DISINFORMAZIONE Obama rivelerà la verità sugli alieni

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In questi giorni viene prepotentemente riportata la notizia secondo la quale il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sarebbe intenzionato a fornire eclatanti rivelazioni sugli UFO e gli extraterrestri, poco prima di lasciare il suo incarico. A dichiararlo è Stephen Bassett – direttore esecutivo del Paradigm Research Group (PRG) – intervistato lo scorso 20 maggio dal tabloid inglese Daily Express. La notizia ha fatto velocemente il giro del mondo, riportata anche da Il Giornale e Libero Quotidiano, con evidenti titoli acchiappa-click.

È il caso di chiarire chi sia in realtà Stephen Bassett e che attendibilità abbia il Daily Express da cui è partito un bastimento carico di complotti e disinformazione.

Partiamo dalle dichiarazioni di Bassett che, nella citata intervista si lascia sfuggire:

We are going to get disclosure this year. I am not sure who will win the election, but I think Obama will be the disclosure president.

Per chi non ne fosse informato, il Disclosure in campo ufologico è considerato un preciso traguardo da raggiungere, il momento in cui i governi, l’intelligence o altri enti filogovernativi riveleranno la verità sugli UFO e la presunta presenza aliena sulla Terra.

In tale contesto Stephen Bassett è un personaggio molto familiare alla comunità ufologica conducendo difatti, da circa vent’anni, una personale campagna al fine di obbligare la Casa Bianca a vuotare il sacco sugli UFO, convinto che il governo americano nasconda ai suoi cittadini la verità. Non è infatti un caso se in più occasioni Bassett è stato fautore di diverse petizioni rivolte alla White House (l’ultima a dicembre 2014), come dimostra anche questa pubblicata nel 2011 alla quale c’è stata una risposta ufficiale:

The U.S. government has no evidence that any life exists outside our planet, or that an extraterrestrial presence has contacted or engaged any member of the human race. In addition, there is no credible information to suggest that any evidence is being hidden from the public’s eye.

È quindi un personaggio non nuovo a queste iniziative, aspramente contestato anche da chi è incline a credere agli ET. Non è nemmeno un caso se Stephen Bassett è da tempo incluso nella Hall of Shame (Stanza della Vergogna) pubblicata dal noto sito UFO Watchdog, sempre attento ad evidenziare le incongruenze, gli scivoloni e le magre figure fatte da certi esponenti dell’ufologia internazionale.

Nella cronistoria di Bassett proposta dal suddetto sito, necessita attenzione la parte finale. Alla domanda posta durante una sua partecipazione radiofonica (The Paracast) sul perché egli abbia dato credito a noti ciarlatani, ha così risposto:

The problem is not about our opinions about who is a laughingstock. It’s all about the government. Don’t worry about the individual aspects of people in the field. I don’t care about your background. Credibility is not an issue in the Disclosure process. I just don’t care. It’s not my concern and I’m not in a position to sort it out. I don’t give a damn.

La credibilità non è un problema nel processo di divulgazione (sic!)

Non me ne frega un accidente (sic!)

Sono le parole di un cialtrone messo alle strette, la cui credibilità è pari a zero. Volendo fare un paragone con alcuni soggetti nostrani, Bassett può essere accostato al noto personaggio che lotta contro le scie chimiche o a chi sostiene che i vaccini causino l’autismo: pure fantasie divulgate senza uno straccio di prova.

E il Daily Express? Quanta responsabilità ha il tabloid inglese nell’aver viralizzato l’intervista da cui tutti hanno attinto con un selvaggio copia-incolla? Ne ha tanta, tantissima, essendo uno dei principali siti che vive di clickbaiting.

Lo dico con cognizione di causa avendo spesso redarguito e interloquito via Twitter con Jon Austin (l’autore dell’intervista a Bassett), per aver pubblicato articoli su inesistenti avvistamenti UFO, dando spazio a noti youtuber che creano falsi filmati e news alterate allo scopo di veicolare il maggior numero di visualizzazioni sul proprio canale.

Una strategia, quella di Jon Austin, non passata inosservata da uno dei principali ufo-debunker internazionali, Costantine Guiliotis autore di UFO Theater, che nella sua black list ha così presentato il buon Jon:

Jon Austin

This “Online Science Reporter” for the British tabloid The Express UK is a primary supporter and enabler of UFO and paranormal hoaxes that go viral online. Austin uses such stories as clickbait for his column, and  subsequently lesser publications repeat the story without checking the quality of the source. Hoaxers Streetcap1, Scott C. Waring, Secureteam 10, Mister Enigma and others owe their high visibility and large subscriber bases to the free publicity provided by Austin and the Express UK.

Sebbene Jon Austin abbia recentemente corretto il tiro, tentando di bilanciare lo spazio offerto agli hoaxer con qualche articolo rivolto alla corretta informazione del fenomeno UFO, non si astiene mai, per sua stessa ammissione, a gonfiare i titoli per garantire un maggior numero di lettori. Quello che segue è un piccolo stralcio della corrispondenza che ebbi personalmente lo scorso marzo via Twitter con Austin, nel momento in cui mi segnalò la pubblicazione dell’articolo dedicato a chi contrasta la disinformazione del fenomeno UFO:

Jon Twitter oscurato

I’ve already had to change the headline

yeah but before that it was no inexplicable ufo pics and it want getting many views but is doing better now

In breve, Austin era stato “costretto” a modificare il titolo dell’articolo per renderlo più allettante visto che quello precedente non gli stava garantendo visualizzazioni. La mia semplice considerazione a lui indirizzata sull’inesistenza di foto e video che documentino in modo oggettivo la presenza aliena sulla Terra era stata titolata: “UFO expert claims to have made a shocking discovery about alien visitations of Earth”. Avrei insomma dichiarato di aver fatto una scoperta sconvolgente sulla visita aliena.

È questa la dura (e ridicola) legge del clickbaiting che non consente, ai siti che se ne nutrono, di comunicare con i lettori in modo consono ed appropriato. Il finto Disclosure di Obama ne è solo l’ultimo, vergognoso, esempio.

Scott Brando

Scott Brando

Autore e blogger presso ufoofinterest.org, conduce da alcuni anni una battaglia contro i mistificatori del fenomeno UFO per evidenziare falsi, bufale e misinterpretazioni.