Don Pusceddu, le unioni civili e “gli omosessuali meritano la morte”. Facciamo chiarezza.

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Circola da diversi giorni la notizia secondo cui un sacerdote di nome Massimiliano Pusceddu avrebbe rilasciato durante la sua omelia parole dure nei confronti degli omosessuali, arrivando addirittura a ritenere che meriterebbero la morte. La notizia è rimbalzata sul web per poi finire nelle varie testate giornalistiche, come Il Giornale (il 10 giugno) e Il Fatto Quotidiano (il 13 giugno, riportandone il video).

Per sostenere le sue parole contro gli omosessuali, Massimiliano Pusceddu ha preso la Bibbia e ha letto la lettera di San Paolo ai romani che tratta appunto dei pagani. Il don ha spiegato che questo passo rappresenta al meglio quello che sta accadendo oggi ed è veramente “profetico”. “L’uomo – legge Pusceddu – ha iniziato ad accopiarsi con l’uomo e la donna con la donna. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami. (Gli omomosessuali) Sono colmi di ingiustizia, di omicidio, di malignità e sono nemici di Dio. Pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tale cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvono chi le fa”.

L’omelia del sacerdote è stata rirpesa da uno dei fedeli presenti in Chiesa e subito è stata condivisa sui social. Migliaia di utenti hanno approvato il suo intervento perché “ha espresso le sue idee facendo riferimento fedele al testo sacro”. “Quello che sto dicendo è soltanto la parola di Dio che mai come oggi potrebbe essere più attuale. Preghiamo la Vergine Maria così che possa aiutarci a preservare la vera famiglia cristiana” – ha concluso il don.

Il video è stato caricato nel canale Youtube “Don Massimiliano Pusceddu” il 28 maggio 2016, video dal titolo “Omelia sulle Unioni Civili 28 Maggio 2016 Don Massimiliano Pusceddu Apostoli di Maria“. Lo spezzone in questione lo trovate a partire dal minuto 7:54:

Don Massimiliano Pusceddu inizia così (dal minuto 7:54):

Noi abbiamo la parola di Dio, la Bibbia è la parola di Dio. No? E allora dalla parola di Dio dobbiamo partire, perché non devono essere parole nostre, ma dobbiamo predicare quello che è scritto qui, questa è la parola del Signore e che noi siamo chiamati a predicare. Allora cosa dice la parola di Dio? Voglio leggervi solo un passo della lettera di San Paolo apostolo ai romani, perché secondo me questo passo vale più di tante prediche fatte e che si possono fare, ma è un passo molto chiaro che legge questi tempi che stiamo vivendo oggi, questo passo di San Paolo è un passo profetico.

Ecco il passo ripreso dal sito del Vaticano:

[26] Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.
[27] Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento.
[28] E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno,
[29] colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori,
[30] maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,
[31] insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.
[32] E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

In seguito alla lettura del passo Don Pusceddu continua così:

E San Paolo già predicava al tempo e questa parola è attualissima perché legge questi tempi in una maniera veramente precisa, evangelica, ed è proprio questo che noi siamo chiamati a predicare, la parola di Dio, nella parola di Dio c’è tutto, e siamo chiamati a difendere come cristiani la famiglia, a difendere la famiglia. Non ci possiamo arrendere e dire “ma tanto la legge è passata ormai non si può fare più niente”, non è vero. Gesù Cristo ci chiama a predicare la verità, sempre, sempre, a non essere accondiscendenti con il mondo. San Paolo dice “non conformatevi alla mentalità di questo mondo”, non dobbiamo conformarci perché la nostra mentalità deve essere quella di Cristo, i nostri sentimenti devono essere quelli di Cristo, devono essere quei sentimenti di verità. Noi non possiamo accettare queste leggi e dobbiamo predicare, e dobbiamo predicarlo che questa è una legge sbagliata che colpisce al cuore la famiglia, quella vera. Ecco fratelli, allora chiediamo veramente in questa eucarestia alla Vergine Maria che preghi per noi, che la Madonna davvero preghi per tutti la chiesa, preghi per i sacerdoti, per tutti i cristiani, perché possiamo stare sempre saldi nell’unica verità che è Gesù. Sia lodato Gesù Cristo.

Il 13 giugno 2016 il sito “La Fede quotidiana” pubblica un’intervista al sacerdote, il quale nega di aver “invocato la morte per i gay”:

“Io non ho invocato la morte di nessuno e tanto meno dei gay. Quanta disinformazione!” Lo dice padre Massimiliano “Max” Pusceddu, il sacerdote esorcista di Cagliari finito nell’occhio del ciclone per una omelia nella quale commentava la lettera di San Paolo ai Romani e il tema della sodomia.

Padre Pusceddu, invoca la morte degli omosessuali?

“Smentisco. Non desidero la morte fisica di nessuno, quanta disinformazione! Non so se dipende da prevenzione o ignoranza anche di certi giornalisti. Per fortuna la mia omelia era ed è registrata. Non sarei capace di affermare quelle cose, non mi appartengono, non mi riconosco nei titoli. Sono sacerdote e non querelo, però mi viene voglia di farlo”.

Ma che cosa ha detto di così eclatante?

” Oggi fa notizia la ortodossia, e non la stravaganza, purtroppo. Se un prete dice cose aderenti la dottrina cattolica finisce sui giornali come un mostro. Io in una omelia ho commentato la lettera di San Paolo ai Romani. Ho il torto di aver ricordato la dottrina della Chiesa sulla sodomia. Mica la posso ignorare. La dottrina e San Paolo sul punto sono chiari: la sodomia è un peccato gravissimo e mortale. Chi lo fa rischia la morte spirituale e dell’anima, io ho parlato di morte spirituale, non fisica. La sodomia alla pari di altri peccati ci allontana da Dio e così chi vi si abbandona rischia, senza conversione, di non entrare nel Regno dei Cieli. Certamente nella sua misericordia ogni decisione spetta al Giusto Giudice, non a noi in terra. Ho ricordato la dottrina della Chiesa, non sono idee di don Massimiliano. Inoltre, ma nessuno lo dice, separo omosessualità per tendenza dagli atti. Essere omosessuali non è un peccato, anzi bisogna pregare per chi si trova in quella situazione. Sono peccaminosi gli atti, la sodomia. Non ho nulla da ritrattare “.

Si, concordo su una cosa: meno male che l’omelia è stata registrata.

Il problema è evidente: Don Pusceddu parla di “morte spirituale” e non fisica, ma nella sua omelia non lo spiega affatto, la lettura del passo di San Paolo senza tale spiegazione e proseguendo con un “ed è proprio questo che noi siamo chiamati a predicarerischiano di far ragionare erroneamente qualche mentecatto che prenda alla lettera il tutto. Non se la deve prendere con chi lo ha criticato, se la dovrebbe prendere con se stesso e il suo modo di comunicare perché dietro la religione e le “cattive interpretazioni”, che lui stesso starebbe subendo dai media, possono scatenarsi episodi sconsiderati ed estremisti. Chiunque si trovi in una posizione di responsabilità, che sia un prete, un vescovo, un presidente di associazione, partito o movimento che sia, deve stare sempre attento a ciò che dice.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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    Ottima analisi