BUFALA Trovato ragno gigante a Gioia Tauro

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Qualche giorno fa il sito cosiddetto “satirico” “La Nozione”, pubblica una notizia molto bizzarra:

A Gioia Tauro è stato catturato un esemplare di Tarantola Golia (Theraphosa blondi), un ragno di origine sudamericana raramente segnalato in Italia. Se lo è trovato davanti un agricoltore gioiese, Guglielmo L.,  mentre si stava recando presso la sua “capanna degli attrezzi” sita in c.da Scappatura. Sono intervenute tempestivamente le guardie ecozoofile che hanno anestetizzato l’animale, trasferendolo con un elicottero al Polo Universitario del Papardo di Messina dove, veterinari e zoologi, studieranno il perché di questo inconsueto gigantismo aracnoide.

Un grosso spavento per l’anziano imprenditore agricolo che, appena ripresosi dal principio di infarto, ha così commentato l’accaduto : “Stavo andando a prendere il concime, quando dalla finestra è uscito quel mostruoso ragno. Gli ho lanciato la zappa, ma è come rimbalzata sul suo corpo. Per fortuna mio figlio Peppe ha mantenuto la calma ed è riuscito a chiamare il Pronto Intervento. Non dimenticherò mai – ha proseguito il signor Guglielmo – lo spaventoso sibilo che usciva dalla bocca di quell’essere”

La notizia sta facendo il giro degli appassionati ed è stata commentata in blog e forum. Il timore, infatti, è che gli scambi commerciali e i cambiamenti climatici consentano a specie alloctone di colonizzare zone dove prima non erano presenti, tra cui il nostro territorio.

Il Theraphosa blondi è il più grosso ragno del mondo – spiega il naturalista napoletano Danilo Baragozzo – Il corpo misura fino a  150 centimetri e poi ci sono le zampe: in totale può arrivare al peso di almeno 60 Kg“.

Vive principalmente nella Guyana Francese. Predilige le piante di ulivo e può essere arrivato al Porto di Gioia Tauro con un carico di merce orticola. La pericolosità di questo ragno è ancora in discussione mancando dati certi, ma pare molto velenoso.

Già tre anni fa ci eravamo occupati di questa bufala che aveva raggiunto più di 500.000 condivisioni e adesso è stata ripresa da siti che pubblicano notizie fasulle spacciandosi per satirici.

Come già spiegato, l’immagine è un fotomontaggio di una foto scontornata di un ragno di dimensioni normali unita ad una foto di un muro di una casa. Il ragno gigante raffigurato, ovviamente, non esiste. L’autore dell’immagine è Paul Santa Maria, un fotografo e musicista americano. Brett Christensen di Hoax Slayer si è messo in contatto con Paul Santa Maria per chiedergli spiegazioni sulla foto e ha ricevuto la seguente risposta:

Well, the story is that I was sitting outside and saw the Wolf spider – I called him “Vulfie” like Stanzi from the film “Amadeus” – sitting on this grey concrete block, ran inside for my Canon point-and-shoot and nailed him twice. After a minute, the graphic artist who lives in my head said to go around the side of the house and shoot the same angle, cut him out in Photoshop and put him on the side of the house, not too big to be obviously ridiculous but big enough to scare the pants off of people by looking “acceptably” huge.

I did this in about 20 minutes and then uploaded to my Facebook page. Within hours, I got messages from freaked-out women (and the grandson of the woman’s house this was taken at, who was scared shit-less and refusing to come to visit 2 weeks later as he was scheduled to) and the woman begged me to take it down – I was just having fun and not looking for attention or to freak people out, so I removed it after about 9 hours.

About 4 weeks ago (1 year later and having practically forgotten it) I started getting these emails (like yours) asking if I did this, because I ALWAYS include my url on the pictures I make. Apparently, one person downloaded it and then shared it on their own page (as opposed to just sharing) … but then it got shared over 25 thousand times before it got back to me!

Bene, ero seduto fuori e ho visto un ragno lupo (l’ho chiamato “Vulfie” come Stanzi nel film “Amadeus”) su un blocco di cemento, sono corso dentro, ho preso la mia Canon e gli ho scattato due foto. Dopo un minuto, l’artista grafico, che vive in me, è andato intorno alla casa e ha fatto le foto dalla stessa angolazione, ha rintagliato il ragno con il Photoshop e lo ha collocato sulla parete esterna della casa, non così grande da sembrare ridicolo, ma abbastanza da spaventare la gente che lo trovava di una grandezza verosimile.

Ho impiegato circa 20 minuti per realizzare questo fotomontaggio e l’ho caricato sulla mia pagina Facebook. In poche ore, ho ricevuto messaggi di donne su tutte le furie (il nipote della proprietaria era così spaventato che ha annullato la sua visita programmata dopo due settimane) e la proprietaria mi ha pregato di rimuoverla. Mi stavo solo divertendo e non cercavo di attirare l’attenzione o far arrabbiare la gente, così l’ho rimossa dopo circa 9 ore.

Circa 4 settimane fa (un anno dopo e me ne ero praticamente dimenticato) ho cominciato a ricevere queste email (come quella sua) in cui mi veniva chiesto se ero io l’autore, perché sempre metto l’indirizzo web sulle foto che faccio. Apparentemente, una persona ha scaricato la foto e l’ha caricata sulla sua propria pagina (invece di condividerla) … successivamente la foto è stata condivisa oltre 25.000 volte prima che mi interpellassero!

L’immagine è stata condivisa centinaia di migliaia di volte. Di seguito si possono vedere le foto originali del ragno

Source Spider Picture 1

Source Spider Picture 2

Paul originariamente ha chiamato l’opera “Sure you want to move to Florida?” (Sei sicuro che ti vuoi trasferire in Florida?). Non è chiaro chi inizialmente ha inserito nella descrizione che si trattava del ragno stregone dell’Angola, che non è una specie esistente.

Per tranquillizzare gli aracnofobi, le specie più grandi di ragni esistenti, tra cui c’è anche la tarantola golia, non reggono neanche un poco il confronto con il gigantesco Vulfie.

 

  • Saverio GPallav

    Ma è mai possibile che si debba smentire una notizia palesemente falsa messa in giro per di più da un gionale satirico dal titolo farsesco che ha la burla nella sua stessa ragione sociale?