ALLARMISMO Non usare il paracetamolo (Tachipirina), ecco quali sono i danni e come sostituirlo

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Riscontra successo l’articolo del 31 maggio 2016 pubblicato dal sito Dionidream dal titolo “Non usare il paracetamolo (Tachipirina), ecco quali sono i danni e come sostituirlo“, oltre 13 mila condivisioni Facebook.

L’articolo, oltre ad essere una vera e propria vetrina pubblicitaria per i libri acquistabili tramite una nota libreria online, si conclude con i classici banner pubblicitari per l’acquisti di libri sul tema e i consigli omeopatici (“acqua“) per “curarsi” in caso di febbre:

Per chi non vuole usare neanche la novalgina (farmaco chimico), esistono alternative molto efficaci omeopatiche e naturali facilmente reperibili in farmaci:

  • Belladonna: L’omeopatia per la febbre consiglia di assumere Belladonna 5 CH  3 granuli ogni 2 ore
  • DR. RECKEWEG R1 Gocce: L’omeopata consiglia per la febbre (in caso di infiammazioni locali acute e croniche di natura infiammatoria, batterica o virale) all’inizio 10-15 gocce in poca acqua ogni mezz’ora per ½ – 1 giorno. Dopo il miglioramento, prendere stessa dose ogni 1-2 ore.

Tornando alla Tachipirina, il problema è l’abuso del medicinale che, come tutti quelli in commercio, ha delle controindicazioni. L’altro problema, non da poco, è che molti non leggono nemmeno il famoso “bugiardino” (qui un esempio) dove vengono indicate le dosi che possono essere somministrate a seconda dell’età e del peso di ogni individuo (come riporta l’Agenzia Italiana del Farmaco nel proprio sito istituzionale: link).

È dimostrato che l’abuso del paracetamolo può avere effetti tossici nell’organismo. Singole dosi che superano i 10 grammi possono causare tossicità, per questo viene indicata una dose massima giornaliera consentita per gli adulti pari a 3 grammi (negli Stati Uniti sono 4 grammi):

"Negli adulti, la posologia massima per via orale è di 3000 mg di paracetamolo al giorno"
“Negli adulti, la posologia massima per via orale è di 3000 mg di paracetamolo al giorno”

Ecco cosa riporta la sezione “Sovradosaggio“:

sovradosaggio

Sovradosaggio

In caso di assunzione accidentale di dosi molto elevate di paracetamolo, l’intossicazione acuta si manifesta con anoressia, nausea e vomito seguiti da profondo decadimento delle condizioni generali; tali sintomi compaiono in genere entro le prime 24 ore. In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare citolisi epatica che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte. Simultaneamente vengono osservati un incremento dei livelli di transaminasi epatiche, lattico-deidrogenasi, e bilirubinemia, ed una riduzione dei livelli di protrombina, che possono manifestarsi nelle 12-48 ore successive all’ingestione. I provvedimenti da adottare consistono nello svuotamento gastrico precoce e nel ricovero ospedaliero per le cure del caso, mediante somministrazione, il più precocemente possibile, di N-acetilcisteina come antidoto: la posologia è di 150 mg/kg e.v. in soluzione glucosata in 15 minuti, poi 50 mg/kg nelle 4 ore successive e 100 mg/kg nelle 16 ore successive, per un totale di 300 mg/kg in 20 ore.

Insomma, vediamo di non prendere i medicinali, che vanno somministrati sotto consiglio medico, come caramelle e leggere sempre il benedetto “bugiardino”. Il resto è solo allarmismo e invito a comprare acqua.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.