Il caso dei bengalesi venditori di rose aggrediti e picchiati perché non conoscevano il Vangelo

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In molti ci state domandando se la notizia dei due bengalesi aggrediti perché non conoscevano il vangelo, riportata da varie testate giornalistiche online a partire dall’articolo del 4 luglio 2016 del Corriere Adriatico, sia vera o meno:

San Benedetto, due venditori di fiori aggrediti e picchiati dal branco

SAN BENEDETTO – «Li hanno picchiati perché non conoscevano il Vangelo». E’ il racconto choc di alcune persone che hanno assistito a un pestaggio di due giovani bengalesi avvenuto sul lungomare di Porto d’Ascoli. I due, che erano in giro per gli chalet della Riviera per vendere delle rose, sarebbero stati avvicinati da un gruppo di giovanissimi.

Il gruppo avrebbe iniziato a schernirli, quindi dallo scherzo si sarebbe passato a qualcosa di più pesante tanto che alcuni ragazzi del gruppo avrebbero iniziato a chiedere ai due bengalesi se conoscevano il Vangelo. Prima hanno iniziato a spintonarli e a prenderli a calci, poi l’aggressione.

Una vicenda durata pochissimi minuti ma andata in scena di fronte agli occhi di decine di persone. Qualcuno avrebbe anche chiamato le forze dell’ordine ma i protagonisti dell’aggressione sarebbero stati lesti a sparire facendo perdere le tracce. Stesso discorso per i due malcapitati venditori di rose che una volta rialzati da terra si sono allontanati velocemente dal lungomare.


Lunedì 4 Luglio 2016, 05:17 – Ultimo aggiornamento: 04-07-2016 17:52

Le altre testate giornalistiche e siti internet, come Il Giornale, Today.it e TGCom24, citano sempre il Corriere Adriatico come fonte. Il fatto sarebbe avvenuto il 3 luglio 2016 (vista la pubblicazione dell’articolo la mattina del 4 luglio). AscoliLive.it nell’articolo del 4 luglio 2016 (15:50), al contrario, non cita il Corriere Adriatico:

“Picchiati perché non conoscevano il Vangelo”, a Porto d’Ascoli malmenati due bengalesi

Una vendetta, in minima parte e senza senso quella di alcuni giovani ragazzi a Porto D’Ascoli, sulla riviera. Due benegalesi, venditori di rose, stavano facendo il giro degli chalet per mendicare qualche spiccio, quando sono stati avvicinati da un gruppo di giovanissimi ragazzi. Dallo scherzo si è passati ad offese sempre più violente, fino allo sconcertante momento raccontato successivamente dai testimoni presenti. “Li hanno picchiati perché non conoscevano il Vangelo“. Non si tratta di una crociata 2.0 ma di una specie di “occhio per occhio” dopo i fatti di pochi giorni fa nell’attentato di Dacca, dove gli ostaggi italiani venivano torturati solo perché non conoscevano i passi del Corano. Una stupida vendetta in brutto stile per un gruppo di ragazzi che hanno poi assalito i due venditori, per poi darsi alla fuga in fretta e furia quando i presenti stavano per chiamare la polizia. Anche i benegalesi, una volta rialzati, si sono allontanati dal luogo


Lunedì 4 luglio 2016, 15:50

Cercando ulteriori notizie su “bengalesi venditori di fiori”, “bengalesi venditori di rose” e il luogo “Porto d’Ascoli” si riscontra una storia simile di qualche giorno prima dove però i protagonisti e le motivazioni del gesto sono ben diversi. Ecco cosa riporta Il Resto del Carlino nell’articolo delle 08:05 del primo luglio 2016:

Guerra tra i venditori di rose, caos sul lungomare

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 1° luglio 2016 – Non sarà un’estate tutta rose e fiori, anzi si preannuncia una stagione difficile sotto il profilo della sicurezza. Adesso anche i bengalesi che vendono rose, apparsi sempre come uomini miti e tranquilli, si sono dimostrati aggressivi e pericolosi, tanto che due sono finiti all’ospedale ed altri due in carcere dopo una notte di follia avvenuta sul lungomare di Porto d’Ascoli.

