Da grande voglio fare il Buddha: ecco perché il debunking serve e va difeso

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I colleghi di “Da grande voglio fare il Buddha” sono stati intimati legalmente di rimuovere dei video in cui, nel rispetto della netiquette, criticavano le tesi di Salvatore Brizzi, il quale preferisce minacciare querela piuttosto che dimostrare le sue affermazioni.

Dopo i primi equivoci riguardo a problemi in realtà già ben noti, come l’impossibilità di convertire un complottista – tantomeno chi diffonde, seppur in buona fede, dei contenuti inesatti o pseudo-scientifici – già noti ai debunker e per niente rilevanti ai fini del nostro lavoro, l’interesse verso la difesa di una informazione di qualità – quindi libera – comincia a farsi strada anche in Italia.

Che succede però se qualcuno di questi divulgatori decide di censurare un debunker? Sembra paradossale, ma almeno in Italia gran parte del lavoro di debunking non si deve a giornalisti professionisti (spesso ci capita di correggere i loro errori) bensì ad appassionati che ufficialmente svolgono altri mestieri. Pensiamo al prezioso lavoro di Salvo Di Grazia nel campo delle bufale mediche. Un giornalista ha diverse tutele. I debunker spesso possono trovarsi nella situazione di doversi censurare da soli, perché i tempi della giustizia e le spese legali risultano sconvenienti. Questo è quanto succede ai colleghi Luca Sadhaka e Riccardo Fine, i quali si sono visti recapitare una diffida da parte di Brizzi, da loro pizzicato diverse volte nel sostenere tesi di Filosofia orientale non dimostrate.

La community di Da grande voglio fare il Buddha (canale YouTube di Luca) si è subito mobilitata. Un avvocato specializzato nella difesa dei giornalisti ha preso in carico la questione. Nonostante si sia offerto di svolgere il suo compito entro i minimi tariffari, i fan del canale si sono subito organizzanti per sostenere le spese legali. Sono loro infatti i principali beneficiari del lavoro di debunking di Luca. È molto improbabile che gran parte di loro credesse in qualche pseudoscienza prima di conoscerlo. Questa è la migliore risposta a chi continua – anche in campo scientifico – a svilire questa importante categoria di divulgazione scientifica e culturale, che rende spesso molto più interessanti della norma nozioni altrimenti trascurate; nel caso di Luca parliamo addirittura di spiritualità ed eventuali collegamenti con la psicologia e la sociologia.

Anche il nostro sito sostiene Da grande voglio fare il Buddha. Chi fosse interessato a darci una mano nella raccolta fondi per sostenere le spese legali può dare un’occhiata al post dedicato. Difendiamo la qualità dell’informazione. Difendiamo la vera libertà; quella che secondo Spinoza deriva dalla conoscenza della propria necessità.