Quattro leggende su iPhone e Smartphone

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A volte ritornano, più recentemente ne stanno nascendo di nuove: parliamo delle leggende attorno all’uso sempre più comune dei dispositivi mobili, che hanno cambiato radicalmente le nostre abitudini, non restando immuni alle leggende diffuse soprattutto in Rete, non senza il prezioso contributo delle testate più autorevoli. Spesso è sufficiente fraintendere un reale studio scientifico per innescarle.

1. Smartphone in tilt se vuoi suicidarti

Agenzie di stampa come Adnkronos hanno contribuito non poco nel dare risalto alla leggenda in base al quale se attraverso la chatbot del proprio cellulare si sostiene di essere stati violentati, o si espongono propositi di suicidio, questo manderebbe in tilt il programma. Anzi, l’intero dispositivo. Questo fenomeno interesserebbe tutte le App di questo genere: Siri, Google Now, S Voice e Cortana. Effettivamente c’è uno studio su cui si basano, pubblicato su Jama internal medicine.

I risultati di questo studio pilota hanno coinvolto 68 tipi di cellulari prodotti da sette aziende diverse. Lo scopo era quello di verificare la qualità di prestazioni delle App qualora venissero presentati quesiti di tipo nosocomiale. Insomma se ne testava il livello di “intelligenza artificiale”, definizione che a sua volta si presta a fraintendimenti.

2. Obsolescenza programmata

Finalmente la Apple confessa il suo piano di obsolescenza programmata, lo riportano anche testate nazionali come Libero. Questo ovviamente riguarda anche i dispositivi mobili. Il comunicato effettivamente c’è, ma è di ben altro tenore, riguarda politiche più vicine alle tematiche ambientali. Occorre a questo punto fare attenzione a non confondere, come spesso si fa, l’obsolescenza col logorio.

Per quanto la Apple sia famosa per progettare l’hardware assieme al software, è abbastanza pacifico che gli aggiornamenti portino ad un certo punto ad un progressivo rallentamento delle prestazioni, mentre dal punto di vista della resistenza non esistono dati che supportino la tesi di un logorio programmato. Semplicemente i computer evolvono, diventano sempre più veloci; questo riguarda tutte le aziende che si occupano di Itc. Ed è questo che causa l’obsolescenza: il prodotto pur conservando integre le sue prestazioni viene superato da altri che ne hanno di migliori.

3. Gli Smartphone indeboliscono le mani

Il perché di questo curioso fenomeno ce lo spiega il DailyMail, ed è supportato anche da uno studio.  I ricercatori hanno pubblicato i risultati sul Journal of Hand Therapy, rivista che già di per sé ha un Impact factor abbastanza basso (2,0) e che pretenderebbe di dimostrare come le nuove generazioni siano più deboli fisicamente – soprattutto nelle prese manuali – rispetto alle precedenti. Come questo si correli coi dispositivi mobili e non più in generale con l’avvento del settore Terziario nel mondo del lavoro, rimane un mistero.

4. Cecità da Smartphone

Lo riporta tra i tanti anche Il Fatto Quotidiano, che per lo meno si tiene molto prudente, spiegando bene in cosa consista realmente il problema – se così possiamo definirlo – che riguarda al momento due donne americane, le quali avevano la strana abitudine di guardare il cellulare al letto con un occhio solo, mentre l’altro era coperto dal cuscino. C’è sul serio un team di ricercatori che ha prodotto un paper al riguardo.  Tutto si spiega col fatto che i nostri occhi hanno anche dei recettori che si attivano a basse intensità luminose, permettendo una sorta di “vista notturna”, per tanto queste donne ad un certo punto se dovevano alzarsi dal letto per qualche motivo sperimentavano una quindicina di minuti di semi-cecità, dovuta al fatto che i due occhi non erano attivati allo stesso modo: uno era predisposto per la vista notturna, l’altro no.

Di questo fenomeno si occuparono anche i MythBusters (Stagione 8, episodio n°183) in una puntata speciale del loro format dedicata alle leggende sui Pirati. Pare infatti che alcuni di loro usassero la benda all’occhio non perché realmente “orbi”, ma in quanto avendo un occhio coperto questo si teneva sempre pronto per la vista notturna, così all’occorrenza gli sarebbe bastato spostare la benda sull’altro occhio. Non sappiamo con certezza se questa pratica fosse realmente in uso, ma è plausibile, infatti funziona. La cecità invece è un’altra cosa.

  • renatodonadio

    Sul primo mito: Quella del suicidio non la so, ma è vero che Siri nella prima versione rispondeva consigliandoti i luoghi dove poter nascondere un cadavere.
    Sul secondo, probabilmente il fatto risale all’epoca degli iPod, quando un utente chiamando in assistenza perché l’iPod non si accendeva più, si sentì dire che la batteria dell’iPod era garantita per funzionare 3 anni, allora scrisse su tutti i cartelloni pubblicitari degli iPod nella città “L’iPod può funzionare al massimo 3 anni”

    • P0ll0n

      No, rispondeva in maniera ironica alla domanda: “dove posso nascondere un corpo?” Controbattendo: cosa cerchi di preciso? -pompe funebri -discarica
      Poi se qualcuno la prende seriamente….
      E per quanto riguarda la batteria qualsiasi dispositivo elettronico alimentato a batteria ha una durata, più o meno lunga nel tempo, fatta di tot cicli di carica

      • Reby92

        le batterie dovrebbero essere sostituibili , come è sempre stato…