Il caso di Emmanuel Chidi Nambdi, l’informazione, le reazioni degli utenti e le bufale

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Emmanuel Chidi Nambdi è morto. Se volete leggere la sua storia, la fuga dalla Nigeria dai Boko Haram, potete farlo dal sito della Comunità di Capodarco di Fermo, mentre in questo articolo vedremo come è stata riportata la vicenda dai vari siti di informazione, i dubbi e le reazioni degli utenti e delle bufale che trattano storie di aggressione e violenza in cui sono protagonisti italiani e migranti.

L’informazione dei media e dei testimoni

Vediamo come sono state riportate le notizie. Partiamo da Repubblica il 6 luglio che cita una prima ricostruzione dell’episodio da parte delle forze dell’ordine:

La dinamica di quanto accaduto non è ancora stata accertata. Stando a una prima ricostruzione della polizia Namdi stava camminando con la ragazza quando due residenti del posto hanno iniziato a insultarla chiamandola “scimmia”. Emmanuel ha reagito, ha chiesto spiegazioni. Mossa che ha scatenato la violenza.

Non chiaro chi tra Namdi e l’ultrà 35enne abbia sradicato un palo della segnaletica usandolo come arma. L’unica cosa certa è che alla fine della rissa, il richiedente asilo è caduto a terra, poi è stato finito a calci e pugni.

Ecco quanto riportato da AGI il 6 luglio:

[…] un fermano ha iniziato a provocare la coppia, chiamando “scimmia” lei e insultando pesantemente anche lui. Emmanuel ha reagito alle provocazioni, e l’italiano, noto ultrà della squadra locale, ha sradicato un palo segnaletico per usarlo a mo’ di spranga, e ha colpito il nigeriano riducendolo in fin di vita.

La Stampa riporta un’altra versione, sempre il 6 luglio, citando sempre le forze dell’ordine:

La dinamica dell’aggressione di ieri non è ancora chiara: secondo una prima ricostruzione, il 36enne avrebbe reagito impadronendosi di un paletto staccabile della segnaletica stradale con cui avrebbe colpito il tifoso, un 35enne italiano già noto alle forze di polizia e sottoposto a Daspo, facendolo cadere a terra. Rialzatosi, quest’ultimo lo avrebbe raggiunto con un pugno al viso, facendolo stramazzare: nella caduta Emmanuel ha battuto la testa e sarebbe poi stato colpito ancora. L’italiano è stato denunciato e al momento è a piede libero, un amico che era con lui è entrato nell’inchiesta invece come testimone.

In seguito un nostro utente in pagina condivide la foto di un articolo di giornale dove viene riportata la versione di una testimone [leggi aggiornamento a fine articolo]:

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“Purtroppo ho assistito alla scena e ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale”

In un articolo del 7 luglio di Repubblica viene riportata un’altra versione ancora:

L’UOMO accusato di aver massacrato di botte Emmanuel Chidi Namdi, dopo aver chiamato la moglie “scimmia” si chiama Amedeo Mancini. Ha 38 anni ed è un imprenditore agricolo della zona. E’ stato fermato per omicidio preterintenzionale. Ha provato a difendersi spiegando di aver avuto l’impressione che Emmanuel e la moglie stessero rubando un’auto. Per evitare il furto – ha detto – è intervenuto insultando il nigeriano, che a quel punto avrebbe reagito. Lui si sarebbe semplicemente difeso e ora è molto addolorato, ha spiegato il suo avvocato.

Sempre Repubblica traccia il profilo di Amedeo:

La storia di Mancini, conosciuto come estremista di destra, non sembra però coincidere con questa descrizione da bravo ragazzo. L’uomo è affiliato alla tifoseria della Fermana ed ha subito un Daspo da parte del questore di Ascoli Piceno. Alto circa un metro e 90 e robusto, Mancini è titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, che conta una cinquantina di tori.

Queste prime ricostruzioni vanno prese comunque con molta cautela. Come giustamente ha detto Antonio, l’utente che ci ha condiviso la foto dell’articolo della testimone, “aspettiamo i giudici[leggi aggiornamento a fine articolo].

I dubbi degli utenti

In un recente articolo avevo posto un problema:

Siamo continuamente bombardati da bufale legate agli immigrati (come quella delle terme di Bormio e quella della ricerca di donne per gli appetiti sessuali dei migranti) tanto che di fronte ad una notizia spiacevole su di loro molti si pongono subito il dubbio o addirittura ritengono con “assoluta certezza” che si tratti di una notizia falsa.

