CLICKBAIT La foto della nazionale argentina: quando la notizia va creata

disinformazione-clickbait-argentina-venezuela-giocatori-cellulare-social

Una foto diventata virale ha scatenato il web e le testate giornalistiche come Repubblica:

gallery-repubblica-argentina-giocatori-venezuela-social

La Nazionale di Messi ha appena battuto il Venezuela conquistando l’ingresso alle semifinali della Coppa America. I giocatori però, invece di festeggiare, iniziano subito a ‘lavorare’ con i propri cellulari per i loro messaggi social

La foto venne originariamente condivisa dal giocatore argentino Lavezzi su Instagram, scattata però dal compagno Marcos Rojo:

La fonte di tutto
La fonte di tutto

Da notare che lo stesso Lavezzi è il primo giocatore ripreso sulla destra. Comprendete l’autoironia?

A parlarne fu anche il sito Clarin.com:

Originale: El celular es una compañía casi permanente en la vida de todos los que pueden acceder a él. ¿Por qué no lo sería para los futbolistas profesionales? Claro que verlo reflejado tan claramente en una imagen genera algo de sorpresa.

Traduzione: Il cellulare è un compagno quasi permanente della vita di tutti coloro che possono utilizzarlo. Perché non lo dovrebbe essere per i calciatori professionisti? Ovviamente vederlo così chiaramente in una immagine genera qualche sorpresa.

Infatti, per quale motivo ci dovremmo meravigliare?

Condivido con piacere il post Facebook del mio amico Giorgio Tave che spiega perfettamente il problema:

Non c’è più una notizia che racconti la verità

Lo sappiamo, oramai ne parliamo da tanto. A volte quando scrivo e dico queste cose mi rimbombano e provo ad ascoltarmi o a rileggermi e mi sento stanco. Come se ci fosse una parte di me a dirmi “sì, sì, vabbè, lo sappiamo, ora vai avanti per favore”.

Repubblica scrive così: “La Nazionale di Messi ha appena battuto il Venezuela conquistando l’ingresso alle semifinali della Coppa America. I giocatori però, invece di festeggiare, iniziano subito a ‘lavorare’ con i propri cellulari per i loro messaggi social”
Certo, chi ha scritto questa frase era negli spogliatoi oppure è riuscito a capire dalla postura che non c’è stato alcun festeggiamento.
O se è stato bravo ha preso chi l’ha postata per primo ed è risalito alla fonte. E magari chi ha fatto la foto poi ci ha fatto una battuta per prenderli in giro.

Insomma, qualsiasi cosa sia successo, se non avesse scritto INVECE DI FESTEGGIARE, il tutto non avrebbe senso.
Non ci sarebbe la notizia, quindi la notizia va creata. Dal giornalista, dal giornale, da chi scatta la foto perché altrimenti non se la fila nessuno. Perché altrimenti non fa like e RT.

Questo è un esempio immediato, l’ho messo giusto per, ma funziona così oramai dappertutto.
Pensato in grande scala, io credo sia un dramma.

Questo meccanismo, che purtroppo coinvolge veramente tutti, propone una visione distorta di ogni notizia.

Anche prima era così, certo, ma prima questa “distorsione” era creata da un punto di vista, oggi dalle pagine viste. E dai like.

E voi direte: “e mo, che vuoi?”

Niente.
Mi andava di augurarvi buon lunedì e buon inizio settimana.

E di suggerirvi di essere radicali nella scelta di come decidete di informarvi: fonti, siti, persone.

Alla prossima foto!

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.