DISINFORMAZIONE Suora di clausura partorisce. È il secondo caso nelle Marche

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L’undici giugno 2016 il sito Notixweb pubblica un articolo dal titolo “Suora di clausura partorisce. È il secondo caso nelle Marche”, articolo che ha superato le 16 mila condivisioni Facebook:

LA RELIGIOSA, DI ORIGINE SUDAMERICANA, LAMENTAVA DA GIORNI UN «FORTE MAL DI PANCIA». NELLA STESSA PROVINCIA ERA GIÀ SUCCESSO NEL 2011

Una suora di origine sudamericana, da poco ospite di un convento di clausura della provincia di Macerata, ha partorito un bambino nell’ospedale «Bartolomeo Eustachio» di San Severino Marche. La notizia è stata pubblicata oggi dal Corriere Adriatico. Secondo quanto riportato dal quotidiano, la suora, di cui non si conosce l’età, domenica scorsa sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso da alcune consorelle: lamentava un forte mal di pancia, ma dopo un’ecografia è stata subito trasferita in ostetricia dove ha dato alla luce un bambino.

La neo mamma avrebbe deciso di tenere il figlio, e ora entrambi dovrebbero essere affidati a una comunità di accoglienza. A San Severino i conventi di clausura sono due, Santa Rita e Santa Caterina, ma nella zona ci sono numerose altre strutture religiose. Dalla direzione ospedaliera non vengono conferme ufficiali sul parto della suora, ma da altre fonti si apprende che il bimbo è stato trasferito nell’Ospedale civile di Macerata, mentre la madre è rimasta in ospedale. La suora sarebbe arrivata in un convento del posto nel giugno scorso, quando era già incinta.

Nel 2011 un altro caso

Un caso analogo era già accaduto, sempre nelle Marche, nel 2011, con strascichi giudiziari e proteste di piazza per tutto il 2014. All’epoca, una suora congolese di 41 anni, oggi tornata allo stato laicale, diede alla luce una bambina nell’ospedale di Pesaro. La donna era stata stuprata all’estero da un sacerdote straniero, ed era poi stata accolta in un convento marchigiano. Dopo il parto non aveva riconosciuto la figlia nei tempi stabiliti dalla legge, e la neonata era stata data in affido ad una coppia della provincia di Macerata. Poi però l’ex suora, non riammessa alla vita consacrata dal suo ordine religioso, cambiò idea e fece ricorso per riavere la figlia.

Nel febbraio 2014 la Cassazione le diede ragione, opponendosi al via libera alle procedure per l’adozione attivate dalla Corte di Appello di Ancona, che aveva ritenuto fuori tempo massimo (tre mesi e mezzo dal parto), il ripensamento della madre naturale. La bimba venne riconsegnata alla madre, ed entrambe sono andate a vivere in una casa famiglia. I genitori adottivi hanno continuato a protestare per riavere la piccola, sostenuti dal un Comitato di Tolentino, «Nati dal Cuore», che ha dato vita a manifestazioni e fiaccolate sostenendo che la bambina aveva diritto di crescere «nella famiglia che l’aveva voluta e amata».

Non è altro che un copia incolla dell’articolo del Corriere.it del 23 gennaio 2015:

Articolo del Corriere.it del 2015
Articolo del Corriere.it del 2015

La fonte del Corriere è il Corriere Adriatico, che riporta la notizia in un articolo del 23 gennaio 2015.

L’immagine di Notixweb, usata anche dal Corriere.it, venne usata per un articolo analogo pubblicato il 25 gennaio 2015 da Abruzzo24ore.tv per un episodio “simile” sempre a Macerata.

Abruzzo24ore.tv del 25 gennaio 2015
Abruzzo24ore.tv del 25 gennaio 2015

FERMI TUTTI! Ora riflettiamo un attimo e valutiamo le date e i luoghi: 23 e 25 gennaio 2015, sempre a Macerata. Leggiamo cosa riportava l’articolo del 23 gennaio 2015 del Corriere Adriatico:

Niente fiori all’ingresso della cameretta che in questi giorni ha permesso di garantire l’anonimato alla neo mamma che, comunque, sembra aver deciso di tenere il piccolo e che forse ora sarà trasferita altrove, probabilmente in una casa famiglia.

Anonimato, quindi non si era in grado di comprendere il 23 gennaio chi fosse realmente e la sua storia. Il 25 gennaio a far luce sulla vicenda è stato Abruzzo24ore.tv:

È tutto tranne che una storia alla “uccelli di Rovo” quella che ha portato una suora di clausura, appena 35enne, a partorire nell’ospedale di Macerata.
«Non l’ho detto perché avevo paura, ora però voglio tenere il mio bambino».
Così avrebbe confidato alle sue consorelle dell’Amore di Cristo di San Severino la religiosa.
La neomamma è ancora una novizia e non avrebbe ancora preso i voti, è originaria del Burundi e non della Bolivia come tutti si ostinano a dire in paese. «E’ arrivata da noi a maggio dal Burundi- rivela una suora del convento – per imparare l’italiano, non aveva ancora deciso il suo cammino, era all’inizio di un percorso, ma non è ancora una suora come molti affermano».
Arrivata in convento le consorelle si accorsero che era già incinta, ma nessuno glielo ha chiesto.
Alle spalle, la religiosa africana ha una storia dolorosa che ha avuto il coraggio di raccontare solo dopo. «Lo ha nascosto perché aveva timore – svela una suora parlando al citofono con un giornalista – ci sono molte differenze culturali tra l’Italia e il Burundi, lei ha subìto una violenza nel suo Paese, sentiva il peso di questo».
La suora poi conclude: «Certo, ha scelto di tenere il bambino, stanno bene entrambi, noi non abbiamo nulla da commentare».
La religiosa, domenica alle 21, ha dato alla luce un bel maschietto di tre chili e 600 grammi. «Lo voglio tenere», è stata la scelta della neomamma.
Non prenderà i voti: i panni che vestirà saranno quelli del genitore.
Nessun intervento ufficiale, al momento, da parte del vescovo della diocesi di Camerino, Francesco Brugnaro.

Insomma, ci troviamo davanti ad una notizia diffusa nel 2015 e riproposta per generare visite (è falso ritenere di conseguenza che il fatto sia stato raccontato l’undici giugno 2016), non si trattava neanche di una suora e non era neanche sudamericana.

Una pratica simile a quella di Notixweb venne fatta anche da Mafia-Capitale il 28 settembre 2015. Non affidatevi a siti come Notixweb (e Mafia-Capitale), il loro obiettivo è solo generare visite e non di fornire informazioni correttamente. Purtroppo più di qualcuno aveva preso tutto come una notizia recente e parlando di articoli “pubblicati ieri”. Verificare, giusto?

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.