Questo capita anche nel caso in cui a diffondere la notizia sia un noto sito bufalaro (come La Nozione o Il Messagero) o determinate testate giornalistiche che hanno perso la fiducia dei lettori (come il Giornale, l’Unità o Il Fatto), facendo scattare il pensiero “lo ha pubblicato XXX? Allora è una bufala“. Non avete idea di quante volte mi trovo di fronte ad affermazioni del genere tra commenti e segnalazioni. Fate sempre attenzione, i siti bufalari pubblicano ogni tanto notizie vere perché risultano virali e ottime per generare visite (ad esempio la morte di un personaggio noto o un attentato terroristico).

Ecco, l’esempio del “dubbio” lo vediamo nella nostra pagina dove Andrea ci segnala l’articolo del sito Popoffquotidiano.it.

Andrea: "il popoff quotidiano mi aveva fatto pensare il contrario,grazie , professionali come sempre"
Andrea: “il popoff quotidiano mi aveva fatto pensare il contrario,grazie , professionali come sempre”

Questo è uno dei danni che provocano i siti bufalari e non solo. Gli utenti esigono, giustamente, una corretta informazione. Se a diffondere falsità sono sia siti bufalari che testate giornalistiche si vive solo nell’incertezza per poi arrivare ad un pensiero che ritengo molto pericoloso: che la verità o la menzogna stia nel semplice fatto che a parlarne sia un sito o una testata giornalistica.

Le reazioni degli utenti

Ricordate le bufale del genere “Senzacensura.eu“? Quelle dove viene raccontata la storiella dell’immigrato che sta per compiere un atto spregevole ed interviene l’eroico italiano che lo massacra di botte (o che gli fa “ingoiare i testicoli”) per poi essere quest’ultimo il processato? Ricordate i commenti degli utenti che difendevano la reazione dell’eroico italiano e denigravano le istituzioni?

Non mancarono le risposte e le giustificazioni classiche degli utenti che condividevano certe bufale, della serie “è verosimile“, “non è lontana dalla realtà“, “anche se è una bufala sarebbe successo comunque“, “nel dubbio condivido” o “è una bufala ma c’è un fondo di verità“, per poi arrivare al “zitto buonista!!!” e l’eventuale “blocco su Facebook”. Insomma, per queste persone l’importante non è la corretta informazione, ma cosa porta di buono al proprio pensiero consolidato, un po’ come i complottisti.

Ecco, in questo caso del nigeriano e del fermano non siamo tanto lontani, ma a ruoli invertiti. Le reazioni degli utenti indignati non sono tanto diverse da una parte e dall’altra nei casi opposti, e non si rendono conto dei precedenti bufalari che li hanno tratti in inganno e fatto arrabbiare.

Vi presento due esempi molto chiari e recenti, quello del caso dei migranti alle terme di Bormio e quello dei venditori di rose picchiati perché non conoscevano il Vangelo.

Nel caso di Bormio gli utenti come avevano reagito? Ecco qualche esempio tratto dal post Facebook di Matteo Salvini (il quale non ha ancora rettificato):

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Domenico: “è una vergogna! Non ce la possiamo permettere neppure noi una vacanza così e la offriamo ad altri! mah!”

Fiorella: “Io per poter andare alle terme 4 giorni devo farmi il mazzo tutto l’anno . Loro naturalmente gratis ,poverini sono stressati . Ma siamo matti , li manteniamo e li mandiamo pure in ferie . Loro si che hanno vinto il (TURISTA PER SEMPRE)e senza neanche aver comprato il biglietto”

Alla fine sapete com’è andata: i migranti erano li grazie ad un premio vinto in un concorso di presepi (terzi classificati).

Nel caso dei venditori di rose e il Vangelo si era mobilitata una campagna social con dei cartelli:

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Il cartello con la scritta “Neanche io so il Vangelo”

Alla fine le forze dell’ordine avevano dichiarato che era una notizia infondata. I media avevano fatto affidamento al Corriere Adriatico senza notare che pochi giorni prima c’era stato un episodio molto simile, ma non di tipo religioso. Su questo avevo posto un’analisi nel mio articolo, ma dovevano farlo i giornalisti prima di me anziché cavalcare la notizia.

Cos’è successo dopo? Che la “controparte” è passata al “contrattacco”, accusando l’altro di “esserci cascato” e di essere o “razzista” o “buonista”. Ci vogliamo rendere conto una buona volta che il problema è l’informazione? A quanto pare per qualche utente l’importante è tirare acqua al proprio mulino e non conoscere la verità per saper affrontare l’eventuale problema.

Come vedete c’è una sorta di esaltazione, è innegabile che più di qualcuno goda nel venire a conoscenza di una notizia che incrini le fondamenta ideologiche dell’altro.

Questo clima di intolleranza (che vale da entrambe le parti se non lo avete ancora capito) è incentivato, senza ombra di dubbio, dai siti bufalari e dalla pessima informazione diffusa dai media. Prima inizierete a ragionare “con il cervello”, anziché con il “cuore” (per non dire qualcos’altro), prima potrete affrontare i reali problemi della società e del Paese.

