La legge svizzera “contro il burqa”? Divieto di dissimulare il volto in luoghi pubblici

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Il 3 luglio 2016 il sito Riscattonazionale.it pubblica un articolo dal titolo “La Svizzera non scherza: arrivano le prime multe contro il burqa come chiesto dai cittadini“:

Era il 22 settembre 2013 quando il 65,4% dell’elettorato ticinese aveva approvato l’iniziativa popolare che chiedeva di iscrivere nella costituzione il divieto di dissimulare il volto in luoghi pubblici. Una prima in Svizzera, che aveva fatto scalpore ben oltre i confini nazionali.

La legge, entrata in vigore il 1° luglio, prevede multe da un minimo di 100 a un massimo di 10mila franchi. Fin dalla sua approvazione, Rachid Nekkaz aveva dichiarato di voler pagare le multe inflitte in Ticino alle donne dal volto coperto, così come ha già fatto in Francia e in Belgio. In segno di sfida l’imprenditore franco-algerino si è così presentato a Locarno a fianco di Nora Illi, cittadina svizzera convertita all’Islam e membro dell’organizzazione radicale Consiglio centrale islamico svizzero.

Sul posto c’erano anche molti curiosi e giornalisti svizzeri ed esteri. Poco dopo le 11 sono intervenuti alcuni agenti di polizia che hanno invitato la donna a seguirli alla centrale. I poliziotti le hanno ricordato che esiste un divieto e hanno registrato la sua contravvenzione. Spetterà poi alle autorità competenti stabilire l’entità della multa, ha spiegato la polizia di Locarno a swissinfo.ch. Cittadino straniero, Rachid Nekkaz ha invece dovuto pagare subito una multa di 200 franchi, più 30 franchi di spese, per istigazione a infrangere la legge. Anche in questo caso, spetterà poi alle autorità decidere se infliggergli una sanzione maggiore.

Alcuni manifestanti hanno criticato la nuova legge, chiedendo maggior tolleranza. Sul posto c’era anche il parlamentare del canton Ticino Giorgio Ghiringhelli, fra i promotori dell’iniziativa anti burqa, per raccogliere firme a favore di un’analoga iniziativa a livello federale.

L’articolo non fa altro che riprendere, con il classico dei copia incolla, l’articolo del primo luglio 2016 del sito Swissinfo.ch. Sia chiaro fin dall’inizio: tale normativa riguarda il Canton Ticino.

Di questa legge ne parlò anche Matteo Salvini nel 2013, citando precisamente il referendum previsto nel Canton Ticino:

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Il Canton Ticino ABOLISCE IL BURQA in pubblico, tramite un Referendum popolare. MI PIACE!

La legge, grazie all’approvazione del 65,4% dei votanti del referendum, doveva poi essere approvata dell’Assemblea federale.

L’approvazione da parte dell’Assemblea federale della “Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici” avvenne il 23 novembre 2015, stabilendo quanto segue:

La Costituzione federale[1] è modificata come segue:

Art. 10a Divieto di dissimulare il proprio viso

1 Nessuno può dissimulare il proprio viso negli spazi pubblici né nei luoghi accessibili al pubblico o nei quali sono fornite prestazioni in linea di massima accessibili a ognuno; il divieto non si applica ai luoghi di culto.

2 Nessuno può obbligare una persona a dissimulare il viso a causa del suo sesso.

3 La legge prevede eccezioni. Queste possono essere giustificate esclusivamente da motivi inerenti alla salute, alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali.

Art. 197, n. 12[2]

12. Disposizione transitoria dell’art. 10a (Divieto di dissimulare il proprio viso)

La legislazione d’esecuzione relativa all’articolo 10a è elaborata entro due anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni.

1 RS 101
2 Il numero definitivo della presente disposizione transitoria sarà stabilito dalla Cancelleria federale dopo la votazione popolare.

Nello specifico il sito Ipusnews.ch riporta il 29 aprile 2016 una precisazione in merito alle penali più alte:

Da luglio dunque, chiunque indosserà il burqa o il il niqab sarà soggetto ad ammende che partono da 100 franchi fino ad arrivare al tetto massimo di 10mila franchi in caso di recidiva.

Trovo riscontro nel regolamento della legge all’articolo 3:

In caso di recidiva, riservata l’applicazione dell’art. 6 cpv. 1 lett. b), di condizioni economiche agiate o di particolari condizioni personali dell’autore, i municipi possono applicare importi di multa superiori a quelli indicati al cpv. 1, fino al massimo previsto dagli art. 5 cpv. 1 LOrP e 5 cpv. 1 della legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici

Non c’è alcun riferimento in merito al burqa o al niqab, anche se risulta ovvio che il divieto tocca questi tipi di abbigliamento. Non sarebbe vietato invece l’Hijab, siccome non cela il volto.

Il burqa,
Il burqa, il niqab e l’hijab nella grafica pubblicata da Swissinfo.ch

 

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Elettra Laura Maria

    Il burqa non è un vestito tipico dell’Afghanistan, ma è stato imposto dal regime dei taliban! Voi avete scritto bene, dicendo che è il più usato lì se una donna vuole coprire tutto il corpo, ma tanti pensano che sia il vestito tradizionale afghano.

    Sarebbe interessante un articolo che parla dei diversi veli e di quanto sono presenti nei vari paesi e del confronto con il vestito tradizionale in quei luoghi, in modo tale da smentire alcune credenze ahimé! troppo diffuse qui in Italia 🙂

    Comunque grazie per il vostro buon lavoro!