L’epilessia è stata causata dal vaccino? Facciamo chiarezza

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Nella nostra pagina Facebook c’è stata una discussione abbastanza accesa tra alcuni utenti che, sul tema dei vaccini, si sono scatenati a contraddire gli uni e gli altri. Riporto quanto scritto nella giornata di ieri dal nostro amico Burioni che, come al solito e come persona titolata a parlare di questo tema, fa chiarezza sull’argomento.

“Ci vuole il metodo scientifico”

Ogni giorno nella rete incontro genitori che sono assolutamente certi che il loro figlio sia stato rovinato dal vaccino, e ricevo insulti perché tento di fare notare che non necessariamente qualcosa che accade DOPO la vaccinazione è accaduto A CAUSA della vaccinazione. Per cui devo riprendere in mano la questione e tentare di rispiegare come stanno le cose.

Un bambino, apparentemente sano, si vaccina. Il giorno dopo ha una crisi convulsiva, e a successivi controlli si dimostra che il bimbo è epilettico. I genitori, comprensibilmente, pensano che sia stato il vaccino a farlo diventare epilettico. Prima era normale, adesso sta male: la questione è chiara. 

La scienza medica, invece, parte da questa osservazione per farsi la vera domanda: l’epilessia è stata causata dal vaccino o si tratta di una semplice coincidenza, che si sarebbe potuta verificare anche con l’onomastico ed il compleanno? Come si fa a capirlo? Per rispondere a questa domanda non basta il buon senso della mamma, ci vuole il metodo scientifico.

Prima di tutto si va ad osservare l’incidenza della epilessia tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati: se il vaccino è una causa, si troveranno più epilettici tra i vaccinati. La percentuale è identica quindi il vaccino non è la causa.

Poi, perché non si sa mai, va a controllare se tra gli epilettici c’è un numero maggiore di vaccinati rispetto ai non epilettici: se la vaccinazione è causa, troveremo più vaccinati tra gli epilettici. La percentuale è identica, anche questo dimostra che il vaccino non è la causa.

Già qui ci si potrebbe fermare, ma i medici che sono molto testardi e diffidenti continuano. Cominciano a seguire i bimbi che hanno avuto il primo episodio convulsivo dopo il vaccino e quelli che l’hanno avuto in altra data per vedere se la malattia insorta dopo il vaccino decorre in maniera più grave: evoluzione identica. Controllano se le vaccinazioni aggravano la preesistente epilessia: anche in questo caso il vaccino non fa nulla.

Già basterebbe, ma il realtà la medicina va avanti, perché come diceva Goethe il sapere è come una sfera che aumentando aumenta il suo contatto con l’infinito.

Infatti, mentre qualche tempo fa non si aveva la minima idea di cosa causasse l’epilessia nei bambini, studi molto sofisticati che si avvalgono delle nuove mirabolanti tecniche di sequenziamento del DNA hanno dimostrato che l’epilessia nei bambini non viene a caso (o per volontà degli dei come si credeva un tempo), ma è causata da specifiche alterazioni genetiche.

Ecco che a degli olandesi – che si occupano da sempre di epilessia nei bambini e quindi ne fanno una questione di vita o di morte- viene l’idea: vanno – pensate – a ripescare i nomi di tutti i bambini che hanno avuto delle crisi convulsive proprio dopo il vaccino (990 negli anni dal 1997 al 2006 su alcuni milioni di vaccinati). La grandisima parte di queste crisi passa spontaneamente e senza conseguenze e si risolve solo con una gran paura (come accade per le convulsioni febbrili nei bambini) ma in 26 casi questa crisi convulsiva è stata l’inizio di una sindrome epilettica. Gli inarrestabili olandesi sono andati a ricercare ad uno ad uno quei 26 bambini (alcuni già ragazzi) ai quali era poi stata diagnosticata una sindrome epilettica e una volta trovati 23 di questi 26, sono andati a controllare se nel loro genoma erano presenti quelle alterazioni che ora si sa essere la causa dell’epilessia nei bimbi.