Il problema è culturale, bisogna risolverlo.

AGGIORNAMENTO 8 luglio 2016 ore 12:18

In un articolo di Drogo su NextQuotidiano si parla della “supertestimone” e dei punti che non quadrano con le altre testimonianze (in primis quella di Amedeo):

Questa descrizione, oltre a non essere coerente con nessuna delle testimonianze riportate dai giornali (nessuno ha parlato di un gruppo di quindici nigeriani accorsi sul luogo dell’aggressione) cozza contro il fatto che Mancini è un individuo alto un metro e novanta e piuttosto corpulento. Difficile credere che una donna possa aver picchiato un uomo del genere per cinque minuti buoni (che sono decisamente tanti se non sei un pugile) senza che lui reagisse. Inoltre è sorprendente come la “supertestimone” non si sia accorta del tentativo di furto dell’auto, che secondo Mancini è il motivo che ha causato il suo intervento, da bravo ragazzo qual è. Un’ultima curiosità: Pisana Bacchetti è stata testimone di altri fatti che hanno sconvolto la vita della zona: il Corriere Adriatico racconta di quando a Porto San Giorgio ha visto cinesi che catturavano gatti con sacchi e retini.

Come riportavo nel primo punto trattato nell’articolo, le prime ricostruzioni vanno prese comunque con molta cautela. In ogni caso mi trovo d’accordo con l’analisi di Drogo.

Vi lascio alla lettura dell’articolo di un blogger che ha parlato con la “supertestimone” e riporto anche l’intervista a La Zanzara sempre alla “supertestimone” (minuto 01:03:00):

AGGIORNAMENTO 9 luglio 2016 ore 3:01

Il Resto del Carlino, in un articolo dell’otto luglio 2016, riporta l’ispezione medico legale su Amedeo:

Fermo, 8 luglio 2016 – Amedeo Mancini, l’ultrà di Fermo accusato dell’omicidio preterintenzionale del nigeriano Emmanuel Chidi Namdi, presenta sul corpo chiari segni di aggressione.

E’ quanto emerso dall’ispezione medico legale effettuata nel primo pomeriggio nel carcere di Marino del Tronto dove è rinchiuso il 39enne.

L’esame è stato disposto dalla Procura della Repubblica per stabilire la veridicità di quanto  affermato dall’indagato e dai testimoni che hanno assistito alla tragedia. Ad eseguire l’ispezione lo stesso staff che sta effettuando in queste ore  l’esame autoptico, guidato dalla dottoressa Alice Romanelli.

Sul corpo di Mancini è stato riscontrato un ematoma diffuso al costato provocato dal palo delle segnaletica, i segni di un morso ed altri lividi concentrati soprattutto sulle braccia, compatibili con un tentativo di difesa.

In un articolo successivo viene riportato l’esito dell’autopsia di Emmanuel:

L’autopsia sul cadavere del nigeriano ucciso a Fermoracconta un’altra storia e avvalora la versione di Amedeo Mancini e della testimone, anche alla luce dell’ispezione medico legale effettuata in carcere sul corpo dell’ultrà.

Secondo l’esito dell’esame, il rifugiato politico ospite della comunità di accoglienza gestita da don Vinicio Albanesi, non è stato colpito con il palo della segnaletica stradale, ma con un pugno.

L’esame autoptico, effettuato dal medico legale Alessia Romanelli, ha stabilito che il decesso è stato provocato dalla frattura posteriore del cranio, con conseguente emorragia, compatibile con la caduta all’indietro della vittima e l’impatto con il marciapiede.

La morte quindi non è stata causata neanche dal pugno sferrato da Mancini, che, seppur forte, ha arrecato solo lesioni al labbro e alla mandibola, senza danni alla dentatura, che è rimasta integra.

NOTA

Spero che si stia comprendendo l’obiettivo di questo articolo che, seppur lungo, andrebbe letto per intero. Da nessuna parte si prendono posizioni pro o contro della vittima. Le mie opinioni totalmente personali le esprimerò in seguito, ma al momento preferisco analizzare e riportare le diverse informazioni che circolano.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Riccardo Ghezzi

    Verissimo. Articolo perfetto.
    La ricostruzione secondo cui sia stato il nigeriano a sradicare il palo e a colpire il fermano sembra la più accreditata tra le testate locali, non mi tornano solo un paio di cose nella testimonianza della “super testimone”.
    Innanzitutto, lei è una prezzemolina quando si tratta di stranieri. L’ho ritrovata in questo articolo http://www.corriereadriatico.it/fermo/cinesi_catturavano_gatti_sacchi_retini_porto_san_giorgio-632627.html

    In secondo luogo non capisco questi “15 nigeriani pronti a dare manforte”. Dove erano? Li ha visti? Li ha visti anche la polizia municipale?
    Inoltre, il ragazzo fermano che è stato colpito da un palo (che non è proprio una roba da niente) ha riportato danni?

