DISINFORMAZIONE Il video dei cuccioli di cane pugliesi venduti a zoo e laboratori tedeschi per darli in pasto ai pitoni

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Vengo a conoscenza di un video condiviso il 31 maggio 2016 nel gruppo Facebook “ANIMALI DELLA PUGLIA” in cui un cucciolo di cane viene praticamente aggredito da un pitone. Il video riporta la seguente descrizione:

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Adozioni del cuore in Germania ,Direttamente da uno zoo Tedesco ,un attivista animalista austriaca mi ha inviato questo video -cuccioli arrivati attraverso una sedicente animalista svizzera (Berna) da Manduria e Sanpietro Vernotico (Puglia), dopo aver ricevuto le donazioni ottenute attraverso i circuiti web per aiutare i randagi e il pagamento delle staffette…..i randagi e sopra tutto i cuccioli ….vengono ceduti a prestanome adottanti che dopo averli fotografati su un lussuoso divano o in un verde prato li rivendono a 400 -600 euro cane o cucciolo a zoo e laboratori ,tutto documentato , buona vita .PS. DI LORO NON RIMANE TRACCIA ,NESSUNA PROVA !

Voglio informare gli amici pugliesi che il video pubblicato non ha niente a che fare con la storia riportata.

Il video, che riprende un raro pitone birmano nell’attimo in cui attacca la sua preda, venne diffuso nell’Estremo Oriente attraverso il social network Weibo. Ecco una condivisione del 19 marzo 2016:

Una delle condivisioni su Weibo del 19 marzo 2016
Una delle condivisioni su Weibo del 19 marzo 2016

La notizia venne diffusa il 19 marzo 2016 dal sito The Beijing News.

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La notizia sul The Beijing News

Secondo il Beijing News in Cina risulta essere reato possedere un esemplare di questo genere come animale domestico.

La storia diffusa attraverso le condivisioni del video su Weibo racconta che il proprietario avrebbe “adottato” cani e gatti randagi per alimentare il suo pitone birmano, un racconto in parte simile a quello diffuso da Loredana:

Il video condiviso da Loredana con la storia falsa
Il video condiviso da Loredana con la storia falsa

Aggiornamento: il profilo non risulta attivo, qua trovate un salvataggio del post.

Un utente di nome Gabriele fa notare notare l’articolo del Dailymail che riporta la storia, ma la risposta che gli viene data è la seguente:

Loredana: " Il video e' stato girato in germania l originale , poi ne hanno fatto la versione che il ragazzo qui sopra si ostina a ripresentare coome fatto in cina .Questo per allontanare sospetti dei trafiici che vedono i randagi oggetto di mercificazione .....business...infatti se analizzate l articolo tarocco ,nonostante sia poost datato , risulta poi creato da poco .Poi se a qualcuno fa gioco dire che e' cosi ....fate voi ....io non ho interessi in merito ...buona notte"

Il video e’ stato girato in germania l originale , poi ne hanno fatto la versione che il ragazzo qui sopra si ostina a ripresentare coome fatto in cina .Questo per allontanare sospetti dei trafiici che vedono i randagi oggetto di mercificazione …..business…infatti se analizzate l articolo tarocco ,nonostante sia poost datato , risulta poi creato da poco .Poi se a qualcuno fa gioco dire che e’ cosi ….fate voi ….io non ho interessi in merito …buona notte

Viene, inoltre, sostenuta la tesi che siano stati creati “link” per “allontanare i sospetti”:

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Amici sono stata informata che i responsabili di questi traffici , preoccupati per il clamore del video hanno creato un falso link dello stesso video a me’ inviato in formato originale per poi argomentare che cio’ che accade a quel povero cagnetto non accade in germania , hanno creato 7 link in cui in uno affermano che l episodio si verifica in messico in un altro in cina in un altro ancora in brasile , per i trafficanti di morte ora e’ necessario allontanare i sospetti dalla Puglia , informo tutti che il video originale e’ stato a me’ inviato in formato originale e che e’ avvenuto in uno zoo tedesco , prevedo che domani tenteranno l impossibile per screditare la nostra denuncia , segnalate e bloccate chiunque tenti di distoglierci da questa vicenda perche’ sicuramente coinvolto in questi traffici e truffe . Grazie a tutti …notte

Aggiornamento: il profilo non risulta attivo, qua trovate un salvataggio del post.

