DISINFORMAZIONE Obbligato a studiare omosessualità: la scelta del governo su tuo figlio

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La scuola vuole insegnare l’omosessualità ai vostri figli. E io vorrei capire in che senso. Cioè vuole insegnare che esiste? Vuole insegnare ad essere omosessuali? (qui ci scappa la risata) Vuole insegnare cosa sono gli omosessuali?

Ci dice la signora Simona Bertuzzi:

L’insidia è dietro l’angolo. E ha tutto il sapore della cattiva notizia camuffata da buona. Partiamo dalla buona: il ministero dell’Istruzione si appresta a varare delle linee guida che di fatto introdurranno nelle scuole la parità di genere e la lotta a ogni forma di violenza e all’omofobia. E però – questa è la cattiva – il documento, così formulato, potrebbe essere il viatico, o l’inquietante pertugio, attraverso cui arriveranno sui banchi di scuola anche le famose teorie gender, quelle appoggiate da chi, con la scusa della parità uomo-donna, vuole annullare le differenze di sesso, fino ad affermare che anche il trans è normalità e genitore A e genitore B sono meglio di mamma e papà

Quindi la buona notizia c’è, ed è l’introduzione di linee guida che introducano la parità di genere e la lotta a ogni forma di violenza e omofobia (in realtà si parla di educazione ALLE DIFFERENZE, includendo qualunque identità si discosti dalla “norma” e che può essere anche, signora Bertuzzi, la disabilità). La cattiva notizia nasce da una gigantesca paranoia.

RIBADIAMOLO: non esiste alcuna teoria gender che voglia annullare le differenze tra uomo e donna, così come le teorie anti razziste non volevano annullare le differenze tra “bianchi, rosa, gialli e marroncini”. Volevano far sì che la gente non fosse trattata diversamente e quindi discriminata in base al colore della pelle e/o forma degli occhi.

Lo stesso le teorie inerenti agli studi di genere. Su cosa sia il Genere vi rimando al mio precedente articolo, in pratica non si tratta di differenze sessuali annullate, poiché quelle sono biologiche. Gli uomini e le donne sono, generalmente, differenti nelle caratteristiche sessuali primarie (organi sessuali) e secondarie (peluria, posizionamento del grasso, muscolatura eccetera); e nessuno dice i l contrario. Ciò che una serie infinita di medici, antropologi, sociologi eccetera dice è che:

  • le differenze di sesso non influiscono necessariamente sulle capacità  (il muratore lo può fare anche una donna, se fisicamente adatta)
  • le differenze di sesso non influiscono necessariamente sui comportamenti (le donne non sono necessariamente dolci modeste e silenziose)

Il GENERE, ribadiamolo, è per gli uomini ciò che è per tutte le altre cose suddivisibili in generi: una serie di caratteristiche. Queste cambiano diacronicamente (nei periodi storici, in uno stesso luogo) e sincronicamente (nello stesso periodo, in diversi luoghi) e non sono totalmente e fermamente biologiche. Le donne non sono necessariamente adatte a fare le caregiver, gli uomini non sono necessariamente aggressivi. Anche se, in generale, le femmine sono le prime caregiver (perché allattano) e i maschi a causa del testosterone sono più aggressivi. Ma gli esseri umani, ripetiamolo, sono soprattutto esseri culturali, costruiti su abitudini, comodità date dalla modernità, credenze ereditate dalla propria sfera di appartenenza eccetera.

Lo dice anche la bozza del Miur: «La differenza sessuale può essere vissuta in un ampio spettro di inclinazioni». Il che, capirete, non c’azzecca molto con i desiderata di milioni di famiglie preoccupate di dare un’educazione tradizionale ai loro figli.

Non interessa molto, alla scuola, della educazione tradizionale. La scuola deve formare, e per formare spesso si devono rompere dei luoghi comuni, non reiterarli. CONOSCERE spesso ci porta a scontrarci con le tradizioni, e non è sempre un male. Se poi la tradizione è “dare del frocio” a destra e manca si tratta di una pessima tradizione.

ministero che dovrebbe tappare le falle della formazione scolastica e riprendersi i cervelli fuggiti all’estero, piuttosto che occuparsi delle questioni di letto dei giovani che andrà a formare.