    • Hans

      NO.
      Nessun danno… lo scudo astrale lo difendeva, evidentemente…

  • Alessandro Martorana

    Un paio di dubbi sulla versione della signora:

    – dice che il ragazzo e la ragazza hanno pestato “l’ultrà” per 4-5 minuti. Persino i pugili professionisti ogni 3 minuti devono rifiatare e questi vanno avanti per 4-5 minuti senza che “l’ultrà”, che pare sia un uomo ben piazzato, riesca minimamente a reagire?
    – se qualcuno viene pestato per 4-5 minuti è un po’ difficile che alla fine gli venga voglia di contrattaccare. Dopo un pestaggio di 5 minuti da parte di un tizio bello grosso fornito di un palo di metallo e per di più con un’altra persona a dargli manforte è già tanto se ancora hai tutti i denti in bocca. Ma non il nostro “Ultrà”: lui ha avuto la forza per ripartire all’attacco piazzando un pugno che neanche Mike Tyson nei tempi migliori;
    – in tutto questo la donna nigeriana, tra un calcio e l’altro dato al suddetto “Ultrà”, sarebbe riuscita a chiamare “una quindicina di nigeriani” che, evidentemente, abitano tutti nello stesso palazzo a 50 metri dal luogo del misfatto, visto che sono tutti arrivati a pestaggio ancora in corso, ossia nel giro di 4-5 minuti.

    Oh, tutto può essere. Ma secondo me qualche dubbio su questa versione è doveroso.

    • David Tyto Puente

      C’è un aggiornamento a fine articolo.

    • Francesco Erriquez

      vorrei conoscerlo quel pugile se mai esistesse capace di rialzarsi istantaneamente se gli avessero dato ipoteticamente un tocco di palo nelle parti basse…ci avete pensato? o è pura fantascienza per voi?

      • Anti buzzurri padani

        Concordo con tutti i dubbi esposti dagli altri utenti, e aspetterò impaziente ulteriori notizia da partire vostra , visto che oltre a voi , io mi in forma esclusivamente in altre pagine che smentiscono quotidianamente le ormai accertate è molto faziose teste giornalistiche italiche

        • Francesco Erriquez

          in effetti questo credo sia ormai diventato un caso politico di stato si sa che quando nelle questioni sociali c`entra la politica, la logica, l`etica, le ragioni ed i torti perdono di quella obbiettività che sarebbe determinante per giudicare nei fatti reali l`accaduto, sicché non rimane che attendere il giudizio dei giudici, che mi auguro e spero rimanga al netto delle pressioni politiche ma non ci conto molto…

  • Emanuele676

    > Alla fine le forze dell’ordine avevano dichiarato che era una notizia infondata.

    Ma se non c’erano testimoni cosa dovevano dire le forze dell’ordine?

  • Salvini comunque è il classico politico opportunista : lo sa benissimo che l’accoglienza degli immigrati è legata ad una serie di politiche che vengono fatte a livello politico. Quello che purtroppo si nasconde è che in Italia mancano politiche serie di integrazione e supporto agli italiani che hanno perso il lavoro o che hanno difficoltà a trovare lavoro .

    • Gianni Del Piccolo

      Cit: ..l’accoglienza degli immigrati è legata ad una serie di politiche che vengono fatte a livello politico (..?!?..) Beh, a parte la frase criptica, Salvini non so quanto sia opportunista, mentre so benissimo quanto lo sono state le nostre ‘splendide’ figure istituzionali, Boldrini, Boschi e David Sassoli che non hanno perso mezzo secondo per bearsi della situazione, sputare sentenze (come si è visto senza peraltro conoscere i fatti) e partecipare alla cerimonia funebre come stupendi avvoltoi presenzialisti: Fossero andati per sbaglio un paio di giorni prima alle cerimonie dei disgraziati di Dacca torturati e portati a morte lenta dai terroristi islamici… Questo dovrebbe far meditare un po di più sull’opportunismo dei politici !

  • Nicola’s Comeback

    ma non ho capito. ritenete popoffquotidiano un sito di bufale?

    • David Tyto Puente

      No, il nome ha solo fatto dubitare l’utente. Niente di più.

  • Claudia Condemi

    Anche molti di quelli che definite “media” hanno scritto articoli di “falsa informazione” …quindi non scaricate la colpa agli utenti e sui siti di bufale…. i primi disinformatori sono i media, con i loro titoloni forvianti, e gli articoli in cui si professa come verità solo una delle versioni…o “ipotesi”
    http://www.huffingtonpost.it/2016/07/06/fermo-richiedente-asilo-coma_n_10832964.html