DISINFORMAZIONE Il confronto tra Craxi e Renzi e il debito pubblico

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Nell’ormai conosciuto gruppo Facebook “Club Luigi Di Maio” il 24 giugno 2016 viene condivisa la seguente immagine:

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Craxi: “Eletto dal popolo. Nominato da Pertini. Nemico degli USA. Dimezzò il debito pubblico. Nemico dell’UE.”

Renzi: “Non eletto (abusivo). Nominato da Napolitano. Servo degli USA. Raddoppiato il debito pubblico. Servo dell’UE.”

Parliamoci chiaro: se qualcuno pensa di rivalutare la figura di Craxi con questa immagine sbaglia di grosso.

Elezione del Presidente del Consiglio?

Ai tanti pseudo costituzionalisti della Rete che condividono il messaggio “il presidente del Consiglio non eletto dal popolo” non hanno mai letto la Costituzione, in particolare l’articolo 92:

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

Come se non bastasse, l’articolo 94 della Costituzione prevede un ulteriore passo per la nomina del Presidente del Consiglio:

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Gli italiani votano il Parlamento (Camera e Senato) e non il Presidente del Consiglio. Il fatto che durante le elezioni vi siano simboli e slogan con scritto il nome del Presidente è solo a livello politico, è di fatto una personalizzazione della politica dove viene vista la “leadership” in un personaggio pubblico di riferimento per le coalizioni e per i votanti stessi.

 

Il nostro Paese non ha mai avuto un Presidente del Consiglio eletto dal Popolo.

Il debito pubblico

I dati di Bankitalia non mentono, sono liberamente consultabili anche in formato PDF. Craxi non dimezzò nulla, al contrario durante il suo governo negli anni ’80 quasi lo raddoppiò. Il sito Irpef.info riporta una tabella riassuntiva dove è possibile confrontare il debito pubblico e i governi anno dal 1970 a fine 2015:

Governi e debito pubblico dal 1970 al 2015
Governi e debito pubblico dal 1970 al 2015

Dal 1983 al 1987, durante il governo Craxi, il debito pubblico passò da 235.520 a 460.418 milioni di euro. Dal 2014 al 2015, con l’avvento del Governo Renzi, il debito pubblico passò da 2.136.204 a 2.171.671 milioni di euro. Dovremmo attendere la fine del Governo Renzi per scoprire se riuscirà a raddoppiarlo.

 

 

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.