Il post Facebook di Adele Puglisi contro il titolo di Libero “Bastardi Islamici”

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Sergio ci segnala un’immagine graficamente riconducibile alla pagina Facebook “Sinistra Cazzate e Libertà“:

La segnalazione di Sergio
La segnalazione di Sergio

Ecco l’immagine:

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Commentò “è vergognoso” sull’articolo di Libero “Bastardi islamici” pubblicato dopo l’attentato allo stadio di Parigi e aderì a una petizione contro la testata. 8 mesi dopo viene assassinata nell’attentato islamico di Dacca.

Attualmente la pagina Facebook “Sinistra Cazzate e Libertà” risulta non disponibile, probabilmente bloccata:

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Pagina irraggiungibile. Ecco l’url: https://www.facebook.com/profile.php?id=984308918255776&fref=ts

Url precedente: https://www.facebook.com/sinistracazzateliberta

A parlarne furono anche “Il Populista” e Repubblica, di cui riporto il testo che cita il post di Adele:

Lei vittima del terrorismo islamico su Fb il 16 novembre del 2015 aveva postato la prima pagina di ‘Libero’ sulla strage di Parigi commentando il titolo (‘Bastardi islamicì) con un secco “è vergognoso” e aderendo a una petizione che lo contestava.

Ecco il post Facebook di Adele del 16 novembre 2015:

Il post di Adele
Il post di Adele

Faccio presente una cosa ai lettori: “6 coglioni” non fanno religione. “6 coglioni” rimangono 6 coglioni e chi generalizza sbaglia. Faccio presente, inoltre, che il Bangladesh è un paese a maggioranza religione musulmana (88,7%) e che i “6 coglioni” facevano parte di un gruppo terroristico locale chiamato “Jamaeytul Mujahdeen Bangladesh” (non ISIS) ed erano ricercati dalle autorità, criminali in terra musulmana:

In particolare, il governo punta il dito contro un gruppo jihadista locale, collegato all’opposizione e manovrato dai servizi segreti pakistani. Il capo della polizia locale, Shahidul Hoque, ha detto che gli inquirenti stanno esaminando l’ipotesi di “collegamenti internazionali” e ha aggiunto che ci sono sospetti su “membri importanti dell’JMB”, Jamaeytul Mujahdeen Bangladesh, gruppo jihadista locale messo al bando da una decina di anni, legato all’opposizione al governo, Jamaat e-Islami e all’ISI, i servizi pakistani. Secondo un altro esponente del governo, che ha parlato con l’emittente NDTV, i terroristi la notte del massacro scaricavano le immagini efferate su Internet, di cui hanno approfittato gli uomini dell’Isis in Siria e Iraq per rivendicare la paternità dell’azione.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.