PROTO BUFALA Ibrahimovic compra casa a Manchester

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Accidenti! Oggi per gli Europei 2016 c’è Italia-Svezia e non si fa altro che parlare di Zlatan Ibrahimovic. Vi chiederete come mai il titolo di questo articolo riporta la scritta “PROTO BUFALA”, ma ci arriveremo.

Il 9 giugno 2016 Sport Mediaset pubblica un articolo dal titolo “Ibra, villa con piscina e parco. A Manchester“, ma non è l’unico:

  • “Calciomercato, Ibrahimovic-United c’è la conferma: «Ha preso una super villa a Manchester»” (Corriere dello Sport, 10 giugno);
  • “Ibrahimovic prende casa a Manchester: Villa con piscina in parco” (Askanews, 9 giugno);
  • “Ibrahimovic andrà allo United, ha preso casa a Manchester” (Pianetamilan.it“, 9 giugno);
  • “Zlatan Ibrahimovic finds new house in Manchester!” (Calciomercato.com, 9 giugno);
  • “Ibrahimovic to Man United: Real estate company claim to have found him a Manchester house” (Express.co.uk, 9 giugno);
  • “Zlatan Ibrahimovic buys mansion in north-west ahead of Manchester United transfer, claims real estate agency” (Metro.com.uk, 9 giugno).

Ecco quanto riportato Sport Mediaset:

La notizia arriva dalla Proto Group Ltd, società -appunto- che si occupa di reperire dimore di lusso per i divi. In una nota il gruppo precisa: “Possiamo confermare che abbiamo trovato, su indicazione del Club, quanto richiesto per il calciatore inerente la sua prossima abitazione a Manchester”. “Abbiamo avuto difficoltà all’inizio perché Manchester non è Parigi o Milano e Zlatan non riusciva a capire che lo stile architettonico non può essere lo stesso”. Così si è dovuto “accontentare” di una splendida villa con piscina interna e ampio parco. Zlatan -dice ancora la nota- è un ragazzo con un grande senso dell’umorismo, lo abbiamo visto nel corso della presentazione della sua linea di abbigliamento, e il suo commento sulla casa non è stato da meno. “Mi adatterò”.

Attenzione! Si parla della ormai nota Proto Group Ltd, posso subito immaginare chi c’è dietro. Parlo del “Caronte della finanza” (cit. IlSole24Ore), “Dottor Bufala” (cit. Dagospia), colui che si finse l’ispiratore del libro “50 sfumature di grigio” (smentito dalla stessa autrice del libro che negò di conoscerlo), colui che sostenne di avere una relazione con Elisabetta Canalis (smentito dalla stessa), colui che “sosteneva di possedere il 3,28% di Rcs Mediagroup” e che venne arrestato e condannato per aggiotaggio (IlSole24Ore) e colui che nel 2014 ebbe a che fare con me per la bufala legata al presunto film di Scorsese a lui dedicato e alla sua fantomatica dipendente. Il suo nome è Alessandro Proto.

In data 15 giugno 2016, giorni dopo l’annuncio del presunto acquisto della villa, non si era ancora certi della firma del giocatore svedese per il Manchester United (come riportato dalla Gazzetta), si parla al massimo di visite mediche nei giorni successivi all’Europeo, ma non è del contratto con la squadra inglese che dobbiamo occuparci, bensì dell’ennesima falsa vendita di immobili diffusa da Proto.

La stessa sera del 9 giugno 2016 la giornalista svedese Jennifer Wegerup, corrispondente del quotidiano svedese Aftonbladet e del Corriere della Sera, nonché amica di Ibra, pubblicò un tweet di smentita riguardo al presunto acquisto della villa a Manchester:

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[Primo tweet] Sì…La stessa casa immobiliare a maggio diceva di aver trovato casa per Messi a Parigi..

[Secondo tweet] Quella agenzia ha “trovato” casa anche per Messi a Parigi…

Non è la prima volta che Proto parla di vendite immobiliari da favola a personaggi famosi. Come ha riportato Jennifer nei suoi tweet, la Proto Group avrebbe “trovato” casa anche a Messi a Parigi (tutto negato dallo stesso giocatore argentino). A Proto non bastava, doveva inventarsene un’altra e per farlo citò nell’ulteriore bufala anche Cristiano Ronaldo e una presunta sfida per l’acquisto di una Ferrari, vinta secondo la Proto Organization dal giocatore del Barcellona:

Stando ad un comunicato della Proto Organization, appartenente ad Alessandro Proto, l’anonimo collezionista vincitore dell’asta sarebbe proprio Lionel Messi, che tra l’altro avrebbe battuto nella corsa all’auto il suo antagonista di sempre, Cristiano Ronaldo, anch’egli interessato ad impadronirsi del gioiello automobilistico.

Sapete qual’è stata la risposta di Messi alla bufala di Proto? Ecco la foto e il commento che pubblicò sul suo account Instagram:

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El nuevo auto que dicen que compre

Tradotto: “La nuova auto che dicono mi sia comprato”. Insomma, si è divertito a prendere in giro chi ha creduto alla bufala.

