TRUFFA e VIRUS False e-mail phishing della Procura della Repubblica: “Domani la arrestiamo per riciclaggio”

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Siete in attesa del fantomatico arresto per concorso in riciclaggio di denaro? Se siete scappati all’estero nel frattempo immagino che avevate qualcosa da nascondere, ma per tutti gli altri informiamo che si tratta di una truffa.

Un esempio di email truffa
Un esempio di email truffa

L’email truffa riporta quanto segue:

La presente per comunicarle che il suo patrimonio immobiliare, così come il suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l’accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa, l’arresto entra in vigore dal 27/05/2016

A diffondere l’allarme è stata l’Aduc ieri attraverso un articolo nel proprio sito web:

Il tentativo di carpire dati personali e di installare virus sul computer avviene con una mail nel cui oggetto sono presenti nome e cognome dell’utente: “MARIO ROSSI sei sotto inchiesta”. Il mittente è la “Procura della Repubblica” ma l’indirizzo dal quale proviene la mail – chiaramente – non è istituzionale. Nel corpo della mail, apparentemente costruita come un vero atto della Procura della Repubblica, è riportato il simbolo della Repubblica italiana e la dicitura “Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario”.

Tra le segnalazioni pervenute in pagina troviamo quella del post Facebook dell’avvocato Federico Baglini che riporto di seguito per le utili informazioni riportate:

Come tutelarsi? Come capire che si tratta di un tentativo di truffa?
– innanzitutto la Procura non manda delle semplici email per notificare degli atti giudiziari penali;
l’indirizzo di posta elettronica del mittente non c’entra niente con la Procura (XXX@bunkerskatepark.com.au: il dominio dell’indirizzo email fa riferimento a un parco per skateboard di Braeside, in Australia!);
non è precisata quale sia la Procura mittente;
– bisogna esaminare sempre un link ricevuto per email prima di cliccarlo: fermandosi sopra con il puntatore del mouse, apparirà il link a cui si riferisce;
– in ogni caso, non aprire link di cui non si ha sicurezza;
– esaminare comunque il testo della email: spesso le email di phishing sono scritte in modo molto sgrammaticato o preparate con un traduttore automatico (in questo caso però l’email è scritta in italiano abbastanza credibile, quindi più insidiosa);
– nel dubbio contattate un avvocato o un esperto informatico per avere maggiori informazioni e aiuto.

Se avete dubbi o avete bisogno di aiuto, contattatemi: www.avvocatobaglini.it

Avevamo parlato pochi giorni fa di un episodio simile riguardante uno studio legale, a quanto pare le questioni giudiziarie fanno molta presa.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.