Omeopatia: le reazioni sul falso mito della memoria dell’acqua

omeopatia-falso-mito-memoria-acqua

Recentemente ho pubblicato su www.laputa.it un articolo sull’omeopatia in cui ho evidenziato l’infondatezza della pratica sulla base di studi qualificati pubblicati su riviste internazionali. Non ho usato solo lavori di altri, ma anche lavori miei, sempre pubblicati su riviste internazionali, in cui, come effetto collaterale ai miei risultati principali si evidenzia l’infondatezza di una delle teorie più in voga tra gli omeopati, ovvero quella della memoria dell’acqua. Come se non bastasse, l’inconsistenza della teoria sui miliardi di molecole ancora presenti nei formulati omeopatici è stata confutata sulla base di pochi calcoli che qualunque studente di facoltà scientifiche saprebbe fare.

Eppure le reazioni sono state incredibili. Senza nemmeno leggere l’articolo, oppure pur avendolo letto, ma non capito, una serie di persone ha dato la stura ad una serie di commenti qualunquisti che hanno denotato esattamente quello che evidenziavo nel mio articolo: ignoranza scientifica [1, 2].

Tutte le reazioni si sono basate non sul merito delle mie argomentazioni: nessuno ha confutato i dati sperimentali o le teorie che li spiegano; nessuno ha detto che l’equazione da me individuata nel mio lavoro avrebbe potuto essere sbagliata; nessuno ha avuto da ridire sui calcoli che avrebbero potuto essere sbagliati.

Come mai nessuno si è spinto a commentare nel merito? La mia conclusione è una sola: nessuna delle persone intervenute ha la competenza necessaria per poter confutare alcunché.

Ed allora, perché la gente commenta un articolo scientifico pur non avendo competenze? Semplicemente perché in rete, come aveva già evidenziato Umberto Eco, sono tutti professori ed anche il più mediocre degli ignoranti si sente in diritto di dire qualcosa a chi, invece, ha passato la sua vita e gran parte del suo tempo a studiare esattamente ciò di cui sta parlando con cognizione di causa.

Ciò che ho notato nel tono delle risposte al mio articolo è che vengo definito arrogante o dalla mente chiusa. Ebbene sì. Lo sono. Sono sicuramente arrogante. Ma lo sono con chi, nel ventunesimo secolo, pur avendo le possibilità ed i mezzi per approfondire le sue conoscenze, sceglie, scientemente, di essere ignorante. Queste persone che scelgono l’ignoranza e si affidano alla creduloneria, non meritano alcun rispetto. Persone che scrivono:

I principi usati nell’omeopatia li potete trovare nelle vecchie farmacopee ufficiali, l’unica differenza é l’alta diluizione, nata dal fatto che Hanneman si rese conto che uno dei principali problemi nell’utilizzo dei principi fosse proprio l’assorbimento, dovuto alla grande quantità di “filtraggi” nel corpo umano. La vera omeopatia funziona.

Non meritano una risposta. Come si fa a rispondere a uno che scrive “la vera omeopatia funziona”? Cosa vuol dire vera omeopatia? Uno che scrive queste cose senza argomentare ma solo basandosi su affermazioni non circostanziate è solo un ignorante che ha deciso di avere fede in qualche cosa che non ha fondamenta scientifiche. E, come è ben noto, la fede non si scardina. Anzi, al contrario, più si tenta di far ragionare una persona che ha fede, più questa si chiude a riccio su se stessa (perché ha paura di quello che c’è fuori nel mondo) e più diventa violenta (parlo di violenza verbale, perché di questo si tratta quando si è in rete; ma ciò non toglie che nella vita reale questa si possa trasformare in violenza fisica).

La stessa persona di cui ho riportato il commento sopra risponde alla domanda su cosa sia la vera omeopatia in questo modo:

L’omeopatia a regola d’arte e correttamente amministrata. I principi sono gli stessi della vecchia medicina FU mi pare IX o precedenti, dunque se credi che funzioni la medicina, non puoi non ammetterne la validità. A meno che tu non creda che la medicina mentisse prima, ma non ora. L’unico neo discutibile rimarrebbe il dosaggio e ti assicuro ne dubitavo anch’io prima di provare e capire: Il basso dosaggio viene compensato dall’alta solubilità.

