BUFALA L’Austria esce dall’Europa e dall’Euro e chiude le frontiere. È caos nell’Unione

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La Nozione colpisce ancora con l’articolo del 5 giugno dal titolo “L’Austria esce dall’Europa e dall’Euro e chiude le frontiere. È caos nell’Unione“:

Come ha annunciato il ministro dell’interno austriaco Friedrik Lahn, l’Austria esce dall’Unione Europea e dalla moneta unica definitivamente. Erano molte le voci che davano L’Austria in uscita, una situazione che si è poi aggravata con le ulteriori voci che vedrebbero la Gran Bretagna anche in uscita dall’Unione. I cittadini austriaci però sono stati più veloci nello scegliere. La corte aveva dato una settimana di tempo ai movimenti separatisti per raccogliere le 100.000 firme per la petizione popolare, e loro ne hanno raccolte ben 260.000 e solo perché si sono dovuti fermare.

La conseguenza diretta è quella della chiusura delle frontiere, e presto, annunciano dall’Austria, verranno riportati indietro tutti quei migranti che sono stati presi fino ad adesso, con i pullman messi a disposizione dal governo austriaco. “Non possiamo permetterci una invasione come sta avvenendo in Italia” ha dichiarato il ministro Lahn “il rischio terrorismo poi è altissimo, è una follia accogliere questa gente”.

Furiosa la reazione della Merkel che ha parlato di un gesto “irresponsabile e dalle conseguenze inaudite“, mentre è apparso sereno il premier Renzi che avrebbe dichiarato “l’Italia era già pronta ad accogliere tutti quanti i migranti, l’Austria si ritroverà da sola e senza alleati, chiusa nella sua bolla di razzismo e xenofobia”.

Nel frattempo si è constatato che ogni tentativo di mediazione è inutile, infatti il referendum popolare è passato, e il popolo austriaco ha deciso di non far parte dell’unione europea, abbandonando però anche la moneta.

La sbufalata è presto fatta: il ministro dell’Interno austriaco non è Friedrik Lahn (nome storpiato del pedagogo tedesco Friedrich Ludwig Jahn, ma Wolfgang Sobotka. Ricordo, inoltre, che recentemente in Austria la coalizione anti-europeista e anti-immigrazione ha perso le recenti elezioni presidenziali.

 

Solo una curiosità: è possibile raccogliere in 8 giorni 100 mila firme per una petizione popolare? La risposta è si e in Austria si chiama Volksbegheren. Quando l’articolo parla improvvisamente di “corte” intende la Corte Costituzionale austriaca, la quale interviene solo dopo aver ricevuto un’ulteriore raccolta di firme per avviare la petizione stessa (per avviarla ci vuole l’appoggio di almeno un millesimo dei cittadini austriaci, ossia circa 8500 persone). Una volta raggiunte le 100 mila firme la petizione popolare il Parlamento deve discutere la proposta, ma non è detto che venga approvata.

Se ne parlò lo scorso anno proprio in merito ad una petizione che chiedeva un referendum per uscire dall’Europa, ma questa storia non ha nulla a che vedere con la bufala odierna.

 

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.