ALLARMISMO Si è aperto uno squarcio sul Sole, in arrivo uno tsunami solare tra l’8-9 di luglio

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Il sito amatoriale Terrarealtime.blogspot.it, già trattato in un altro nostro articolo, pubblica il 6 luglio 2016 un articolo dal titolo “Alert! Si è aperto uno squarcio sul Sole, in arrivo uno tsunami solare“:

Dopo 12 giorni di spotless(assenza totale di macchie solari),sulla superficie solare si e’ aperto uno squarcio lungo 700.000 km dal quale sta uscendo un gigantesco flusso di particelle energetiche dirette verso la Terra.Il buco coronale sta convogliando una tale quantita’ di energia verso la Terra che tra l’8-9 di luglio si prevede che scatenerà una tempesta geomagnetica,con conseguenze imprevedibili per le comunicazioni satellitari e l’attivita’ sismica e vulcanica planetaria.Restate sintonizzati per aggiornamenti…

Il tutto è accompagnato da un video:

Si salvi chi può? State tranquilli, si tratta di una normale buco coronale. Contattando il mio amico Massimiliano Belisario della pagina Facebook “Chi ha paura del buio?” ricevo prontamente una spiegazione logica e attendibile in merito a questi fenomeni.

In un post del 14 giugno 2016 avevano trattato una storia simile, sempre riguardante un enorme buco coronale:

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Questa immagine arriva in tempo reale dal Sole: ehi, ma quello è un “buco nero”!!!

Spesso leggerete notizie del genere sui siti più disparati, ovvero “aiuto, è comparso un buco nero sul Sole!”: in realtà non è nulla di assurdo o pericoloso, ma un fenomeno che si ripete continuamente! Trattasi di un buco coronale (nello specifico il numero 739 da quando li contiamo), una zona della corona solare (l’atmosfera del Sole) più fredda e meno densa, che quindi appare nera agli ultravioletti, la zona di spettro che usiamo per osservare le caratteristiche superficiali della nostra stella.

Dalle linee del campo magnetico notate che c’è un vuoto sopra i buchi coronali: questo comporta che da queste zone il vento solare “decolli” indisturbato alla massima velocità possibile, per arrivare sulla Terra in pochi giorni. Questo buco coronale nello specifico dovrebbe farsi sentire già da stasera e per un paio di giorni ancora, probabilmente accendendo delle meravigliose Aurore polari.

Certo, se pensate che le dimensioni della Terra in questa immagine sono quelle del punto interrogativo… non tutto il simbolo, ma proprio il punto sotto!

Tornando ancora più indietro nel tempo, Massimiliano mi fornisce un altro post del 2 aprile 2016:

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Vedete quella enorme macchia scura sul Sole, fotografata dalla sonda SDO lo scorso 27 marzo? È un buco coronale, una zona dalla quale parte un vento solare ad alta velocità che segue un andamento a spirale nel sistema solare.

Oggi quella macchia non è più visibile perché il Sole è ruotato, ma grazie a quella spirale di cui vi parlavo poche ore fa abbiamo cominciato a sentire gli effetti del vento solare che “soffia” da lì: gli strumenti MAG e SWEPAM della sonda ACE (localizzata nel punto di Lagrange L1, come DSCOVR) della NASA hanno rilevato un’impulso improvviso alle 13 UTC di -11 nanoTesla, confermato poco dopo dal magnetometro di Boulder del NOAA in Colorado.

Tutto ciò significa che stasera chi si trova alle alte latitudini ne vedrà delle belle: le previsioni più “caute” danno per certa una tempesta geomagnetica moderata di classe G2, con Aurore Boreali visibili fino in Scozia e Danimarca, mentre le più “audaci” danno l’Aurora visibile persino sulle Alpi (come vedete dal forecast del NOAA). Che dite, incrociamo le dita o andiamo a fare provviste? Stay tuned per eventuali aggiornamenti!

Insomma, una “normale amministrazione” del Sole e nessun tsunami all’orizzonte!

Massimiliano mi spiega, inoltre, che non si tratterebbero di veri “buchi”:

È semplicemente una zona meno luminosa agli ultravioletti, che sarebbe la lunghezza d’onda nella quale “vede” quel satellite, il Solar Dynamics Observatory. Questo perché il gas lì sopra è più rarefatto, tutto qua. I profani vedono il nero e pensano ci sia un buco, complice la nomenclatura (“coronal hole”) e quindi è facile fuorviare i non addetti ai lavori.

Ringrazio Massimiliano e vi consiglio di seguire la pagina Facebook “Chi ha paura del buio?“.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Olandese Volante

    l’attivita’ sismica e vulcanica

    Ma non erano i Rothschildt a gestire questi particolari, tramite HAAAAAAAAAAAARP ? 3:)