Guarire dalla sclerosi multipla con la dieta? Non si può.

BASTA LA PAROLA?

Sono sempre di più le persone che vedendo il fallimento delle terapie tradizionali, cambiano dieta ottenendo guarigioni impossibili per la medicina ufficiale.

 

In questa sede abbiamo provveduto a demistificare molte di queste guarigioni impossibili (almeno tutte quelle che ci sono state segnalate).

Per sette anni ho avuto la migliore assistenza, i migliori medici, i farmaci più recenti ed innovativi. Ciònonostante la mia disabilità è peggiorata.
Per sedermi ero obbligata ad usare una carrozzella a sedile ribaltabile, sia a casa che al lavoro. Potevo camminare per brevi tragitti facendo uso di due bastoni.
Tre mesi dopo aver iniziato la nuova dieta (la paleodieta) potevo camminare per due stanze dell’ospedale utilizzando un solo bastone. Il mese successivo potevo camminare per tutto l’ospedale senza bastone. Dopo cinque mesi sono potuta risalire sulla bici per la prima volta dopo ben 10 anni, pedalando fino a fare il giro dell’isolato. Dopo nove mesi dal cambio di alimentazione ho pedalato per 30 km e l’anno successivo feci un lungo giro a cavallo tra le montagne rocciose canadesi.

Se la dottoressa Wahls fosse passata a questo stadio (secondario progressivo) della SM finendo su una sedia a rotelle (che non implica FARSI UNA FOTO su una sedia a rotelle, ma esservi costretta e addurre refertazione a riprova), non sarebbe stato possibile per lei recuperare successivamente le funzioni motorie, tantomeno al punto di pedalare 30 Km nove mesi più tardi.
Non più di quanto a qualcuno possa ricrescere un arto amputato.
Il 30% circa delle varianti di SM, ha un andamento iniziale in cui si susseguono ricadute e remissioni e a cui fa seguito una forma secondariamente progressiva che si presenta con o senza recidive e con possibili fasi di relativa remissione e stabilizzazione. Nel caso in cui si verifichino delle ricadute, i recuperi sono incompleti, in quanto anche le fibre nervose vengono danneggiate e si assiste ad una progressione dei deficit anche nei periodi che intercorrono tra una ricaduta e l’altra.

VEDIAMO PERCHE’:

Esistono varie opzioni di recupero della funzione muscolare in seguito a lesione del nervo. Ad esempio se è dovuta a un danno non totale (assonotmesi: perdita di continuità della solo componente assonale del nervo), si può assistere alla ricrescita lungo la stessa vecchia via di passaggio delle fibre nervose, guaina mielinica, e una riconnessione al muscolo originariamente collegato al nervo stesso. Questo è possibile se la guaina esterna del nervo, composta dalla mielina, è integra .
Nel caso della SM gli effetti sono rappresentati dalla perdita totale delle relative funzioni motorie, sensitive e trofiche.

La velocità di ricrescita del nervo dipende dall’età del paziente e in media e di 1 mm al giorno. Una lesione del nervo S1, responsabile delle funzioni sensitive e motorie più distali dell’arto inferiore, comporta una ricrescita lungo tutto l’arto inferiore che durerà in media non meno ventiquattro mesi. Il problema è che il muscolo, senza la stimolazione nervosa diventa fibrotico, e quindi non più utilizzabile, in un periodo che va dai dodici ai diciotto mesi. I muscoli che sono a mezzo metro o meno di distanza dalla lesione del nervo, se hanno la guaina mielinica integra, hanno ottime possibilità di riavere la connessione con il nervo danneggiato.

La SM è caratterizzata proprio da un danno alla guaina mielina e relativa cicatrizzazione (sclerosi).
Dunque, non solo non è possibile che tale lesione della fibra nervosa venga riparata, ma nemmeno è possibile che ad un danno eventualmente recuperabile possa seguire la guarigione completa in soli 9 mesi (e non abbiamo tenuto conto del periodo di riabilitazione).

Per quanto riguarda la dieta (è citata la Paleo, ma anche quella di Mozzi pretende di curare la SM), non vi è alcuna evidenza scientifica che l’alimentazione abbia un’influenza determinante sulla guarigione o sull’aggravamento dei sintomi.
la dottoressa Wahls ha lanciato nel 2011 un trial clinico in merito, il cui status attuale è:

This study is ongoing, but not recruiting participants.

No Study Results Posted on ClinicalTrials.gov for this Study

 

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Tutto ciò che posso affermare di vedere in questa foto è la stessa persona su un mezzo di locomozione differente, ma non mi è fornito alcun elemento per determinare le condizioni cliniche di questa persona né la data in cui sono state scattate queste foto.

 

Sull’affidabilità della parola di Dionidream, ho già detto in precedenza.
Vorrei concludere con la testimonianza di KarenJon in risposta ad un articolo del professor  Steven Novella (NeurologicaBlog)

13 May 2015
Thanks for this post. I was diagnosed with RRMS a little over 3 years ago. Like most people diagnosed with a chronic, incurable disease that is potentially debilitating, I immediately began searching for some alternative that would cure me. I came upon Wahls’s “Minding My Mitochondria” and immediately began following it. My Johns Hopkins neuro, bless his heart, did not torpedo my fantasy, and merely noted that a number of MS diets have lurked around over the years. (I should note that I never stopped taking Copaxone and am proud to say I’ve never missed a shot. Hopeful, yes; foolish no). After 3 months, I decided I missed IPAs and bread too much and abandoned the “protocol” (yes, Wahls calls it a “protocol”). And, guess, what: 3 years later, no new lesions, no symptoms. Maybe I should write a book touting Dogfish Head 60-minute IPA as a cure for MS.

“Grazie per questo articolo. Mi è stata diagnosticata la RRMS (Sclerosi Multipla Recidivante Remittente) poco più di 3 anni fa. Come la maggior parte delle persone con diagnosi di malattia incurabile cronica potenzialmente debilitante, ho subito cominciato a cercare qualche alternativa che mi avrebbe curato. Mi sono imbattuto in “Minding My Mitochondria” della Wahls e ho subito cominciato a seguirlo. Il mio neurologo Johns Hopkins, Dio lo benedica, non ha silurato la mia fantasia, ma si è limitato a farmi notare che un certo numero di diete per la SM sono rimaste in sordina nel corso degli anni. (Vorrei sottolineare che non ho mai smesso di prendere Copaxone e sono orgoglioso di dire che non ho mai perso un colpo: speranza sì, follia mai). Dopo 3 mesi, ho deciso che mi mancavano troppo le mie birre IPA e il  pane e ho abbandonato il “protocollo” (sì, Wahls lo chiama un “protocollo”). E  indovinate: 3 anni più tardi nessuna nuova lesione, nessun sintomo. Forse dovrei scrivere un libro che caldeggia le birra IPA 60-minute Dogfish Head come cura per la SM.”
Dogfish Head 60 Minute IPA

 

FONTI

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=9729

http://www.vanniveronesi.com/1/lesioni_dei_nervi_e_recupero_funzionale_10336894.html

https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01381354?term=NCT01381354&rank=1

https://it.wikipedia.org/wiki/Steven_Novella

http://theness.com/neurologicablog/index.php/can-diet-cure-ms/

 

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.