Quando il cinema attinge dalle teorie catastrofiste che girano in rete e leggende metropolitane

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Parlando di catastrofi e di 2012, un nome spicca fra tutti: Roland Emmerich. Un autore e regista ormai molto noto, anche se meno appariscente di altri grandi registi dato che ama molto la privacy, ma basta citare alcuni dei suoi film ed è difficile trovare persone che non li conoscono.

Roland Emmerich
Roland Emmerich

Godzilla, Indipendence Day, The Day After Tomorrow, ma soprattutto il film che lo ha portato alla fama, Stargate, che è diventato un fenomeno televisivo molto importante, con ben tre serie tv molto seguite e due film “direct to video”.

Come autore Emmerich è un’autorità nel genere film catastrofico, che attinge molto dalle teorie catastrofiste che girano in rete e che prima erano leggende metropolitane. Stargate ci narra la teoria che la nostra civiltà si sia evoluta da quella aliena, mentre in Indipendence Day sfrutta la teoria che potremmo essere invasi e annientati da un’altra civiltà aliena. In Godzilla è colpa dell’uomo e delle mutazioni genetiche post esplosioni atomiche, e in The Day After Tomorrow è sottintesa la stupidità umana nel sottovalutare il global warming, questa una realtà oggettiva che però viene mischiata con il catastrofismo hollywoodiano tanto da far pensare che non sia un vero problema.

L'iconica locandina del film
L’iconica locandina del film

Quindi Roland Emmerich è un bufalaro? Diciamo che quando si parla di Roland Emmerich non si può non parlare del suo 2012, il film che ha fatto eccitare la rete dal 2009 ed ha tenuto alcuni complottisti in erezione per ben 4 anni.

Soprattutto ha guadagnato e fatto guadagnare un mucchio di soldi ai soliti guru che han scritto ogni vac.. ogni cosa che passasse loro per la mente sull’argomento 2012. Penn & Teller, famoso duo di intrattenitori della magia, ma anche validi sbufalatori statunitensi, dedicarono un’intera puntata del loro programma Bullshit (vi serve la traduzione?) e parlarono di un personaggio molto fantasioso che spiegava come avesse bisogno di un miliardo di dollari per organizzare un gruppo di persone che si sarebbero salvate, lui per primo ovviamente. Il personaggio è Patrick Geryl, un belga che ha passato buona parte della sua vita a scrivere riguardo alla fine del mondo che, secondo lui, sarebbe arrivata il 21 dicembre 2012. Ha scritto anche un libro (chi non l’ha scritto oggi giorno?) sull’argomento, How To Survive 2012, ed è presente anche come consulente nel documentario insieme ad altri due personaggi, Lawrence Joseph e Daniel Pinchbeck, che hanno avuto un certo successo monetario con i loro libri.

La storia del film 2012 è molto cambiata dalla prima idea di Emmerich: come lui stesso ammette, dopo aver pensato a un film sull’arca di Noè, quindi più a sfondo religioso, si era accorto che sarebbe stato un film poco plateale per la più parte del film. Come ci spiega nel documentario, decise allora di unire un’altra teoria risalente al 1950 sul dislocamento della crosta terrestre, un soggetto che poi è stato ripreso anche nel film The Core. E’ rimasto poi molto affascinato dall’enormità di seguito che le tante teorie della fine del mondo basata sul calendario Maya, tanto da capire che avrebbe avuto sicuramente un’enorme mole di pubblico se l’avesse aggiunta al totale, come in effetti è stato.

2012 per tutti i gusti
2012 per tutti i gusti

Emmerich come autore resta sempre fedele alle sue idee, ed infatti lo vedremo a settembre al cinema con il sequel di Indipendence Day, che diventerà presto una trilogia.

Nicola Screpanti

Nicola Screpanti

Padovano di adozione, apolide in mobilità, giocatore di ruolo precario, rompiballe di successo, digerisce il web 2.0 a malapena e solo per filtrarlo da ogni fuffaggine. E' facile trovarlo mentre tedia il prossimo con la sua passione per il cinema.