CLICKBAIT Figli a carico? In arrivo un assegno di 150 euro per tutti: ecco come richiederlo

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Un mio contatto, in vista di un lieto evento, mi domanda se la notizia diffusa online dal sito Direttanews.it del 20 maggio 2016 dal titolo “Figli a carico? In arrivo un assegno di 150 euro per tutti: ecco come richiederlo” (con oltre 14 mila condivisioni Facebook):

Figli a carico? E’ in arrivo un contributo fisso di 150 euro al mese a figlio fino al compimento di questi del 18esimo compleanno. Non solo: il contributo verrebbe diminuito ma si protrarrebbe anche dai 18 ai 25 anni (100 euro mensili). L’assegno è destinato a tutte le famiglie con figli a carico con un reddito Isee fino a 50 mila euro, mentre nella fascia dai 50 ai 70 mila euro (che salgono di 5 mila euro per ogni figlio a carico) il sostegno viene progressivamente ridotto.

Si tratta di un provvedimento già incardinato in commissione Finanze e passato al vaglio di un comitato ristretto che ha concordato di assumerlo come testo base. Giovedì prossimo, 26 maggio inizieranno le audizioni, si procederà quindi all’esame che i senatori contano di svolgere in tempi brevi. Il DDL è finalizzato a riorganizzare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico ed incentivare le famiglie ad aumentare il tasso di natalità nazionale.

Vale la pena specificare comunque che l’approvazione della nuova legge è tutt’altro che scontata. L’esecutivo non ha mai fatto dichiarazioni in tal senso, senza contare i “costi” della riforma in termini economici.

Vediamo un attimo: l’articolo dal titolo riporta la frase “ecco come richiederlo”, ma non c’è alcun modo di farlo perché non è stato approvato niente, l’articolo si conclude affermando che l’approvazione di tale “nuova legge” è tutt’altro che scontata. Puro clickbait! Comunque vale la pena approfondire.

Il disegno di legge esiste e si intitola “Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico” (Atto Senato n. 1473), venne presentato il 30 aprile 2014 ed è firmato a nome del senatore del Partito Democratico Stefano Lepri, con numerosi cofirmatari del PD e di altri partiti (tra i quali anche la senatrice Monica Cirinnà).

Ecco il testo del disegno di legge, composto da un solo articolo abbastanza corposo:

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo al fine di riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) riconoscimento di un’unica misura universalistica di beneficio per ciascun figlio a carico;
b) applicazione della misura di cui alla lettera a) in misura ridotta dal compimento della maggiore età fino e non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età;
c) mantenimento delle misure e degli importi in vigore per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi da quelli di cui alle lettere a) e b);
d) eliminazione dell’assegno al nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, e dell’assegno familiare previsto dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797;
e) eliminazione delle detrazioni fiscali per minori a carico previste dal testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;
f) eliminazione dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448;
g) individuazione delle misure complementari a favore dei minori a carico da mantenere in vigore, solo in quanto destinate a specifici bisogni, attività o destinatari;
h) applicazione del beneficio di cui alle lettere a) e b) fino a una soglia di reddito ISEE del nucleo familiare pari a 50.000 euro annui, nel caso di nucleo familiare composto dai genitori e un figlio a carico. Previsione che al di sopra di tale soglia si applichi una progressiva riduzione del beneficio, per scaglioni successivi, fino all’azzeramento quando il nucleo familiare raggiunge la soglia di reddito ISEE pari a 70.000 euro annui. Ai predetti fini, si considera componente del nucleo familiare anche il convivente stabile che risulta coabitante, anche se con residenza anagrafica diversa;
i) innalzamento delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera h) di euro 5.000 annui per ogni ulteriore figlio a carico;
l) aggiornamento annuale automatico al tasso di inflazione delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera h);
m) riconoscimento ed erogazione del beneficio di cui alle lettere a) e b) in sede fiscale o in denaro, a cadenza annuale o periodica. Previsione che agli incapienti il beneficio sia riconosciuto in denaro;
n) destinazione dei risparmi di spesa conseguenti all’eliminazione dei benefìci di cui alle lettere d), e) ed f) a copertura degli interventi di cui alle lettere a) e b);
o) individuazione di risparmi di spesa pubblica, per un ammontare non inferiore a 2 miliardi di euro nel primo anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge e a quattro miliardi di euro a decorrere dal secondo anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, da destinare a incremento della dotazione per gli interventi di cui alle lettere a) e b).
2. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1, corredato di relazione tecnica, è trasmesso alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l’espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l’espressione dei pareri, o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione, perché su di esso sia espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari entro trenta giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato in via definitiva.
3. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al medesimo comma e con la procedura di cui al comma 2, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive.

Da nessuna parte del disegno di legge si citano i 150 euro “fissi” al mese, si parla però di tagli e di eliminazioni di altri “assegni” per permettere di coprire le spese da sostenere con la nuova proposta, nonché dell’aggiunte di ulteriore capitale.

Foto tratta dal sito della senatrice Padua, cofirmataria del disegno di legge.
Foto tratta dal sito della senatrice Padua, cofirmataria del disegno di legge.

Dal sito Senatoripd.it, in un articolo del 19 maggio 2016, vengono riportate ulteriori informazioni:

“Il nostro punto di partenza – ha spiegato Stefano Lepri – è stata l’analisi delle attuali misure per i figli a carico, che presentano una serie di limiti: frammentazione, complessità nell’applicazione, grave iniquità perché per esempio niente arriva agli incapienti, bassa dotazione a confronto con altri Paesi europei. In Italia avere molti figli espone alla povertà più che in altri paesi dell’Ue, un quinto delle famiglie italiane con 3 figli non riesce a soddisfare i bisogni fondamentali. Per questo proponiamo di sostituire tutti gli attuali interventi con un’unica misura universalistica per tutti e per ogni figlio a carico, con una progressività selettiva a partire dal reddito ISEE di 50 mila euro e fino ai 70 mila euro, erogata in busta paga, come detrazione Irpef per i lavoratori autonomi o in denaro per gli incapienti. Abbiamo calcolato che il costo sarebbe di 23,4 mld, 4 mld in più rispetto al costo delle misure attualmente previste che verrebbero abrogate, quindi sarebbe necessaria una copertura di 2 mld il primo anno e di 4 miliardi a decorrere dal secondo. Prevediamo inoltre la possibilità di erogazione in una forma mista, denaro più servizi. In questo modo si garantirebbe a chi ha carichi famigliari un sostegno di lunga durata, proporzionale al numero dei figli e fino ai 25 anni dei giovani, diretto all’ampia platea dell’80-90% delle famiglie. Un vantaggio rispetto ad altre proposte una tantum, come il bonus bebè, che è utile ma non determinante per combattere la crisi demografica”.

Insomma, i calcoli se li sarebbero fatti, con l’obiettivo di dare maggiori possibilità di percepire un “bonus” (erogato in varie forme). Si tratta comunque di un disegno di legge, staremo a vedere se prenderà piede e se verranno mantenute le caratteristiche ISEE per accedervi o se verranno proposte altri ulteriori “blocchi”.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.