11 settembre: nuovo studio mette in crisi le tesi ufficiali? Solo la solita fuffa

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Torna all’attacco il Movimento per la verità sull’11 settembre con un nuovo documento, ancora più insignificante di quelle 56 pagine firmate da 2363 persone che più o meno velatamente volevano far credere di essere tutte ingegneri o architetti. Sul quarto numero di Europhysics news, una rivista di divulgazione scientifica che non ha nulla a che vedere con le riviste peer review vere e proprie (come Science o Nature) compare a pag. 23 l’articolo intitolato “15 Years later: on the physics of high-rise building collapses“.

I firmatari. Tra i quattro redattori del pezzo una vecchia conoscenza: il fisico Steven Jones. Secondo lui quanto si vede in foto sarebbe la prova della presenza di metallo fuso ancora sotto le macerie, questo a dimostrazione che sarebbe stata usata la termite per permettere la caduta controllata delle Torri gemelle.

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In realtà il fisico Jones confuse dei detriti pressati dell’edificio con del metallo liquido. Sempre secondo il nostro esperto, in questa immagine dei vigili del fuoco osserverebbero a viso scoperto del metallo fuso, senza subire alcun danno, dettaglio che il fisico Jones non colse.

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L’esperto diede una cattiva interpretazione, sempre grazie ad artefatti fotografici (perché di elaborare studi basati su analisi dirette non se ne parla) delle luci nei caschi dei pompieri americani. Jones è anche uno dei firmatari del precedente documento, che viene citato come unica fonte. Il che è un tutto dire: parliamo della rielaborazione di un presunto studio redatto coi piedi.

Paolo Attivissimo riuscì a iscriversi al gruppo con lo pseudonimo “Massimo Dell’Affidabilità”, venne poi bannato a seguito della pubblicazione di un post dove racconta tutto. Nessuno di loro effettua studi concreti ma si basano su quanto hanno visto in Tv, per loro stessa ammissione. Altri debunker infatti si interessarono e fingendosi complottisti chiesero spiegazioni. Solo una minima parte risulta avere delle competenze in ingegneria o architettura, manco uno ha lavorato nelle demolizioni controllate o nella costruzione di grattacieli del genere.

Termite o esplosivi? Intanto debunker sperimentali hanno già verificato l’impossibilità dell’impiego di termite, che non essendo un esplosivo contraddice l’uso delle testimonianze riguardanti persone che hanno sentito esplosioni; a tal proposito un conto sono le detonazioni che si sentono all’inizio di una demolizione controllata, che parte dal basso, un’altro sono le esplosioni in tempi irregolari di strutture all’interno dell’edificio, come le caldaie.

Qui l’audio della demolizione controllata della Landmark tower.

 

Qui l’audio del crollo delle Torri gemelle.

 

Queste cose Steven Jones & Co non le hanno notate? Da notare infine l’avvertenza che la direzione di Europhysics news – colpita da un tardivo attacco di amor proprio – fa comparire in bella mostra all’inizio del pezzo.

This feature is somewhat different from our usual purely scientific articles, in that it contains some speculation. However, given the timing and the importance of the issue, we consider that this feature is sufficiently technical and interesting to merit publication for our readers. Obviously, the content of this article is the responsibility of the authors.

Questa produzione è un po’ diversa dai nostri soliti articoli puramente scientifici, in quanto contiene alcune speculazioni. Tuttavia, data la tempistica e l’importanza della questione, riteniamo che questa produzione sia sufficientemente tecnica e interessante da meritare la pubblicazione per i nostri lettori. Ovviamente, la responsabilità del contenuto di questo articolo è degli autori.

Non ci sembra incoraggiante come introduzione. Per quanto questi signori si siano limitati a osservare i filmati televisivi, proprio una analisi attenta degli stessi dovrebbe far capire, specialmente a degli addetti ai lavori – magari artificieri – cosa avvenne quella mattina.

 

Il calore indebolisce la struttura in acciaio che ad un certo punto si contorce verso l’interno provocando l’inizio del crollo, che parte dall’alto verso il basso; le Torri non crollano integralmente, poco dopo il disastro continuano a intravedersi parti della struttura ancora in piedi, cosa che smentisce la tesi della predisposizione dell’edificio per una caduta controllata.

Chiediamo agli esperti. Tratteremo dell’argomento assieme al fisico Marco Coletti e al chimico e pilota turistico Giuseppe Alonci, con la partecipazione straordinaria degli influencer Leonardo Vannucci e dellimellow, l’11 settempre alle 21:00 in una live sul canale Redazione Montaigne, che resterà registrata nel medesimo link.