DISINFORMAZIONE e CLICKBAIT L’automobilista litiga con i ciclisti, torna indietro e quello che gli fa è incredibile

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Il 4 luglio 2016 il sito Sostenitori.info pubblica un articolo dal titolo “L’automobilista litiga con i ciclisti, torna indietro e quello che gli fa è incredibile“. Un classico titolo clickbait, ma veniamo al testo:

Litigio tra un gruppo di ciclisti ed un automobilista che li stava superando.
L’automobilista fa inversione di marcia con l’automobile, punta dritto gli uomini in bici e li colpisce come birilli. Ne mette sotto due prima di fuggire.
Uno degli uomini è morto, mentre l’altro è sopravvissuto ma ha fratture multiple in varie parti del
corpo ed è ora ricoverato.

Questa l’agghiacciante ricostruzione, in attesa di opportune verifiche e conferme, che trasformerebbe un incidente stradale avvenuto in una strada poderale nel Salento, in omicidio volontario.
Il proprietario dell’auto è stato identificato grazie al numero di targa e rintracciato in serata dai carabinieri, ma sarebbe riuscito al momento a sfuggire ai militari. Si tratterebbe di un immigrato extracomunitario.

A gettare una ulteriore ombra sulla vicenda già grave perché l’investitore non si è fermato a soccorrere gli investiti, è un testimone, anche lui in bicicletta, che seguiva a poca distanza gli altri.
Tutti facevano parte di una carovana in mountain bike che procedeva a gruppetti lungo un percorso ciclo turistico sulla provinciale che collega Casalabate a Squinzano, in provincia di Lecce.

Franco Amati, di 67 anni, di Lecce, è morto nell’incidente.
Ugo Romano, 62 anni, anch’egli leccese, si trova invece ricoverato nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, ha riportato traumi vari all’emitorace, al bacino, e alla clavicola e dovrà subire un intervento di chirurgia plastica all’orecchio sinistro, quasi del tutto staccato.

Scritto da: Alessandro Pecora

L’articolo, anche se nel sito viene riportato che sarebbe stato scritto da “Alessandro Pecora”, non è altro che un copia incolla (immagine inclusa) dell’articolo del 22 gennaio 2016 dal titolo “Automobilista litiga con ciclisti, fa inversione e li mette sotto come birilli” del sito Lavocedivenezia.it a firma Mario Nascimbeni.

Questo è un problema per il sito Sostenitori.info, una notizia vecchia copia incollata in parte senza riportarne gli sviluppi presenti nello stesso articolo del sito Lavocedivenezia.it:

aggiornamento: 23/01/2016, ore 08.00
Il proprietario dell’auto, un immigrato, è stato identificato grazie al numero di targa e rintracciato dai carabinieri, ma la vettura veniva spesso usata da un pregiudicato di 33 anni italiano, che ieri sera tardi è stato portato nella caserma dei carabinieri di Lecce per essere interrogato.
Gli investigatori devono stabilire chi dei due era al volante al momento dell’investimento.
MN

aggiornamento: 23/01/2016, ore 09.25
Andrea Taurino, di 33 anni originario di Casalabate, è stato arrestato con l’accusa di essere il pirata della strada che ieri avrebbe travolto volontariamente due ciclisti sulla Casalabate – Squinzano uccidendone uno e ferendo il secondo.
L’uomo ieri sera era stato a lungo interrogato nella caserma dei carabinieri di Lecce perchè fortemente indiziato. É accusato di omicidio volontario, tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.
L’arrestato è stato portato in carcere dai carabinieri, in attesa della convalida dell’arresto prevista per lunedì. Determinante per risalire a lui il ritrovamento sul luogo dell’incidente di un fanale anteriore dell’automobile con la quale il giovane avrebbe travolto volontariamente i due ciclisti – verosimilmente – in un momento di rabbia a causa di epiteti ricevuti per averli sorpassati. MN

Già il 23 giugno 2016 si riportava l’arresto di Andrea Taurino, accusato di essere lui alla guida dell’auto, e non un immigrato. Ulteriori sviluppi della vicenda si ritrovano nel sito Lecceprima.it nell’articolo del 30 giugno 2016 dal titolo “Travolse e uccise un ciclista con l’auto, chiuse le indagini: omicidio volontario“:

LECCE – Omicidio volontario, lesioni personali e omissione di soccorso. Sono queste le imputazioni a carico di Andrea Taurino, il 33enne accusato dell’omicidio del 67enne Franco Amati, e del tentato omicidio di Ugo Romano, 61 anni, entrambi di Lecce, avvenuti in un tragico pomeriggio di gennaio in via Monticelli a Casalabate. Il pubblico ministero Giovanni Gagliotta ha chiuso le indagini nei confronti del 33enne, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola. Dopo la convalida dell’arresto da parte del gip Cinzia Vergine, il Riesame aveva respinto l’istanza di scarcerazione di Taurino, assistito dagli avvocati Marco Pezzuto e Antonio Savoia.

Al giudice l’indagato ha fornito la propria versione dei fatti, chiedendo scusa ai famigliari della vittima e spiegando di aver assunto dell’eroina la mattina dell’incidente. La sua, del resto, è un’esistenza contraddistinta dalla dipendenza della droga. Taurino ha negato di aver avuto una discussione con i ciclisti (come confermato dallo stesso Romano), dopo aver superato i due amici, sarebbe tornato indietro continuando a sbandare con l’auto. Sotto l’effetto della droga avrebbe perso il controllo dell’auto travolgendo Amati e Romano. L’uomo ha quindi smentito di aver volontariamente sterzato verso i due amici in bicicletta, ipotesi riferita dal superstite.

Un racconto che, dopo essere analizzato e vagliato in fase d’indagine, no ha trovato riscontro negli inquirenti. Il sostituto procuratore Giovanni Gagliotta, titolare del procedimento, ha affidato al medico legale Alberto Tortorella l’autopsia sul corpo della vittima. L’ingegnere Lelly Napoli, uno dei massimi esperti in materia, ha ricostruito la dinamica dell’incidente. I segni sulla parte anteriore sinistra, sull’abitacolo deformato e il parabrezza sfondato dell’auto sottolineano la violenza di un impatto frontale, dopo l’inversione di marcia come riferito dallo stesso Romano. Il 61enne, vivo per miracolo, ha subito diverse ferite ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ricucire l’orecchio che si è staccato quasi di netto.

Taurino è stato arrestato al termine di una vera e propria caccia all’uomo condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, sotto la guida del capitano Biagio Marro. Da alcuni frammenti di auto e dalle prime testimonianze i militari hanno subito tracciato un profilo dell’auto utilizzata e del conducente. In poche ore sono riusciti a risalire all’identità del 33enne e hanno atteso che facesse ritorno nella propria abitazione in contrada Provenzani. L’uomo era la volante di una vecchia Fiat 500 intestata a un cittadino dello Sri Lanka e in uso alla madre (e poi risultata rubata). Alla vista de carabinieri ha tentato un’inutile fuga, ma è stato bloccato e condotto in caserma e poi in carcere.

AGGIORNAMENTO ore 21:44

L’articolo del sito Sostenitori.info è stato rimosso. Ringrazio la redazione del sito per l’operazione compiuta.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.