Network Marketing e vendita piramidale: non fidatevi di questi sistemi

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Giorni fa una nostra segnalatrice ha portato alla nostra attenzione un messaggio pubblicitario (uno dei tanti) che promette guadagni semplicemente utilizzando Whatsapp.

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Un’analisi del sistema ci ha permesso di comprendere che trattasi del classico ‘gioco piramidale’, in voga da tanti anni, il cui unico scopo è quello di far guadagnare soltanto chi inizia la piramide. Si tratta, infatti, di uno ‘stimolo’ inviato ad un grandissimo numero di utenti, che propone di usare il vostro conto PayPal per donare cinque euro per ogni account ad emeriti sconosciuti ed entrare così al primo livello di una piramide di beneficiari.

Ciò che preme porre alla vostra attenzione è la distorta idea di facile guadagno: pensate che per intascare una cifra neanche tanto altisonante, poniamo 10.000 euro, occorre reclutare (a cinque euro a testa) ben duemila affiliati. Duemila account Whatsapp da contattare, convincere ad affiliarsi e, soprattutto, da amministrare.
Insomma…una catena di Sant’Antonio contemporanea agghindata e resa più ‘attraente’ da una moderna applicazione come Whatsapp. Il principio, però, è sempre lo stesso: pochi vincono, tanti perdono. Anche l’utilizzo di PayPal non costituisce una garanzia di alcun genere.

Ma torniamo all’annuncio: l’anchorman che, attraverso un ‘sofisticato’ video di presentazione, esorta gli utenti ad aderire al progetto ed a ‘tuffarsi’ nel mondo del network marketing (semplificato in questo caso) si chiama Arkanyo83, al secolo Diego Riccio.
Prima, però, di conoscere meglio colui il quale disquisisce appassionatamente su proprio canale YouTube con l’intenzione di convincere gli utenti ad affiliarsi, cerchiamo di comprendere adeguatamente il meccanismo del network marketing.

Come comprensibilmente sciorinato dal blog smetteredilavorare.it, esso funziona in questo modo:

“ …si aderisce ad un’azienda che tratta il Network Marketing e solitamente si deve partecipare ad un corso (quasi sempre a pagamento), acquistare un kit di partenza e/o una licenza identificativa. Tipicamente il kit consiste in un certo quantitativo di prodotti che dobbiamo vendere e il corso ci insegna le basi per entrare nel business, cioè le abilità più comuni che un venditore deve avere. Il tutto quindi inizia con una spesa che dobbiamo sostenere in prima persona e, se abbiamo letto qualche articolo di questo blog, sappiamo bene che pagare per lavorare è la cosa più sbagliata che possiamo fare. Moltissime truffe si basano sul concetto di spillare soldi alle persone solo per permettere a queste di aderire al sistema. Dopo aver pagato e acquistato un certo quantitativo di prodotti, che dobbiamo a nostra volta rivendere, siamo ufficialmente dei venditori indipendenti, con un bel numeretto di serie che ci identifica univocamente nella piramide. A questo punto dobbiamo trovare persone cui rifilare gli oggetti che abbiamo acquistato. Su ogni prodotto che vendiamo prendiamo una provvigione, lasciando una percentuale al venditore che ci ha convinti ad entrare nel meccanismo (spesso un amico o un parente). A nostra volta, se convinciamo qualcuno ad aderire al sistema, guadagneremo una percentuale sulle sue vendite. Chiamatelo come volete, ma questo è uno schema piramidale a tutti gli effetti…”.

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La domanda, a questo punto, sorge spontanea: è legale?

La Legge 17 agosto 2005 n.173 che disciplina la vendita diretta a domicilio e che tutela il consumatore dalle forme di vendita piramidale, all’articolo 5, stabilisce che “sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura”.

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Anche il Commissariato di Polizia Online, da noi interpellato a tale proposito segnalando il video sopra riportato, ci mette in guardia da codesto sistema che, al contrario di ciò che propina, non fa guadagnare tutti ma solo pochissimi ed è, inoltre, molto difficile da praticare nella legalità.

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Le confermiamo che in Rete circolano diverse “offerte di lavoro” con promesse di facili guadagni.
Premesso che le stesse devono essere valutate con attenzione, con particolare riguardo ai termini contrattuali e con l’ausilio di un esperto;

In linea generale per valutare la serietà dell’offerta occorre tenere presente alcuni elementi tra cui: le modalità di trasmissione dell’offerta (spamming) non preceduta da alcuna specifica richiesta (qualora si riceva tale sedicente offerta a mezzo posta elettronica), richieste di denaro ( pagando sussiste la forte probabilità di essere truffati), richieste di apertura conti correnti per trasferimenti di denaro ( probabile ipotesi di riciclaggio), semplice reclutamento di altri soggetti a cui rivolgere la stessa offerta ( modalità c.d. “piramidale” ), richieste particolari di copie di documenti personali, offerte “particolarmente vantaggiose” provenienti dall’estero;
In presenza di uno di questi elementi è sicuramente consigliabile diffidare e non fornire dati personali.
La ringraziamo per la sua segnalazione.
Rimaniamo a disposizione.
Cordiali saluti

 

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri 43 anni, di Lanciano (Ch), esperto in Meteorologia, Clima, Scienze Naturali. Negli ultimi anni ho detto NO alla bufala delle cosiddette Scie Chimiche. Socio Cicap. Socio Associazione Bernacca. Mi sorprende non poco l’insolenza con la quale si sfida la Scienza, quella vera. La Scienza ha delle regole precise. Cinque per cinque fa venticinque e se i 'complottari' sostengono che il risultato invece è 30 devono dimostrarlo.