La sessualità, l’educazione alla stessa, non è solo una “questione di letto”, signora. Per cortesia, che modo è questo di fare giornalismo?

Nei fatti, e stando alle indicazioni ministeriali, i nostri ragazzi sentiranno parlare di parità di genere a ogni ora del giorno e della notte «perchè il principio deve investire l’intera progettazione didattica». Una full immersion fatta e finita «interconnessa a tutte le discipline».

A parte l’accento sbagliato su “perché”, la giornalista non ha compreso cosa si voglia dire con quella frase, ammesso che sia scritto così, perché nel documento Miur non c’è. Non esistono ancora delle linee guida ufficiali. E la “giornalista” non si premura di fornircele.

Ad ogni modo si tratta della educazione olistica di cui agli Standard Oms. Anche questi da me spiegati qui.

Non solo: la grammatica dovrà piegarsi alle nostalgie femministe della Boldrini e dunque declinare le professioni e pure gli umori. Avremo un papà astronauto e una mamma assessora come se piovesse, e provi qualcuno a dire il contrario. Che ci fosse lo zampino della Boldrini, d’altronde, dovevamo capirlo subito. Già nel 2013 la presidente della Camera chiedeva di introdurre la parità di genere nelle scuole ed è sua la recente idea di confezionare l’ora di educazione sentimentale (intesa come eliminazione di pregiudizi). Il che farebbe supporre un piano ben congeniato per arrivare dritti allo scopo. E allora è bene fissare qualche paletto o rischieremo di perderci anche noi tra le pieghe buoniste del testo convinti che basti un sigillo ministeriale ad essere garanzia di buona scuola.

Nessuna nostalgia e nessuna imposizione della Boldrini. Le indicazioni sulla lingua arrivano da un tavolo tecnico del Miur e Università di Modena, in collaborazione con l’Accademia della Crusca, capitanati dalla Prof.ra Cecilia Robustelli (qui trovate le sue pubblicazioni). La necessità non deriva da un capriccio della tanto odiata Boldrini, bensì da un adattamento della lingua ai tempi che cambiano.

Chiaramente nemmeno l’idea dell’educazione sentimentale era della Boldrini, esistono delle direttive europee tra cui gli Standard di cui sopra. Chi vorrebbe mettere i paletti? E perché?

Segue una lista di motivazioni per cui l’educazione al a parità di genere non serve. In barba agli studi di chi dice il contrario, ma la giornalista non tiene a fornire fonti di uno né dell’altro (io invece ve le fornisco in basso) e la sua risposta:

C’è l’esigenza di ridare chance a una generazione di studenti che, arrivati alla maturità, non sanno da che parte voltarsi e vanno a ingolfare le fila di chi non studia e non cerca più lavoro. Semplicemente si è fatta da parte. Di questo dovrebbe preoccuparsi il Miur. E quanto alle bambine condannate al ruolo passivo e svilente di principessine tonte, ho due figlie femmine, nate nella stessa famiglia e dalla stessa madre, ma una gioca con le macchinine l’altra con le bambole. Una sta con le femmine, l’altra vuole solo far giochi da maschi. Dunque, è la tradizione occidentale e oscurantista che ha infierito sull’una e salvato l’altra, o hanno caratteri diversi e si comportano in base alle loro inclinazioni? Sono di parte, ma propendo per la seconda.

Le motivazioni per cui i ragazzi dopo la maturità non studiano e non cercano lavoro sono da analizzare, certo. E proprio i ricercatori pagati dal Miur se ne occupano. Basterebbe, stavolta sì, INFORMARSI.

Si va su Google Scholar e si digita “Neet generation” (le pubblicazioni si traducono sempre in inglese, perché in questo modo i ricercatori sono tutti connessi). Semplice, eh?

Per quanto riguarda le sue figlie, signora, guardi che nessuno è così ottusamente costruttivista da dire che, influenzati in un certo modo, TUTTI ci comporteremo allo stesso modo. Ma il suo esempio evidenzia bene quanto il genere sia un costrutto sociale e non una realtà biologica.