L’ultima di Proto venne trattata dai colleghi di Butac in merito al presunto acquisto di una casa a Milano da parte di patron Facebook, Mark Zuckerberg.

Pensate, il 29 luglio 2014 Alessandro Proto mi scrisse un’email (inviata per conoscenza al mio amico Portanova del Fatto Quotidiano) annunciando una denuncia nei miei confronti (che iniziava con un “caro il mio David dei miei coglioni“), per poi scrivermene un’altra il 14 gennaio 2015 molto cordiale, addirittura presentandosi (“Buongiorno, Sono Alessandro Proto. Avrei bisogno di parlare con Lei o via mail o Se mi vuole chiamare il n è… […] Cordiali saluti “) e scrivendomi che se volevo smascherare delle bufale lui poteva darmene parecchie. No grazie.

Il mio amico Gianni Barbacetto scrisse un articolo nel 2014 dal titolo “Scuole di giornalismo, studiate il caso Proto“, dove riporta la precedente bufala legata sempre al giocatore argentino del Barcellona che all’epoca avrebbe acquistato, sempre attraverso la Proto, una villa sul Lago di Como:

No, non entrerà nella storia della finanza. Ad Alessandro Proto piacerebbe un sacco essere ricordato come un Wolf of Wall Street, mascalzone ma grande: non succederà, perché la finanza sta a Proto come un fiore al petrolchimico di Taranto.

Proto non ha mai fatto un’operazione finanziaria in vita sua. Non ha mai mosso neppure una delle azioni che annunciava di comprare. Ora sta scontando la sua pena agli arresti domiciliari, ma la Proto Organization ha ripreso a operare. Intanto, se non entrerà nella storia della finanza, Proto potrebbe però entrare nella storia del giornalismo. Anzi: propongo alle scuole di giornalismo di studiarlo, di analizzare il suo caso, di farne materia d’insegnamento, d’invitarlo come visiting professor. La sua è davvero una storia incredibile.

Inizia quando il giovane Alessandro Proto, che vende enciclopedie Garzanti e si veste come un agente immobiliare pensa si vesta un finanziere, cerca di farsi un nome sulla piazza di Milano facendo scrivere sui giornali che lui vende le ville dei vip. Non risulta che ne abbia venduta una, eppure cercate in Google: troverete molti articoli su importanti quotidiani nazionali che raccontano le gesta del giovane intermediario che ha per le mani case da sogno, in Sardegna e Costa Azzurra, in Engadina e a New York. Tra i venditori e i possibili acquirenti ci sono i nomi di George Clooney e Berlusconi, Beckham e Ronaldo, José Mourinho e Alan Friedman. Ancora ieri, 2 aprile, sui siti della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera veniva pubblicata la notizia dell’acquisto di una “splendida villa sul lago di Como” da parte del giocatore del Barcellona Lionel Messi. Visto che la cosa funzionava e i giornalisti – incantati dai nomi da favola – abboccavano, nel 2010 Proto alza il tiro. Fa il suo ingresso nella finanza: virtuale, perché non tocca un’azione, non entra neppurenellafilialedellabanca sotto casa, ma comincia a produrre comunicati. Il primo è del 19 dicembre 2010 e dice che “dodici investitori privati riuniti da Alessandro Proto Consulting, società con sede a Lugano”, ha acquistato il 2, 88 per cento di Tod’s. Ci cascano Il Giornale e la Reuters. Da allora non si ferma più. Comunica di aver comprato l’1 per cento di Fiat. L’1,2 di Mediaset. Lo 0,8 di Unicredit. Lo 0,5 di Mediobanca. Lo 0,7 di Generali. E poi: Fonsai, Rcs, L’Espresso, Montepaschi, Telecom Italia Media, il Sole 24 Ore.

L’elenco dei giornali che ci cascano è infinito e si trova nella delibera Consob n. 18794, di cui occupa ben quattro pagine e mezza. Come stupirsi che Proto il Lupo del comunicato stampa venga preso da un senso d’onnipotenza, da una mania compulsiva, da una bulimia comunicativa, da una scimmia da stampa gabbata che gli dà dipendenza e assuefazione? Sa che può raccontare qualunque balla e troverà chi è disposto a credergli. A un certo punto fa la prova. “Una mattina – racconta Proto – arrivo nel mio ufficio e lancio una sfida ai miei collaboratori: io scommetto 10 mila euro contro 3 mila messi da ciascuno di voi. Facciamo un comunicato che dice che mi candido alla presidenza di Unicredit. Volete vedere che lo pubblicano?”. Lo pubblicano. Proto vince la scommessa. Eppure bastava una telefonata, per verificare. Anzi: bastava leggere il curriculum di Proto (perfino quello abbellito nei suoi siti) per capire che l’uomo non aveva proprio le caratteristiche minime per la candidatura. E allora: studiamolo nelle scuole di giornalismo, adottiamo come libro di testo la delibera Consob su di lui, riflettiamo come sia stato possibile un caso Proto (che continua ancora sui giornali di ieri 2 aprile e forse anche di oggi 3). Un caso che non ha nulla a che fare con la finanza, e tutto con il giornalismo.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.