Bologna: muore di varicella a 43 anni. Virus contratto dal figlio

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Si può morire di varicella nel 2016? Si, purtroppo è accaduto a Bologna dove un fioraio di nome Jibon Saha Kumar di appena 43 ani, il quale aveva contratto la malattia dal suo bambino di sei anni e mezzo.

Il lunedì successivo l’uomo è stato portato a Medicina Interna. E, dopo tre giorni, trasferito in Terapia intensiva. “In reparto si sono accorti che aveva un segnetto sulla testa – continua Sunita – e prima hanno chiesto se avesse allergie. Poi, il mercoledì, dagli esami è emerso che aveva contratto la varicella. Il nostro bambino l’aveva avuta quindici giorni prima. È stato messo in coma farmacologico. I medici dei reparti, a differenza che al pronto soccorso, si sono occupati con tanto amore di lui. Ma stava troppo male. Non sono riusciti a salvarlo”.

Il fisico del quarantatrenne, che soffriva di una patologia autoimmune, già all’arrivo in ospedale era molto debilitato. La malattia aveva compromesso gli organi interni. Non aveva praticamente più difese immunitarie. Di qui, la scelta di ricoverarlo a Terapia intensiva trapianti. “Si era prospettata anche questa possibilità, ma alla fine Jibon all’alba se ne è andato”, racconta, tra le lacrime, Sunita, mentre la figlia più grande, di 11 anni, l’abbraccia.

Condivido il post Facebook del nostro amico Roberto Burioni in merito al caso:

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Jibon viveva da molto tempo a Bologna, faceva il fioraio, aveva 43 anni, una moglie e due figli. Tutto andava per il meglio, anche se era afflitto da una malattia autoimmune che però riusciva a curare, conducendo infine una vita normale. Era amato e stimato, viveva una vita felice: poi però suo figlio di sei anni (non vaccinato, altrimenti non l’avrebbe presa) ha preso la varicella a scuola da un amichetto a sua volta non vaccinato (perché se vaccinato non l’avrebbe presa), che l’aveva presa da un altro amichetto non vaccinato (perché se vaccinato non l’avrebbe presa) e così via.

Il bimbo, purtroppo, ha contagiato il padre (che da piccolo non aveva contratto la malattia e che per la sua malattia non si sarebbe potuto vaccinare) che dopo un mese di atroci sofferenze, è morto di varicella.

Come vedete quel virus di cui spesso dite “io l’ho preso e non mi è successo niente” può uccidere.

Il solo, unico modo che abbiamo per fermarlo è vaccinare più persone possibile. Quando non vaccinate vostro figlio contro la varicella (contro la quale abbiamo un vaccino sicuro ed efficace) oltre a metterlo in pericolo consentite al virus di continuare a circolare, e di uccidere un padre di famiglia.
Vaccinare il proprio figlio non è solo un atto d’amore nei suoi confronti; è un atto di responsabilità nei confronti di tutta la società ed in particolare dei più deboli, come questo povero fioraio.

Sono sicuro che se vi accorgeste che accanto a casa vostra è venuto ad abitare un assassino sareste terrorizzati e chiamereste subito la polizia per farlo arrestare.

Bene, un virus assassino c’è ed è libero di girare.

Per fermarlo vaccinate i vostri figli e se non avete avuto voi stessi la varicella (basta un semplice esame del sangue per saperlo) vaccinatevi pure voi.
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Effectiveness of 2 doses of varicella vaccine in children. J Infect Dis. 2011 Feb;203(3):312-5.
Ten year follow-up of healthy children who received one or two injections of varicella vaccine. Pediatr Infect Dis J. 2004;23:132–7.

Una lettura che consiglio è l’articolo della cara Ulrike Schmidleithner dal titolo “Vaccinarsi contro la Varicella“.

#VaccinarSI #IoVaccino #VacciniAmoLaCultura

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.