Se si fa l’analisi del testo, si nota che non c’è ancora risposta alla domanda. Cosa è l’omeopatia? Non risponde. Semplicemente dice che la farmacopea ufficiale nella nona edizione o in quelle precedenti ne descriveva gli effetti. Certo non so se questo sia vero e non ho voglia di controllare. Ma anche ammesso che sia vero, non si fa la domanda, il signore del commento, sul perché ora, invece, l’omeopatia non venga più presa in considerazione nella farmacopea moderna? Ed ancora, cosa vuol dire, chimicamente parlando, l’affermazione secondo cui “Il basso dosaggio viene compensato dall’alta solubilità”? Io sono un chimico ed ho tanta difficoltà a capire il senso di questa affermazione.

Cosa dire, poi, di chi scrive:

Sono d’accordo io la uso sempre e confermo che funziona ovvio che se servono dei medicinali vanno dati ma è ottima per la prevenzione poi chi non ci crede pazienza peggio per loro che si imbottiscono di antibiotici.

Questa affermazione rientra in quanto io stesso descrivo nel mio articolo, ovvero uno si cura con i medicinali e prende contemporaneamente cose che non hanno alcuna validità farmacologica. Eppure, i risultati ottenuti vengono attribuiti non al medicinale, ma ai formulati inutili. In tutto questo io ci vedo un corto circuito le cui cause, onestamente, non riesco a capire. È al di là delle mie capacità: cosa spinge una persona a dire certe cose? Di cosa ha paura?

Ma non è finita qui.

Altre reazioni al mio articolo si fondano su atti fideistici. Per esempio c’è chi ha commentato così:

Placebo. Funziona. Non dovrebbe farlo ma lo fa. Effetti reali, misurabili, per cause inconsistenti. Siamo di fronte alla violazione delle leggi di causa ed effetto? No. Siamo di fronte alla liberazione/attivazione di parti del cervello sopite. Il cervello suggestionato comincia a girare in modi che prima non ha mai sperimentato. Vengono emesse sostanze dal cervello che prima, senza il placebo, non erano producibili. L effetto placebo è psicologico, ma psicologico non vuol dire illusorio. È reale. In qualche modo, difficilmente sperimentabile, replicabile e studiabile, il sistema edocrino, immunitario e nervoso si attivano e portano alla guarigione l organismo. Impossibile? Negare la realtà degli effetti del placebo è antiscientifico. Proibire i placebo in circolazione è come uccidere l amico immaginario di un bambino. Negare all emisfero destro, all inconscio, la propria espressione è esattamente come menomare l essere umano. Amputarne una parte fondamentale. È scientismo. È ottusità. È una chiusura mentale che segna i limiti del proprio orizzonte ideologico.

A parte il fatto che nel mio articolo ho scritto chiaramente che i formulati omeopatici funzionano né più né meno come i placebo, che sono ben conosciuti in medicina, io non ho mai detto di proibire alcunché. Placebo è anche l’effetto che da bambini noi avevamo quando la mamma ci dava il bacetto sulla bua. Dopo il bacetto ci sentivamo meglio. Non sono mica proibiti i bacetti della mamma? Il punto è che se un bambino prende la rosolia, il morbillo, la tosse convulsa o altro, il bacetto non funziona. Questo è il fatto fondamentale. Non si può pensare di curare una malattia come il linfoma di Hodgkin con un formulato omeopatico; non si può pensare di curare una bronco polmonite con una buona dose di acqua e zucchero; no, non si può pensare di curare malattie gravissime col bacetto della mamma. Nessuno vuole togliere i meriti ai bacetti, ma accanto ad essi, che danno solo una sensazione di sicurezza, vanno usati rimedi efficaci dalla azione testata e comprovata. Tutto il resto è solo ignoranza.