Indovinate un poco? Quasi tutti i bambini che hanno sviluppato l’epilessia avevano proprio questi difetti, e il vaccino non ha avuto altro ruolo che quello di svelare una malattia preesistente, e non di causarla, perché naturalmente queste alterazioni erano presenti dalla nascita, e non possono essere state indotte dalla vaccinazione (spieghiamolo perché non si sa mai).

Insomma, è come se una persona stonata si mette a cantare: fino a quando non canta non sappiamo che sia stonata, ma a nessuno verrebbe in mente di dire che la canzone che ha cantato l’ha fatto diventare stonato!

Con il vaccino accade la stessa identica cosa: un bambino ha dei difetti genetici o congeniti che causano l’epilessia, e il vaccino semplicemente la svela. Ma non ne costituisce la causa. Immaginate una crepa nel muro, il vaccino è la luce che ve la mostra. Ma, vaccino o no, di lì a poco ve ne sareste accorti.

Per chiarezza aggiungo, come scritto sopra, che il vaccino non ha alcun ruolo nel suscitare o nell’aggravare la malattia, che si sarebbe comunque presentata. Non fare il vaccino non cambierebbe nulla.

Tutto questo non è scontato, come vedete. Ci vuole rigore e non basta il buon senso di una mamma – che vede l’epilessia cominciare dopo il vaccino e trae ovvie conclusioni (più preoccupante se queste conclusioni le trae un giudice) – e neanche “l’esperienza personale” che i medici antivaccinisti in continuazione tirano fuori.

Ci vogliono anni di lavoro, esperimenti complicatissimi, studi in doppio cieco. Però alla fine di tutto invece di vaghe ed inutili falsità come “nella mia esperienza l’epilessia è causata dalla vaccinazione” c’è una spiegazione, una verità scientifica, che illustra come i vaccini non causino in alcun modo l’epilessia. Insomma, passiamo dalle opinioni ai fatti.

Una mamma terrorizzata con un figlio malato non può fare questi ragionamenti. E nel dolore che noi possiamo solo immaginare può credere qualunque cosa, e pure scrivere un libro per trovare sollievo. Qualunque cosa dica o faccia, personalmente non potrò che provare per lei affetto, comprensione e niente potrò sperare se non che il figlio guarisca con le cure.

Un giornalista che sa fare il suo dovere, subito dopo avere riportato il terribile grido di dolore dei genitori, dovrebbe avere la correttezza professionale di informarsi, sentire qualcuno che se ne intende e scrivere quello che sto scrivendo io, per evitare che altri genitori, ingannati dalla notizia riportata in maniera a mio giudizio non corretta, facciano la sbagliatissima scelta di non vaccinare i figli per la paura di un pericolo che in realtà è assolutamente inesistente.

Esempio di "giornalismo"
Esempio di “giornalismo”

Un giornalista dovrebbe capire che il parere del capo dei vigili del fuoco sulla prevenzione degli incendi non vale tanto quanto quello di un piromane incallito; dovrebbe sapere che un conto è farsi spiegare i viaggi su Marte dal direttore della Nasa, un conto è chiederlo ad una fattucchiera che fa gli oroscopi. Che non sempre esistono “due campane da sentire”, ma ne esiste solo una in quanto dovrebbe essere facile distinguere i rintocchi da i ragli dei somari.

Non possiamo chiederlo ad un genitore disperato, ma da tutti gli altri dobbiamo pretendere che davanti a questi fatti i si fermi l’emozione e prevalga la ragione. Perché il sonno della ragione genera i mostri, come ha detto Goya. E questi mostri uccidono persone, come vi racconto spesso io in queste pagine.

Fonti:
Curr Opin Neurol. 2007 Apr;20(2):181-7.Vaccination, seizures and ‘vaccine damage’.
Neurology. 2015 Aug 18;85(7):596-603. Effect of vaccinations on seizure risk and disease course in Dravet syndrome.
Vaccine. 2014 Nov 12;32(48):6408-14. Inpatient admission for febrile seizure and subsequent outcomes do not differ in children with vaccine-associated versus non-vaccine associated febrile seizures.
Pediatrics. 2014 Oct;134(4):658-66. Etiologies for seizures around the time of vaccination.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Lore

    Grazie, è veramente interessante.