Un episodio che ha visto coinvolti quattro connazionali, ma i segnali non sono promettenti, poiché la lotta per la spartizione del territorio o quant’altro c’è sotto, può portare ad eventi pericolosi. L’aggressione che nessuno si aspettava è andata in scienza verso le quattro della notte fra mercoledì e giovedì. A chiedere l’intervento dei carabinieri sono stati due ragazzi del Bangladesh, di 24 e 21 anni, in regola col permesso di soggiorno, che erano stati aggrediti a calci, pugni e cinghiate, poi rapinati dei rispettivi portafogli che contenevano, globalmente, circa 500 euro. I militari dell’arma sono intervenuti, hanno raccolto le testimonianze dei due ragazzi i quali hanno descritto i loro aggressori ed hanno anche fornito elementi per farli rintracciare nei rispettivi alloggi. In poco tempo i carabinieri li hanno rintracciati e tratti in arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso.

Si tratta di un 34enne e un 30enne del Bangladesh, entrambi clandestini. Bloccati e accompagnati in caserma, dopo le formalità di rito per i due aggressori si sono spalancati i cancelli del carcere di Marino del Tronto. Ieri c’è stata la convalida in carcere e dopo il processo saranno allontanati dal territorio Nazionale. I due ragazzi aggrediti sono stati accompagnati e medicati dai sanitari del Pronto Soccorso di San Benedetto, che li hanno giudicati guaribili in 5 e 7 giorni. E’ la prima volta che accade un simile episodio. I carabinieri ci stanno lavorando, stanno cercando di approfondire le ragioni dell’aggressione, ma sembra che il problema sia nato per una sorta di «invasione» di campo. I ragazzi erano andati a vendere le rose in locali in cui non avrebbero dovuto, secondo i connazionali. Regole non scritte che suscitano una certa preoccupazione dopo quello che è accaduto l’altra notte. I venditori di rose sono stati sempre piuttosto insistenti, ma nessuno immaginava simili comportamenti, seppur fra connazionali.


Venerdì 1 luglio 2016, 08:05

Due episodi distinti, il primo (avvenuto prima del primo luglio) relativo ad uno scontro tra venditori di rose e il secondo (probabilmente avvenuto il 3 luglio) legato all’atto terroristico di Dacca (Bangladesh) avvenuto la sera del primo luglio 2016 (ore locali 21:20).

L’episodio raccontato da Il Resto del Carlino viene riportato dallo stesso Corriere Adriatico nell’articolo dello stesso giorno, da cui si presume che i fatti sarebbero accaduti la notte del 29 giugno:

San Benedetto, due venditori di rose presi a cinghiate sul lungomare

SAN BENEDETTO – Aggressione la notte sul lungomare di San Benedetto dove due venditori di rose bengalesi sono stati aggrediti da altrettanti connazionali che sono stati arrestati. L’aggressione è avvenuta la scorsa notte sul lungomare di San Benedetto dove due clandestini uno di 34 e l’altro di 30 anni hanno preso a cinghiate, pugni e calci due loro connazionali poco più che ventenni per una questione legata ai locali da visitare per vendere le rose. I due giovani, evidentemente, avevano invaso il territorio degli altri due.

Una volta terminato il pestaggio i malcapitati bengalesi sono stati anche derubati di 500 euro. L’aggressione è avvenuta intorno alle tre. I due feriti sono stati notati da una pattuglia dei carabinieri. I militari hanno poi ricostruito tutta la vicenda rintracciando gli aggressori che sono stati trasferiti nel carcere di Marino del Tronto. I due giovani bengalesi, che sono presenti regolarmente sul territorio italiani, sono invece stati costretti a ricorrere alle cure dei medici.


Giovedì 30 Giugno 2016, 11:24 – Ultimo aggiornamento: 30-06-2016 11:25

In conclusione ci ritroviamo di fronte a due episodi distinti che riportano sempre due vittime, nello stesso lungomare di San Benedetto (Porto d’Ascoli), tuttavia mentre da una parte (il primo caso) ci sono stati due arresti e due ricoveri in ospedale, dall’altra (il caso del “vangelo”) vi sono soltanto delle testimonianze (dove i due aggrediti, di cui non si sa se siano clandestini o meno, potrebbero aver subito danni meno gravosi rispetto ai connazionali dell’episodio precedente tanto da poter scappare) su un fatto plausibilmente collegabile ad una reazione in seguito all’attentato avvenuto a Dacca il primo luglio 2016, dove i terroristi richiedevano ai loro prigionieri la conoscenza del Corano.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.