HANNO CARATTERI DIVERSI E SI COMPORTANO IN BASE ALLE LORO INCLINAZIONI. Esatto. È ciò che dicono quelle “teorie gender” (nel senso di “teorie enunciate dagli studiosi di gender studies, semmai) che le fanno tanto schifo. Talmente tanto schifo da non sapere cosa dicano, e da non essersi preoccupata di conoscerle, prima di parlarne.
Ma il fatto che le sue figlie vivano serenamente le loro differenze non vuol dire che tutte lo facciano. E non vuol dire, purtroppo, che da grandi verranno rispettate per questo.

Nossignori, non è la parità di genere l’emergenza. Quella serve, è sacrosanta, e benvenuto il Miur se la caldeggia. È però l’esigenza, insistita, urlata, oserei dire sclerotica di metterci tutti su uno stesso piano – uomini e donne -, di dire che la differenza sessuale è diseguaglianza e dunque sbagliata, che spaventa.

Ma quando mai? Ma chi l’ha detto? Ma chi l’ha scritto? Nessuno vuole la gente tutta uguale, anzi! Siamo tutti diversi, TUTTI e non divisi in maschietti e femminucce. Siamo TUTTI diversi, con le nostre peculiarità non necessariamente divise per sesso, come dei fiocchi di neve! Tutti dobbiamo partire dalle stesse possibilità che utilizzeremo in base alle nostre capacità!

Ma ci sono ancora troppi genitori che dicono al figlio maschio che non deve piangere, altrimenti sembra una femminuccia, e così andare! Chi lavora coi bambini lo sa a quali pressioni sono sottoposti.

Poi alcuni reagiscono con forza altri si piegano, altri aderiscono tranquillamente agli stereotipi. Perché sono peculiarità che loro, naturalmente, hanno. ALCUNI, non tutti.

Perché di questo passo arriveremo dritti al genitore a e genitore b. Perchè di questo passo lasceremo i nostri figli a scuola la mattina pensando, povere mamme illuse e buontempone, che imparino le tabelline e le poesie mentre invece vengono indottrinati su un certo Cenerentolo, vittima dei fratellastri cattivi, e su papà A che compra 8 mele mentre papà B ne prende solo 5.

Ma chi ha mai parlato di genitore A e B? Ma quando mai? Io ho un sacco di libri a casa sulla genitorialità, nessuno ha mai indicato alcunché di simile. Semmai ci sono testi, come quello del Prof. Taurino da poco uscito, dal nome “Due papà e due mamme”, perché nel settore ci si interroga sulle diverse famiglie. Ma questa paranoia del genitore 1 e 2 o A e B è davvero preoccupante. La paranoia, non il fatto in sé, che non esiste.

Questo preoccupa le povere menti di noi comuni mortali, e il fatto che il Miur si appoggi all’Unhar – organizzazione che per prima accredita le associazioni Lgbt come enti di formazione – non è un buon inizio. Diceva la circolare ministeriale del 2015 che la teorie gender non sarebbero finite nelle linee guida per le scuole, che le famiglie e il diritto all’educazione dei figli sarebbero stati salvaguardati. Dicevano, ma stanno già deragliando.

E le povere menti farebbero bene, innanzitutto, a fornire delle fonti di ciò che dicono. Perché fino a prova contraria le povere menti stanno svarionando! Infatti la signora premette che il Miur “SI APPRESTA A VARARE” delle linee guida che non ha visionato nessuno ufficialmente!

Quindi o la signora è in possesso di uno scoop, e sono pronta a rimangiarmi tutto se avverrà, o siamo al paranormale. La circolare ministeriale di cui si parla è quella che ho linkato io, ed è tutt’oggi l’unico documento ufficiale in merito. Se la signora è in possesso di nuove e scottanti rivelazioni ripeto: sono pronta a ricredermi. 

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fonte Non leggerlo

Fino ad allora la “notizia”, uscita sul Quotidiano Libero insieme ad una sfilza di meraviglie quali stalker innamorati e razzisti poveretti, è pura disinformazione.