A nulla vale dire:

> L’omeopatia funziona, lo fa per milioni di persone, come funzionanoi fiori di bach e lo sciamano. Leniscono le sofferenze delle persone. Aiutano l organismo a superare una fase di stress.

>Milioni di persone la utilizzano. Senza averne alcun beneficio e a costi molto alti, non la utilizzerebbero.
Ci sono milioni di prove. Ma tu scegli di ignorarle.

Qui si parla di malattie serie, non di situazioni di stress per curare le quali basta un po’ di riposo. Inoltre, nel mio articolo non ho ignorato proprio nulla. Ho anche citato una metaanalisi in cui sono stati presi in considerazione un bel po’ di studi sui formulati omeopatici e la conclusione è stata: effetto placebo. Non è una conclusione soggettiva o fideistica. È una conclusione basata sui fatti sperimentali. Non ci sono possibilità di interpretzioni diverse.

Ed a nulla serve scrivere:

Sicuramente (almeno per voi…) Sarà effetto placebo… Io dico solo che la uso da decenni… E per me funziona!
Poi, ognuno trae le conclusioni che vuole… Fra l’altro il dottore che mi segue, ha una cattedra in un’università di medicina..

Non è solo per noi (noi chi? Gli scienziati? Tutti quelli che si sforzano studiare come risolvere i problemi della gente? Chi è il noi?), ma per tutti. Il signore che fa questa affermazione semplicemente conferma le mie convinzioni sull’ignoranza funzionale e, per la precisione, scientifica che caratterizza il popolo di internet. Una persona di buon senso non avrebbe preso sul personale il mio articolo, ma si sarebbe posto delle domande ed avrebbe cercato di approfondire meglio, piuttosto che affidarsi ai “si dice” di un fantomatico professore di una fantomatica università di medicina. Prima di ogni commento, io avrei approfondito la questione, mi sarei chiesto “fammi capire meglio”. Ed il “fammi capire meglio” non si sarebbe basato sul “su di me funziona”. Un singolo individuo non fa testo sotto il profilo statistico. Questa è una fallacia notevole, da manuale delle fallacie e, oserei dire, da manuale dell’ignoranza scientifica.

Cosa dire poi degli atti di fede? Sono stato invitato nell’ordine a:

1. Passarmi una mano sulla coscienza: “se con te non funziona non vuol dire che per milioni di persone debba essere così, infatti non lo è affatto. Le prove che vai cercando le dovresti trovare dentro te stesso, o meglio nel tuo cuore, chi critica senza nessuna base, credo che abbia qualche problema, non credi? Prima di sentenziare io mi passerei la mano sulla coscienza, non puoi screditare qualcosa che non conosci e comunque non puoi sfiduciare milioni di persone con false teorie. Questa è certamente la mia opinione.”

Ma cosa vuol dire questa cosa? Io non parlo per atti di fede, ma per aver letto ed essermi documentato, oltre che per aver studiato nel mio lavoro gli effetti dei processi di diluizione che mi hanno consentito di capire che non c’è alcun effetto memoria dell’acqua. Di cosa dovrei preoccuparmi? Di aver fatto con coscienza il mio lavoro e di non credere nella fede omeopatica? Mi spiace, ma io non ho necessità di passarmi alcuna mano sulla coscienza. Lo dovrei fare se avessi mentito sapendo di farlo come il fantomatico medico della fantomatica università di medicina.

2. Riflettere sulla verità scientifica dell’omeopatia attraverso un esempio che con quanto ho scritto nel mio articolo non c’entra nulla ed avrebbe bisogno, invece, di un approfondimento di biologia marina: “Gentile sig. Conte, immagino sia un divulgatore scientifico e le chiedo coma fa uno squalo tigre ad avvertire e reagire dal punto di vista fisiologico ed ormonale ad un goccia di sangue fino a dieci chilometri di distanza da esso, nell’ oceano, altro che una goccia in una piscina! Rifletta su questa verità scientifica e vedrà “esotericamente” svanire nel nulla tutto il suo lavoro in merito alla medicina omeopatica. Cordialmente”.

