BUFALA Bisceglie, pescatori mostrano una strana creatura pescata in mare

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Il 28 giugno 2016 il sito Corrieredisera.it pubblica un articolo dal titolo “Bisceglie, pescatori mostrano una strana “creatura” pescata in mare. Esperti dicono si tratti di una nuova specie di squalo“:

I pescatori al ritntro da una notte al largo hanno fatto una strana scoperta, una strana creatura mai vista prima.
Pancia gonfia, occhi alieni e colore rosa: questo lo strano pesce pescato a Bisceglie.

Cercando sul web la bizzarra creatura marina, i pescatori hanno scoperto che potrebbe trattarsi di un rarissimo piccolo squalo a cui manca la caratteristica pigmentazione, oppure è la metamorfosi di alcune specie marine che si stanno creando a causa di inquinamento, onde radar e cambio delle correnti.

Non c’è stato alcun ritrovamento del genere a Bisceglie, il pesce fotografato è un raro esemplare di squalo goblin e venne pescato a largo del New South Wales (Australia) nel 2015. Ecco il video:

Riporto di seguito la descrizione presente nel video:

Sydney (askanews) – Lo chiamano “l’alieno degli abissi” e di abissale non ha solo un’impressionante bruttezza ma, ciò che più conta, la dimestichezza nel vagare le oscure profondità oceaniche. Più scientificamente, stiamo parlando di un esemplare di squalo goblin, nella classificazione biologica “Mitsukurina owstoni”, catalogato per la prima volta nel 1898 da David Starr Jordan, naturalista statunitense e ittiologo degli inizi del ‘900, nonché primo presidente della Stanford University.
Il ritrovamento è avvenuto al largo delle coste australiane, scatenando l’entusiasmo di Mark McGrouther, direttore delle collezioni di ittiologia del Museo d’Australia di Sydney che assicura, sferzando gli stolti, di maneggiare un esemplare che è non solo impressionante ma anche bellissimo.
“Come vedete, spiega, sono sostanzialmente morbidi e poco strutturati. Non hanno una robusta muscolatura e appaiono rosacei e con pinne grigiastre. Solitamente incrociano sui fondali abissali oceanici, tra i 300 e i 900 metri. Usano il rostro dietro il quale si celano le cosiddette ampolle del Lorenzini, in grado di identificare fonti elettriche, l’unica maniera di individuare le prede nell’oscure e impenetrabili profondità dove vivono. Per catturarle abbassano la mascella inferiore e a quel punto l’intero meccanismo scatta in avanti per arpionare il bersaglio”.
Lo squalo goblin si nutre di organismi che popolano gli abissi. Tra le sue prede calamari, granchi e pesci che nuotano in profondità. Vive nei mari di tutto il mondo, dall’Australia all’Oceano Pacifico, dall’Atlantico al Golfo del Messico, ma la maggior parte degli esemplari catturati proviene dalle acque al largo del Giappone, dove la specie venne scoperta la prima volta.
Su fascino, bellezza, armonia e proporzioni, il dibattito resta aperto.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.