Non si scrivono gli articoli sui pettegolezzi, signora.

FONTI:

http://www.istruzione.it/allegati/2015/prot1972.pdf

http://www.famigliearcobaleno.org/userfiles/file/educazione_sessuale_oms_europa.pdf

http://unimore.academia.edu/CeciliaRobustelli

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Sono un'artista studiosa di Gender studies. Credo che sia possibile aprire le menti tramite l'arte, e necessario educare le persone al pluralismo, per annullare discriminazioni e differenze di trattamento.
  • Luciano Doni

    Articolo prima: “RIBADIAMOLO: non esiste alcuna teoria gender”
    Articolo dopo: ” Esatto. È ciò che dicono quelle teorie gender che le fanno tanto schifo. ”
    Autrice: “Sono un’artista studiosa di Gender studies”

    Lettore:?????????????????????

    • Paola Calcagno

      C’è differenza tra “teoriA gender” e “teoriE gender”. Laddove la seconda è una semplificazione che sta per “teorie enunciate dagli studi di genere”. Ha presente le figure retoriche?
      Gli studi di genere sono i Gender studies.
      Non tutto ciò che contiene una parola poi significa lo stesso, ci sono altre parole assieme. Provi a cercare il significato di queste, nello specifico.
      Gli studi di genere , gender studies, esistono.
      LA teoria gender, che direbbe ciò che scrive questa persona, NO.
      LE teorie gender, per semplificazione, sono TUTTE le teorie sciorinate dagli studiosi di gender studies.
      Le faccio un esempio:
      non esiste UNA teoria della biologia. Esistono LE teorie. Esiste la biologia, nel senso di studi biologici.
      Sono stata più chiara, adesso?

      • Luciano Doni

        Psss, le rivelo una cosa:

        Chi usa il termine “teoriA gender” intende esattamente quello che lei chiama “teoriE gender”: e quello che scrive in proposito conferma in generale le loro sensazioni. Non è che giocando con una vocale cambi chissà quanto la situazione, eh.

        • Paola Calcagno

          Le rivelo una cosa:
          NON ESISTE UNA SOLA TEORIA, COME HO GIà DETTO MA LEI NON VUOLE CAPIRE.
          Ci sono gli studi di genere, gender studies, che comprendono una serie di studiosi: endocrinologi, neuroscienziati, psichiatri, psicologi, sociologi, antropologi, pedagogisti eccetera. Ognuno di loro enuncia delle teorie. QUELLE sono teorie inerenti ai gender studies. Se vogliamo riassumere: gender theories. Il plurale fa eccome la differenza, mio caro signor saccente, perché c’è una bella differenza tra UNA cosa e TANTE cose, se non lo capisce ripassi la matematica dal livello REGOLI in plastica.

          Quindi già non si può paragonare qualcosa che loro ritengono singola con una cosa che ho specificato essere plurale. MOLTO plurale, perché gli studiosi sono tanti e le teorie tante. Non so se le è chiaro il concetto di “campo di studi”

          E no, nessuno di questi dice ciò ch eintendono i fautori della bufala delLA teoria gender, o del Gender come mostro ammazza bambini. Nessuno ha MAI detto o scritto che non esistano le differenze sessuali.

          Se poi lei non vede le differenze tra singolare e plurale è anche inutile che io le spieghi cose ben più complesse. Torni alle elementari, quando si spiega la formazione del plurale nelle parole.

          • Luciano Doni

            “NON ESISTE UNA SOLA TEORIA, COME HO GIà DETTO MA LEI NON VUOLE CAPIRE.”

            E A NESSUNO DI QUESTO PUÒ’ FREGARNE NIENTE.

            La maggior parte della gente, i.e. chiunque abbia un cervello, questo se lo aspetta. Il progressismo è comicamente noto per dividersi in miriadi di sette e sotto-sette. Per teoria, o teorie, o agglomerato di teorie, faccia lei, del gender si intende semplicemente qualunque agglomerato di idee si discosti fortemente dalle idee fondamentali della visione fin qui tradizionale dei generi, i.e. che ce ne siano 2 e coincidano coi cromosomi, senza particolari pretese di pignoleria classificatrice.

