DISINFORMAZIONE In Inghilterra non si possono più chiamare le bambine bambine, neppure ragazze

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Ricevo segnalazione del post Facebook della pagina “Costanza Miriano Horror Story” del 20 giugno 2016:

Il post segnalato
Il post segnalato

Lo screen all’interno pubblicato è quello del post Facebook della pagina Costanza Miriano, pubblicato il 20 giugno 2016 alle ore 11:55, che riporto di seguito:

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In Inghilterra non si possono più chiamare le bambine bambine, neppure ragazze. Bisogna chiamarle allievi o studenti. Questo sempre perché i fissati col gender saremmo noi. Anche per questo sabato 25 alle 11.30 saremo davanti al Miur per protestare contro il gender nelle scuole.”

Costanza condivide un articolo del DailyMail dal titolo “Don’t calls girls ‘girls’ or ‘young women’ in case it offends pupils questioning their gender identity, schools are told” pubblicato il 19 giugno 2016. Cosa riporta l’articolo del quotidiano britannico?

Teachers at Britain’s leading girls’ schools have been told not to call pupils ‘girls’ or ‘young women’ in case it offends any questioning their gender identity.

Head teachers belonging to the Girls’ Schools Association were instructed to use gender-neutral words like ‘pupils’ or ‘students’ to avoid discrimination.

The advice issued last week also banned the phrase ‘young ladies’ and recommended the creation of unisex lavatories.

 

Secondo il DailyMail, testata giornalistica britannica nota per i suoi articoli sensazionalisti e superficiali, ci sarebbero stati dei divieti nelle scuole britanniche femminili. Nell’articolo viene citata la “Girls’ School Association” ed è proprio nel loro sito che si trova la risposta a tutto nell’articolo del 20 giugno 2016 pubblicato alle ore 7:48:

You may have read recent press coverage (see links below) about how GSA schools are helping transgender pupils in their schools. This transpired following our annual Summer Briefing for Heads, during which we share the latest expert advice, legal guidelines and good practice on a wide range of issues.

Although some of the coverage oversimplifies what is a complex pastoral issue, we are pleased to see that the fact that our schools enable all pupils to learn in an accepting, comfortable environment has attracted attention.

The crux of the matter is that schools have a duty of care to all pupils, including those who decide to transition. Language is one part of this complex pastoral issue and GSA schools, which have a long history of excellence in pastoral care, are at the forefront of showing best practice in including transgender pupils.

For the avoidance of doubt, we believe that using certain terminology – such as ‘pupils’ or ‘students’ rather than ‘girls’ – is appropriate in certain circumstances, and particularly when transgender pupils are present. It is up to individual schools to interpret and apply this advice when appropriate.

Nessun divieto, ma soltanto un consiglio. Il motivo? Secondo quanto dichiarato dalla GSA si vuole mantenere nelle scuole un ambiente confortevole a tutti gli alunni, che le scuole hanno il dovere di avere cura dei propri studenti, nessuno escluso e senza distinzioni. Rimane comunque alle scuole e ai docenti la responsabilità di percepire il consiglio dato e applicarlo.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.