Sarebbe quindi un video fatto per allontanare i sospetti dei traffici? Il Dailymail sarà anche una testata non propriamente affidabile, ma da qui a sostenere che il suo articolo sia stato “creato da poco” non ci siamo, infatti l’articolo è del 21 marzo 2016 e riprende le notizie partite appunto dalla Cina prendendo come fonte il sito Huanqiu.com:

In the video released on 18 March, the golden python can be seen grabbing the dog by its head before later entangling the puppy with its body, reported Huanqiu.com, an affiliation with the People’s Daily Online.

Cercando il video online si riscontrano numerosi siti web che ne parlano e in diverse lingue (in questo caso in cinese – esempio 1esempio 2):

La ricerca del video in lingua cinese
La ricerca del video in lingua cinese

Ritengo che Loredana sia vittima di disinformazione, cose che purtroppo capita a molti utenti online (lo vediamo ogni giorno attraverso il nostro lavoro) e dovrebbe contestare la sua “fonte”, l’animalista austriaca che menziona nella condivisione del video, lo stesso video condiviso in passato in Estremo Oriente.

In merito ai traffici, invece, c’è un fondo di verità. Repubblica pubblicò un’inchiesta sul proprio sito nel 2013 dal titolo “Ecco come cani e gatti adottati all’estero sono vittime del traffico internazionale” dove viene citata la Svizzera:

Partenze sospette. “Com’è possibile che da Campania e Puglia partano in staffetta 1.200 cani ogni mese, per tacere dei gatti?”, si chiede frattanto Marco Caterino, coordinatore delle guardie zoofile Oipa di Caserta e Provincia. Le staffette sono viaggi ideati dai volontari per facilitare le adozioni di animali da Sud a Nord. Le autorità non se ne curano, le Asl di partenza non chiedono riscontri da quelle d’arrivo, irrilevanti i controlli delle forze dell’ordine. Alle spedizioni solidali, organizzate anche a costo di grandi sacrifici, si accavalla uno sregolato viavai. “Fermiamo carichi diretti a settentrione, quando sappiamo che anche lì hanno i canili pieni. Animali accatastati, sedati, a bordo di mezzi irregolari. A seguito dei sequestri, poi, andiamo di persona a consegnare cane o gatto ai destinatari, ma questi sono prestanome. Sostengono di aver fatto richiesta per accontentare qualcun altro. La documentazione che accompagna i furgoni prevede scarichi e ricarichi lungo  l’intera Penisola, fino alle frontiere. Talvolta sono già indicati approdi esteri, ad esempio la Svizzera“.

Repubblica ne parlò anche nel 2011 in un articolo intitolato “Il business dei cani randagi pagato con i soldi pubblici“:

Nell’inchiesta è citata la testimonianza di Enrica Boiocchi, vicepresidente del Gruppo Bairo, associazione molto attenta all’argomento: “Finché non vedi con i tuoi occhi non capisci. Partecipai al fermo di un carico al confine con la Svizzera: un trasportino per gatti di quelli piccoli, di stoffa, ne conteneva nove. I cani, come di prassi in queste spaventose spedizioni, erano sedati, imbambolati, nemmeno si tenevano seduti. Ogni giorno mezzi carichi di questi sventurati passano la frontiera svizzera, li vediamo, eppure non li ferma nessuno”. Stipati nelle gabbie all’interno dei veicoli, gli animali attraversano l’Italia e oltrepassano i controlli superficiali. Si tratterebbe un giro di denaro enorme.

Tornando ancora più indietro negli anni, il 12 agosto 1993 venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una circolare in merito a firma dell’allora Ministro della Sanità Mariapia Garavaglia:

Continuano a pervenire segnalazioni di affidamenti di cani randagi da parte di canili comunali o intercomunali o privati convenzionati a persone che spesso si presentano sotto l’egida di associazioni protezionistiche e che invece fungerebbero da intermediari con organizzazioni straniere che nulla hanno a che vedere con la protezione animale. Si sarebbe infatti instaurato un vasto traffico di cani ma anche di gatti che, prelevati a cifre irrisorie in Italia, verrebbero dirottati e rivenduti a cifre piu’ elevate in Germania federale, Austria e Svizzera ed anche in altri Paesi per essere destinati alla sperimentazione, vigendo in tali Paesi norme meno restrittive che in Italia.

Di queste storie se ne parla da anni, ma per denunciare e contrastare simili atti non serve un video cinese. Se Loredana ritiene di avere delle prove certe e non vuole che si creino “falsi link” per “allontanare i sospetti” non usi Facebook o qualunque social network, ma riporti immediatamente tutto ciò che ha alle autorità competenti.

AGGIORNAMENTO ore 9:52

Questa mattina l’account di Loredana non è attivo, probabilmente da lei oscurato. Ho riportato nell’articolo i link ai salvataggi dei post citati.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.