            Questo è ciò che lei più o meno consapevolmente decide di fraintendere per poter accusare i suoi avversari di stupidità attaccandosi ad una vocale, un po’ come gli atei che attaccano la Bibbia perché dice che la balena è un pesce.

          • Paola Kera

            Io non fraintendo proprio nulla, questo è il mio settore di studi e lei parla di SETTE? Ma guardi, davvero, si è mostrato per ciò che è: un buffone.

            “Per teoria, o teorie, o agglomerato di teorie, faccia lei, del gender si intende semplicemente qualunque agglomerato di idee si discosti fortemente dalle idee fondamentali della visione fin qui tradizionale dei generi, i.e. che ce ne siano 2 e coincidano coi cromosomi, senza particolari pretese di pignoleria classificatrice.”

            Lei chiama “pignoleria classificatrice” quello che è, semplicemente, una visione non banale del mondo.
            Ora, che lei voglia restare nella sua ignoranza a me poco me ne cale. Ma non tenti di irridere ciò che non capisce.
            Ci fa una pessima figura.

            Io non accuso i miei avversari di stupidità, io non ho avversari. Io ho scritto un articolo per precisare una falsità. E tutto questo impianto del Gender è un’assurdità.
            Gender vuol dire GENERE, il genere è una determinata cosa e nient’altro, che le piaccia o no.

          • Luciano Doni

            Il genere, come qualsiasi altra parola (“pesce” compreso), è quello che gli uomini decidono che sia, ed in questo momento è evidente che c’è un certo disaccordo i materia. Ma a persone come lei, o come chi attacca a testa bassa qualsiasi teoria non tradizionale (riassunto i “teoria del gender”, e non c’è nulla di male nell’usare una shorthand), piace far finta di aver la verità in mano, quindi negate il disaccordo e dite che è soltanto l’altra parte ad essere ignorante. Alla fine, è qui tutto il fulcro della questione.

            E per favore, ci risparmi la continua tiritera sui gender studies dato che sono un “””campo””” che fa ridere mezzo globo… feminist glaciology anyone?! http://heatst.com/culture-wars/oh-academia-the-best-of-the-worst-of-gender-studies-papers/

          • Paola Kera

            Il genere è quello che è sempre stato, per ogni cosa: un insieme di categorie. Non c’è alcun disaccordo: “RIBADIAMOLO: non esiste alcuna teoria gender che voglia annullare le differenze tra uomo e donna” lo ribadirò per sempre, in quanto so di cosa parlo. Nessuna teoria dice che non esistono differenze biologiche.

            Io attacco qualsiasi teoria non tradizionale? Io sto studiando per distruggerle, molte delle teorie tradizionali! Ma lo faccio con i libri in mano, non con la prosopopea.

            Non le risparmio proprio nulla, io studioo in questo settore e nessuno deve venire, con la saccenteria di chi non ha letto alcuno dei libri che metto nelle fonti, a contraddire cercando di rivoltare la frittata. Nemmeno il link che ha adesso messo vuol dire nulla, se sapesse leggere lo capirebbe.

            Contesti i testi che ho messo nelle fonti, li legga e li contesti nel merito, così si fa tra le persone adulte, non “gne gne “.

            Se vuole contestare lo può fare, ma con i testi alla mano. Faccia la persona seria, ci provi. Li legga e mi dica. Non cerchi di sminuire senza spiegarsi, non cerchi di dimostrare che il mio settore è poco serio, sulla base di un sito ridicolo! (contestare i risultati degli studi dall’abstract? Seriamente? Ma lei che titolo di studio ha? La patente del triciclo?)

          • Luciano Doni

            No, vabbè, mi basta vedere che lei difende i paper del link da me postato, non c’è speranza, chiudiamola qui. Sa, io posso esibire solo una laurea in Fisica, mi rendo conto che di fronte ad enormità come la Glaceologia Femminista è fuffa (quel paper me lo sono pure letto tutto, una delle esperienze più esilaranti e stranianti della mia vita).