Insomma, cosa si ricava da tutte queste reazioni al mio articolo? Purtroppo le persone hanno paura e non sono capaci di affrontare le loro paure senza affidarsi fideisticamente a qualcuno o qualcosa. Una volta era il prete che dava sicurezza attraverso la favola della vita ultraterrena; oggi è una qualsiasi persona che sappia dire le cose che uno vuol sentirsi dire per essere sicuro. Questo porta la maggior parte delle persone nelle mani di imbonitori ed imbroglioni ed al proliferare di situazioni come quelle evidenziate altrove e, quando scoperte, opportunamente sanzionate [3].

Riferimenti:
1. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1019626748104520&id=146529622080908
2. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1796997990521729&id=1652784858276377
3. https://www.facebook.com/1652784858276377/photos/a.1652785024943027.1073741829.1652784858276377/1798539413700920/?type=3

Rino Conte

Rino Conte

Laureato in Chimica e con dottorato in Chimica Agraria, ricopre attualmente la cattedra di Chimica Agraria presso l'Università degli Studi di Palermo. La sua attività di ricerca riguarda lo sviluppo della risonanza magnetica nucleare a ciclo di campo nel settore ambientale ed agro-alimentare. In tale ambito si occupa della fertilità dei suoli, dei processi di recupero ambientale e della qualità dei prodotti alimentari. E' stato visiting scientist presso la Wageningen University and Research (Olanda) e visiting Professor presso il Forschungszentrum Juelich (Germania). E' autore di più di 110 lavori pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e capitoli di libri. Scrive per www.laputa.it, www.debunking.it, www.chimicare.org
  • Un bischero

    OT: ma l’articolo è di Pellegrino Conte o tuo? Perchè sul sito linkato è di Conte, qui non figura il suo nome.

    • David Tyto Puente

      C’è stato un errore nella pubblicazione, l’articolo era suo infatti.

  • Gianni Comoretto

    Mi sembra che per cominciare a capire (non “condividere”) i commenti citati occorre calarsi un attimo nella testa della gente. Spesso mi sento dire: “ma l’omeopatia non potrebbe funzionare, anche se la scienza non è in grado di rilevarlo?” e mi tocca specificare “sì, ma non lo rileverebbe neppure chi la usa”. “Ma non potrebbe funzionare per me?”

    L’idea che si ha della scienza è che sia qualcosa che funziona solo in laboratorio. Se l’omeopatia non desse risultati certi, ogni volta uguali, studiabili in laboratorio, secondo l’idea comune la scienza non sarebbe in grado di osservarli. Se non ci fosse una lancetta che si muove ogni volta che prendo un granulo, lo scienziato non crederebbe che ha un effetto.

    E’ molto difficile spiegare che uno studio scientifico è una versione fatta meglio di questo esperimento. Supponiamo che la Nux Vomica a te faccia passare il mal di testa. Prendi 20 boccette, in 10 ci metti qualche grano di Nux Vomica, in 10 grani di zucchero e basta e le numeri a caso. Ad ogni mal di testa prendi una nuova boccetta, vedi se il mal di testa passa, e segni il risultato. Dopo 20 boccette vedi quante ne hai indovinate. Se funziona, capirai quasi sempre se hai preso boccette vere o finte, se non funziona ne indovinerai solo metà (a caso), e non fa differenza prendere lo zucchero o il rimedio. Ma anche spiegando, ti tireranno fuori che anche l’aspirina funziona qualche volta sì e qualche volta no

    • Pugacioff

      IL grande problema è che la CULTURA non esiste più, ci sono i DECEREBRATI omeopati, i DECEREBRATI pentacretini, i DECEREBRATI animalardi, i DECEREBRATI vegani, i DECEREBRATI e basta, me NESSUNO di loro che sia in grado di capire il metodo scientifico. Non per nulla un italiano su due è ANALFABETA FUNZIONALE (e 99 su cento tra i grillini)

  • Claudio Casonato

    Grande Rino!