La Bimba senza B(12): Disinformazione alternativa.

Senza titolo

In questi giorni si sprecano articoli sul caso della bimba ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per sintomi correlati a carenza di vitamina B12.
Da una parte i titoloni, dall’altra i campioni (di laurea web), dall’altra i…sempre in “oni”: addirittura è nata una disquisizione su una manciata di parmigiano (suppongo quello nella pappa) e Vivivegan tramite il senatore Ciampolillo ci ha illuminato su come questo possa escludere una carenza di Cobalamina.

Ora, per chiudere questa ennesima pagina vergognosa, tra depistaggio e propaganda pro lobby agroalimentari e farmaceutiche, vorrei rilevare solo il fatto che, la bambina è stata ricoverata per carenza di vitamina B12!
Come, la vitamina B12 non si trova anche nel parmigiano e formaggini vari? Come ha fatto ad avere una carenza di questo tipo se mangiava formaggio? Forse se fosse stata davvero vegana mamma e figlia ci saremmo risparmiati questa sceneggiata da avanspettacolo, mediocri e venduti, ecco cosa sono i giornalisti, prima di pubblicare e dire balle prese dalle agenzie di stampa con il mitico copia e incolla, fatela una telefonata, se poi non sapete cos’è un vegano, allora meglio tenere la bocca chiusa!!
(le virgole non le ho messe io ndr)

  1. La carenza di vitamina B12 (che è prodotta da batteri che si trovano negli alimenti) si manifesta anche a distanza di anni, in quanto questa è immagazzinata nel fegato e rilasciata nel tempo: i bambini non hanno avuto la possibilità di immagazzinarne abbastanza da sopperire ad eventuale scarsa introduzione, non così una persona che varia la propria dieta o diventa vegana più avanti negli anni. Durante l’allattamento, è necessario assumerne un supplemento per coprire il fabbisogno del piccolo.
  2. Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 (cobalamina) nella popolazione adulta e pediatrica secondo i livelli di assunzione giornaliera raccomandati (LARN) dalla Società Italiana di Nutrizione sono riportati di seguito (linee guida 1996):
    Lattante (fino a 12 mesi): 0,5 µg/die
    • Bambino (età < 4 anni): 0,7 mcg/die
    • Bambino (età < 7 anni): 1 mcg/die
    • Bambino (età < 11 anni): 1,4 mcg/die
    • Adulto, bambino (età > 11 anni): 2 mcg/die
    • Gravidanza: 2,2 mcg/die
    Allattamento: 2,6 µg/die
    100 g di parmigiano contengono c.ca 
    2,3 µg Vitamina B12: un cucchiaio (e chi ha svezzato sa che sono stata di manica larga) nella pappa pesa c.ca 15 g. 2,3/100*15=0,4 µg
    La quantità sarebbe sufficiente solo a patto di mangiare almeno 30 g di parmigiano al giorno e che la mamma che la allatta ne assuma almeno un etto (che è parecchio). Facile dunque incappare in una carenza.
  3. FATELA UNA TELEFONATA, se non sapete cos’è la B12! Magari al medico.

Successivamente è stato menzionato il dott. Ferrando e si è dipinto un bel ghirigoro sui “bambini obesi” e sui bambini che mangiano a “belindicane”.
Tutto ciò è parecchio curioso, mentre fioccano sui social aforismi e inviti alla “morbidezza” e a fregarsene del peso da una parte e ammonizioni sulla crescente obesità e sul sovrappeso e pubblicità di dimagranti dall’altra.
Sono assolutamente in accordo sul fatto che l’alimentazione dei piccoli (ma anche dei grandi) debba essere controllata e curata. Sono in accordo sul fatto che debba esserlo rivolgendosi ad un esperto e non al web o agli amici. E, soprattutto, penso che oltre al controllo ci vogliano l’esempio e l’abitudine all’equilibrio.
Certo gli errori non si escludono a vicenda, per cui non ha alcun senso citare un comportamento dannoso per sminuirne un altro.
Chi mangia TUTTO ha meno probabilità, statisticamente parlando, di incappare in qualche carenza. Ciò non toglie che si possano seguire anche regimi particolari per convinzioni etiche o religiose e non ho intenzione di criticare queste scelte, che devono essere operate consapevolmente. QUESTO dice il dott. Ferrando (e il resto del discorso è subordinato a questo e non può essere certo riportato in modo svincolato):