          • Paola Kera

            Non li ho difesi, dico solo che il sito da lei postato li contesta da una sola frase. E questo è ridicolo.
            Dopo di che lei non ha la più pallida idea della mole di paper prodotti, ne sta contestando quanti? 10? Non possiamo trovare dei paper stupidi o inutili nel suo settore?
            Ciò che dice è ridicolo, non si può irridere un intero settore di studi solo perché qualche università particolarmente ricca ha pagato studi poco utili

          • Hendioke

            Ma è vero che i fisici stanno lavorando a creare i computer quantici che sostituiranno la mente umana? Tutto questo è inaccettabile! I fisici vogliono sostituire l’umanità con le macchine!

          • divodivo

            Fosse solo per la balena. Anche per la lepre. E per qualche altro centinaio di sciocchezze…
            Strano come siano le persone che credono ciecamente alla “parola di dio” nonostante tutte le sue contraddizioni ad essersi inventati e a credere nella storia della teoria gender. A quanto pare, l’incapacità di lettura e comprensione di un testo fa parte del problema.

          • Paola Kera

            Le cose sono necessariamente collegate. L’ha dimostrato dal link inviato: una contestazione di studi fatta estrapolando una frase dall’abstract, vuol dire non avere la più pallida idea di cosa siano le ricerche, di cosa sia un settore di studi.
            Questa è gente anti accademista che sputa su qualunque approfondimento, vuole restare nel Neocene. Ah no! Il Neocene non esiste!

          • zarpagov

            Il sesso biologico è una cosa, l’identità di genere è un’altra. Il ruolo di genere un’altra cosa ancora e l’orientamento sessuale ancora altro. Molta gente (giornalisti di parte e clericali in primis) è questo che pare non vogliano capire, oppure bisogna credere che manipolino e confondano coscientemente i termini semplificando e distorcendo la questione con il preciso intento di scandalizzare e suscitare reazioni scomposte nel pubblico. E’ proprio a persone come i genitori preoccupati, in primis, che farebbe bene studiare un po’ la questione. Anche perchè poi sono i genitori stessi i primi veicoli di pregiudizi ed incomprensioni, nei confronti dei bambini, quando non si hanno gli strumenti intellettuali per capire ed analizzare una realtà ormai sempre più complessa. Per questo è urgente ormai liberarsi da certi preconcetti e cercare di capire, al netto delle favole magico/religiose scritte nei vari libri, più o meno sacri, a questo o quel culto, che la realtà è un po’ più complessa di macho y hembra dios los creò.
            Quando sento parlare di queste paranoie di omosessualizzazione mi viene una grande tristezza per le persone che non hanno gli strumenti per difendersi da chi usa certe argomentazioni, buone per manipolare e giudare l’opinione pubblica facendo leva su paure ancestrali tramite lo spauracchio dell’aggressione ai bambini. Che poi, alla fine, sono i primi a subire, maggiormente, tali forme di pensiero primitive, fobiche ed irrazionali. Davvero penoso. 🙁

    • tragedy will find us.

      La tanto vituperata Wikipedia in tal senso è molto esaustiva:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Studi_di_genere
      https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_queer
      https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_gender
      Giusto per non usare altre parole.

    • Marino Buzzi

      Il problema è che non esiste la teoria gender come la intendete voi, quelle sono un cumulo di bugie e mistificazioni. Esistono gli studi di genere, esistono le teorie. Basta informarsi e leggete qualche libro in merito. Il problema è che chi scrive articoli pueni di menzogne come quello messo in discussione e qui lo fa con il chiaro intento di fare confusione per boicottare i progetti di lotta alle discriminazioni.

    • Veramente è “Articolo prima: RIBADIAMOLO, non esiste alcuna teoria gender che voglia annullare le differenze tra uomo e donna

      Riportare solo la prima parte è un po’ come dire “non esiste alcuna squadra di calcio chiamata juventus che abbia sede a domodossola e colori sociali marrone e verde”, e tu ti lamentassi che ho detto “non esiste alcuna squadra di calcio chiamata juventus”

      • Paola Kera

        La manipolazione di piccole parti di un discorso articolato è la loro arma migliore.
        Anche se a volte dubito capiscano il discorso nel suo complesso.