Cina: al via oggi la nuova edizione del festival della carne di cane a Yulin

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Ogni anno in Cina, nel giorno del solstizio d’estate (che cade oggi, martedì 21 giugno 2016), si da al via uno degli eventi più contestati e discussi del continente asiatico: il festival della carne di cane di a Yulin, nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, conosciuto anche come “Dog Meat Festival“.

Ecco quanto riportato dal sito della LTL Mandarin School in merito al consumo della carne di cane in Cina:

Così nel corso della storia, l’uomo ha iniziato a costituire una sorta di gerarchia nel mondo animale che ha reso alcuni esemplari più importanti ed indispensabili di altri. Ovviamente la gerarchia non è mai stata universale e così in diverse aree del pianeta si sono sviluppate abitudini e tradizioni alimentari differenti. Quella del consumo della carne di cane in Cina risale alle epoche più antiche.

Nel periodo delle Primavere e Degli20121106163335_1328 Autunni, il re Goujian (496-465 a.C.) del regno di Yue, aveva stabilito, per incrementare le nascite, che venissero donati alla famiglia del nascituro un cane e due brocche di vino, se maschio, ed un maiale e due brocche di vino, se femmina. Da questa testimonianza scritta si evince, non solo che la carne di cane veniva già consumata allora, ma anche che essa era considerata più pregiata rispetto a quella di maiale. Un’altra testimonianza di quanto fosse comune il consumo della carne di cane la troviamo nello Shiji (Memorie dello Storico), precisamente nel punto in cui, viene descritto Fan Kuai (242 – 189 a.C.). Il generale, che contribuì alla fondazione della dinastia Han Occidentali, era stato, da giovane, un macellaio di cani.

Nonostante il consumo di carne di cane nel continente asiatico abbia origini antiche, il Festival di Yulin non lo si potrebbe definire “tradizionale” siccome esiste da neanche un decennio: la prima edizione si svolse nel 2009 e aveva come obiettivo quello di incentivare il turismo locale.

Non state leggendo una “sbufalata”, questa è una notizia vera e ben conosciuta. Il festival viene definito come la “sagra della crudeltà” per il modo in cui i cani vengono trasportati, trattati e uccisi. Qui entra, senza ombra di dubbio, la nostra sensibilità verso un animale che ospitiamo nelle nostre case, un animale di affezione per il quale non ci verrebbe in mente di cucinarlo al forno per poi mangiarlo nelle nostre tavole. Ogni Paese del mondo ha la sua cultura riguardo al cibo, in alcuni paesi asiatici non si sognerebbero di mangiare tipi di carne che da noi sono comunemente consumati (ad esempio in India la stessa Costituzione, all’articolo 48, vieta la macellazione di vacche e vitelli, così come la vendita della loro carne). Un problema, già percepito nella stessa Cina, è quello del mercato nero, il quale porta nelle tavole anche dello stesso festival cani di provenienza incerta (randagi o rubati).

Da tempo le autorità cinesi hanno smesso di sovvenzionare l’iniziativa (nel 2014 il numero dei cani uccisi calò considerevolmente) e in seguito alle pressioni internazionali cercarono di impedirne lo svolgimenti in futuro, ma ciò è di fatto risultato difficile perché i finanziamenti vengono tutt’ora da privati cittadini. Bisogna considerare un altro aspetto, molto importante perché dovrebbe in qualche modo placare la rabbia dimostrata dagli antagonisti del Festival nei confronti dei cittadini cinesi in generale (come ho sempre detto, generalizzare è sbagliato):

BEIJING, June 19 (Xinhua) — Most Chinese want an end to the controversial “Yulin Dog Meat Festival”, saying it has “harmed China’s reputation”, according to a poll out Friday.

About 64 percent of the survey group, aged 16 to 50, said they would support a permanent end to the infamous annual event.

It also showed 51.7 percent of the respondents – who included Yulin residents too – wanted the dog meat trade banned completely, while 69.5 percent claimed to have never eaten dog meat.

Il sito cinese Xinhuanet.com riporta il risultato di un sondaggio effettuato su un target di età compreso tra i 16 e i 50 anni in cui il 64% di loro vorrebbero porre definitivamente fine al festival, il 51,7% ne chiede la cessazione immediata e il69,5% dichiara di non aver mai mangiato carne di cane.

Chi spera per la cessazione definitiva dell’evento dovrebbe pensare quanto accaduto per un altro festival simile, il “Festival della Carne di Cane di Hutou Jinhua” conclusosi definitivamente nel 2011 a causa delle contestazioni subite.

Per maggiori informazioni, e se volete vedere “più immagini”, vi consiglio la lettura del sito Endyulinfestival.animalsasia.org.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.