I danni per la carenza da vitamina B12 però sarebbero proprio quelli riscontrati dai sanitari su Chiara: “La mancanza di B12 provoca danni neurologici irreversibili – spiega Ferrando – prima si interviene e si riequilibrano le condizioni, più probabilità si hanno di recuperare la situazione clinica del bambino. Purtroppo i danni sono molto maggiori nei più piccoli”. Negli adulti, una dieta vegana, con un buon bilanciamento di apporto proteico di origine vegetale e qualche integratore
può essere condotta senza difficoltà. In un bambino, questo risulta assai più complicato: “Nei bambini la crescita impone una continua correzione degli integratori e degli apporti di vitamine e proteine – evidenzia Ferrando – altrimenti i rischi sono altissimi”.

CREDITS

www.vitaminab12.it

http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Vitamina+B12+(Cobalamina)&vo=Farmacologia

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/06/29/news/in_rianimazione_per_la_dieta_vegana_bimba_di_due_anni_salvata_dai_medici-143032726/

 

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.
  • Ocelot Sins

    Cara mary prima di pubblicare un articolo di questo genere, é meglio che precisi che la vitamina B12 non viene prodotta nemmeno dal regno animale: quella che troviamo nella carne, nel latte e nelle uova è frutto di un accumulo che si verifica a patto che l’animale abbia a disposizione delle fonti vitamina B12 affidabili e superiori a quelle che consuma. La fonte naturale di vitamina B12 per tutti gli animali sono, come per l’uomo, i batteri del terreno e del tubo digerente. Il ciclo di vita sempre più breve degli animali di allevamento e le condizioni di sterilizzazione e snaturalizzazione dell’agricoltura non consentono più all’animale di poter ricavare una quantità di vitamina B12 tale da poterne anche fare scorta da depositare nelle proprie carni e che possono passare nel latte e nelle uova. Per questo la vitamina B12 viene oggi inserita nell’allevamento intensivo nei mangimi stessi, e ciò che l’uomo assorbe è comunque indirettamente un INTEGRATORE!.
    Quindi mettere in croce una mamma che é vegana( che ancora é da accertare) mi sembra esagerato! Poteva capitare anche a uba mamma che onnivora? Perche non si parla di quanti bimbi vanno in ospedale per l’acetone, o ancora peggio di quanto colesterolo alto a un etá immatura?

    • divodivo

      “Perche non si parla di quanti bimbi vanno in ospedale per l’acetone, o ancora peggio di quanto colesterolo alto a un etá immatura?”

      Perché forse, come è ben scritto nell’articolo;

      “Certo gli errori non si escludono a vicenda, per cui non ha alcun senso citare un comportamento dannoso per sminuirne un altro.”

  • *Mary*

    Infatti mi pare che la frase ” (che è prodotta da batteri che si trovano negli alimenti)” lo specifichi.
    “Ciò non toglie che si possano seguire anche regimi particolari per convinzioni etiche o religiose e non ho intenzione di criticare queste scelte, che devono essere operate consapevolmente” specifica invece il resto: cioè che non ho messo in croce nessuno.

  • Genitori Veg

    Non si capisce il senso di questo articolo: il senatore non ha mai detto che la bambina assumeva abbastanza B12 in quanto mangiava un po’ di parmigiano, ma semplicemente che NON era vegana. Già è scorretto e tendenzioso lanciare accuse alla dieta vegana collegandola a casi tragici di malnutrizione, visto che una dieta vegana correttamente pianificata non presenta rischi in tal senso, se poi i casi sono addirittura di bambini NON vegani, la disinformazione è totale.

    Citiamo anche noi il dott. Ferrando: «è più facile integrare una dieta vegana che ricominciare a far mangiare adeguatamente un bambino abituato a mangiare il suo cibo “spazzatura”.» 🙂

    • Genitori Veg

      Ah l’affermazione del dott. Ferrando è tratta direttamente dal suo blog, quindi possiamo ragionevolmente essere certi che corrisponda al suo pensiero, a differenza di altre frasi fantasiosamente rielaborate da giornalisti che non si premurano nemmeno di verificare le informazioni che strombazzano nei titoli.