La strage dell’oasi di Spinea: sono state le volpi. La LAV accusa il gestore del rifugio

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In questi giorni attraverso o canali social sono state diffuse diversi post riguardo alla cosiddetta “strage dell’oasi di Spinea” sostenendo la tesi che “ignoti” avrebbero ucciso diversi animali (cavie e conigli) all’interno del complesso gestito dall’associazione SOS Natura Veneto ONLUS.

Un post in particolare pubblicato il 23 maggio 2016 nella pagina Facebook di Rinaldo Sidoli, Responsabile nazionale Verdi e attivista LAV, ha superato le 45 mila condivisioni:

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Quello che è accaduto nell’oasi di SOS Natura Veneto ONLUS, ci dovrebbe far rabbrividire e indignare tutti. Sono stati uccisi brutalmente un centinaio tra porcellini d’india, anatroccoli, galline e coniglietti nani. Erano tutti trovatelli, abbandonati o feriti, che avevano trovato finalmente una casa e l’amore dei volontari del rifugio degli animali. Dei criminali, sabato notte, si sono introdotti nei recinti della onlus, prendendo a bastonate gli animali e schiacciandoli con i piedi. Alcune galline e anatre sono state trovate decapitate. Stanotte l’orrore si è ripetuto. I conigli rimanenti sono stati massacrati a bastonate sul naso, probabilmente, dagli stessi assassini. Enrico Piva ha tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza. Non ha nessuna colpa, solo il desiderio di diffondere il messaggio antispecista: “la sofferenza è uguale per tutti”. Non possiamo definirci umani se rimaniamo impassibili di fronte a tali barbarie. Lo Stato dimostri che c’è a Spinea. Questi esseri vili e balordi devono rispondere per i reati perpetrati. Chi sa parli.

Queste sono state le supposizioni portate avanti dallo stesso Enrico Piva, gestore dell’oasi e Presidente della SOS Natura Veneto ONLUS, fin dal primo video pubblicato sul suo profilo Facebook il 22 maggio 2016:

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È l’opera di un umano, umano prima o dopo ti trovo e prima o dopo ti faccio fare la stessa fine, non mi interessa un ca**o se mi mettono in carcere, devi pagare per questo quanto è vero il Dio dovrai pagare per questo.

A contraddire tutte le supposizioni di Enrico, e quelle riportate dal politico dei Verdi, è il referto ufficiale dell’Istituto Zooprofilattico di Legnaro il quale ha ritenuto che la colpa della strage è da attribuire alle volpi:

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha fatto pervenire mercoledì mattina le analisi sugli animali ritrovati presso il centro “Oasi Sos Natura” . E’ stato effettuato esame autoptico e anatomopatologico sulle carcasse degli animali. Gli esperti hanno certificato che le ferite riportate ‘sono compatibili con predazione da parte di animale, presumibilmente cane (e la volpe fa parte della famiglia dei canidi, ndr). Non reperite lesioni traumatiche attribuibili ad altra causa’. In questi giorni si è osservata un’ attenzione mediatica fortissima su questo fatto con prese di posizione emotive che hanno trovato grande eco in tutti gli strumenti di comunicazione. L’analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie fa luce quindi sulle cause scientifiche della morte degli animali”.

Non solo, anche la LAV di Venezia è intervenuta sostenendo il referto dell’Istituto Zooprofilattico e accusando (anche via Facebook) il gestore dell’oasi:

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“Le analisi eseguite dall’Istituto Zooprofilattico di Legnaro sui cadaveri degli animali trovati morti all’interno del rifugio di Spinea non lasciano spazio ad interpretazioni: si è trattato di un atto di predazione. Quindi nessuna vendetta personale, nessun regolamento di conti, nessun atto intimidatorio come all’inizio aveva ipotizzato il gestore del rifugio. Molto più semplicemente l’inadeguatezza della struttura ha dimostrato che quel rifugio non doveva esistere. Tutte le strutture che accolgono animali domestici e selvatici, sono costruite con adeguate recinzioni, necessarie per tenere all’esterno eventuali predatori. Gli uccelli sono detenuti in voliere di acciaio, mentre i piccoli animali alla sera o in assenza di personale, vengono ricoverati all’interno di strutture in muratura o in gabbie adeguate. Tutto ciò non avveniva a Spinea e il triste epilogo, che ha comportato la morte di decine di animali, lo testimonia senza ombra di dubbio. “Se in effetti si tratta di un atto di predazione – dichiara la Lav di Venezia – il vero colpevole è il gestore del rifugio non l’animale che ha ucciso”. In effetti i predatori non fanno nulla di più di ciò che la natura ha deciso per loro: la responsabilità è da ascrivere interamente alle persone che non hanno custodito adeguatamente gli animali. Le autorizzazioni ci sono e sono tutte regolari? Qual è la destinazione d’uso del terreno su cui sorge il rifugio? Il rifugio ha in dotazione un registro dal quale sia desumibile le specie e il numero di animali transitati? Esiste un veterinario responsabile della salute degli animali ospitati? Il gestore potrebbe essere responsabile di “omessa custodia” degli animali ospiti? Indipendentemente da quali responsabilità saranno individuate, nessuno pensi di sfruttare quanto accaduto per prendersela con le volpi o altri predatori – conclude la LAV – qualsiasi animale sia stato non può essere ritenuto responsabile di nulla, se non di aver fatto ciò che la natura gli impone”.

Insomma, un’oasi mal gestita secondo la LAV. Interessante la tesi pubblicata da NextQuotidiano, il quale sostiene che l’associazione di Enrico Piva non sia affatto una Onlus:

Il protagonista indiscusso di questa vicenda è infatti Enrico Piva, autista di autobus animalista di Spinea e Presidente della SOS Natura Veneto ONLUS. Associazione che non risulta negli elenchi delle ONLUS.

Cercando nel sito Regione.veneto.it e scaricando il PDF “Registro regionale delle associazioni di promozione sociale iscritte” (qui il file attuale, aggiornato al 31-03-2016) non ho trovato alcun riscontro a riguardo. Le domande della LAV di Venezia e la supposizione di NextQuotidiano potrebbero riservare non pochi problemi.

Enrico Piva non l’ha presa molto bene, così come i simpatizzanti dell’associazione nella pagina Facebook “Enrico Piva – SOS Natura”, una nuova pagina creata in seguito alla cancellazione di quella precedente nella quale NextQuotidiano aveva fatto le pulci in merito al codice fiscale:

Anna: "A CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO??? TIENI DURO ENRICO,NOI SIAMO CON TE!!"
Anna: “A CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO??? TIENI DURO ENRICO,NOI SIAMO CON TE!!”

Staremo a vedere gli sviluppi in merito all’associazione, ma di fatto le analisi condotte riferiscono che non si è trattato di un intervento vandalico da parte dell’uomo.

AGGIORNAMENTO 26 maggio 2016 ore 8:45

Già il 24 maggio 2016 Massimo Zaratin di Federfauna sosteneva la tesi delle volpi e spiegava la situazione già presente nel territorio:

 

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Emy Canale

    Per favore, correggete: “un oasi mal gestito” => un’oasi mal gestita. Grazie.

    • Mary

      Grazie Emy.
      Mary

  • Francesco Zeno Selva

    lollone