Il caso del video di Napolitano e il volo low cost da 90 euro con un rimborso di 800

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Un articolo del sito Italiarialzati.altervista.org, pubblicato il 7 luglio 2016, ha superato in poche ore le 6 mila condivisioni Facebook (attualmente ha superato le 12 mila):

PAGAVA L’AEREO 80 EURO E SE NE FACEVA RIMBORSARE 800

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Nel 2004 l’allora europarlamentare Giorgio Napolitano tallonato da un giornalista tedesco sullo scandalo dei rimborsi spese di viaggio: per un volo Roma-Bruxelles di 90 euro, Napolitano ha ottenuto un rimborso di 800 euro, più altri 80 per il taxi e 268 come indennità di missione.

Il video andato in onda in prima serata sulla tv tedesca il 17 Marzo 2004 non è mai stato trasmesso né diffuso in Italia fino a oggi (30 novembre 2009).

A segnalarcelo è Eve nella nostra pagina Facebook.

Il video è il seguente:

Di questa storia se ne parlò in Italia già il 10 aprile 2004 in un articolo di LiberoQuotidiano (riproposto in questo articolo del 2011):

Lunedì 15 marzo  Napolitano  viene intrappolato da una troupe di Rtl all’aeroporto di Bruxelles appena sbarcato dal volo TV 703, partito da Roma, della Virgin Express, una di quelle nuove compagnie con cui si vola a basso prezzo. Nel servizio di Rtl una voce fuori campo attacca così: «Per il volo di sola andata da Roma a Bruxelles, egli ( Napolitano ) riceve un rimborso di circa 800 euro. La sera prima abbiamo guardato su Internet quanto costava quel volo: il prezzo, incluse tasse aeroportuali, era meno di 90 euro. Tirate le somme, il parlamentare con un solo volo ha avuto un guadagno netto superiore a 700 euro, soldi che entrano puliti nelle sue tasche»

Il video venne trasmesso anche da La7 nel 2013:

Video trasmesso da La Gabbia
Video trasmesso da La Gabbia

L’indagine, ad opera del deputato austriaco Hans-Peter Martin, non riguardava solo Napolitano ma l’intero parlamento europeo sostenendo di aver registrato 7200 casi di presunta frode su 200 parlamentari di diversi paesi. Ecco un servizio più completo:

Pat Cox, l’allora Presidente del Parlamento Europeo, descrisse l’operato e le accuse di frode da parte di Martin come prive di fondamento, sfidandolo inoltre a produrre prove concrete:

A spokesman for Pat Cox, president of the European Parliament, described the allegations as “unsubstantiated” and challenged the MEP to produce his evidence.

 

In seguito le accuse di truffa vennero sgonfiata, anche in seguito alla spiegazione del portavoce del Parlamento europeo David Harley in cui afferma che era tutto legale:

David Harley, spokesman for the European parliament, said MEPs could legitimately claim their daily allowance if they were present in parliament, whether or not they took part in debates. He said members could be working in their offices, writing reports or talking to journalists and also complex travel arrangements meant they often arrived late and left early.

Tornando a Napolitano, non si hanno ulteriori informazioni se non all’interno delle discussioni di Wikipedia dove un utente domanda il motivo per la quale il capitolo sul viaggio sia stato rimosso. Ecco la spiegazione, tuttavia priva di fonte:

Successivamente fu fatta chiarezza sull’accaduto: i 700 euro costituivano il rimborso per tutto il viaggio, compreso l’albergo in cui aveva soggiornato il senatore (‘Die Konigin, il più famoso di tutta Bruxelles), il taxi e il viaggio di ritorno. Questo bastò a sventare l’ipotesi di truffa.

Nel 2008 ci fu anche un articolo de L’Unità:

Nel 2004 Napolitano, per raggiungere Bruxelles usò un volo low cost della Virgin Air, al prezzo di 90 Euro. Ma percepì a rimborso la cifra di 800 Euro, come diaria burocraticamente dovuta per uno spostamento di tal genere, ovvero Roma-Bruxelles. L’episodio è stato ripetutamente chiarito e spiegato, dalle autorità di Bruxelles e da Napolitano stesso, a seguito di un servizio tipo le jene di una rete tedesca. E cioè, essendo quel giorno indisponibile il volo di linea belga, per il fallimento della compagnia di bandiera, il deputato prese quel solo volo disponibile. Per essere presente alla seduta della comissione esteri, da lui presieduta. Nessuna cresta, ma rimborso di ufficio in virtù di un’assurda regola «forfettaria» da cancellare, ma di cui Napolitano non profittò di proposito, e di cui non si valse né prima nè dopo.

Insomma, se dobbiamo tenere conto de L’Unità il biglietto e il rimborso ci sono stati. Tuttavia le accuse di truffa del deputato austriaco non arrivarono ad una fine.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.