottato queste pratiche commerciali scorrette nell’erogazione dei contenuti sugli smartphone. Decisione che arriva a 7 mesi dall’apertura di un’indagine nata dopo che il garante ha ricevuto numerosissime segnalazioni da parte di associazioni di consumatori e clienti che denunciavano di essersi ritrovati abbonati a servizi mai richiesti con l’addebito automatico del costo sulla bolletta telefonica o scalato dal credito residuo.

Nell’articolo del Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2015 viene riportata anche un consiglio su come ci si potrebbe difendere da questi abbonamenti indesiderati:

In attesa che si apra un tavolo tra gli operatori di telefonia e le associazioni dei consumatori, la prima cosa da fare è contattare il gestore, inviando un reclamo scritto (tramite fax, internet o raccomandata con ricevuta di ritorno) per contestare le somme ingiustamente addebitate e richiedere il rimborso, dichiarando esplicitamente di non aver mai richiesto l’abbonamento. Dal momento che in alcuni casi l’attivazione del servizio non richiesto è avvenuta tramite un sms, è anche necessario inviare la richiesta di blocco non solo all’operatore telefonico, ma anche all’azienda che eroga il servizio.

È anche possibile chiedere il “barring”, vale a dire il blocco di tutti gli sms a sovrapprezzo, facendo tuttavia attenzione a tenere attivi quelli utili, come i messaggi che arrivano dalla banca per notificare l’utilizzo della carta di credito o l’invio di un bonifico. Sempre utile, poi, installare un antivirus sul cellulare e un’app che blocca la pubblicità sul telefono.