La storia degli “immigrati” che distrussero la statua della Madonna a Perugia

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Il 14 maggio 2016 la pagina Facebook “Mille risate & Profumi equivalenti” pubblica un’immagine con la seguente descrizione:

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MALEDETTI BASTARDI FUORI DALL’ITALIA!!!!!
Perugia: immigrati spaccano statua della Madonna, la prendono a calci e ci orinano sopra!!!!!! condividi se vuoi mandare queste merde via!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La foto

La statua della Madonna distrutta non riguarda affatto Perugia e non riguarda affatto gli immigrati. Questa foto risale al 2011 e la stessa venne distrutta dai delinquenti conosciuti con il nome di “Black bloc”.

Repubblica: "Un gruppo di ragazzi incappucciati con felpa nera, caschi neri e bastoni, ha preso di mira e frantumato una statua della Vergine, in via Labicana. Sul selciato è rimasto il volto deturpato del gesso ridotto in mille pezzi"
Repubblica: “Un gruppo di ragazzi incappucciati con felpa nera, caschi neri e bastoni, ha preso di mira e frantumato una statua della Vergine, in via Labicana. Sul selciato è rimasto il volto deturpato del gesso ridotto in mille pezzi”

La stessa foto venne usata da Imolaoggi nel 2015.

La storia di Perugia

Seppur pubblicata nel 2016, la notizia riguarda un fatto raccontato dalle testate giornalistiche locali nel mese di gennaio 2015. Il primo a parlarne fu La Nazione Umbria il 9 gennaio 2015 (come citato da Umbriajournal.com) e successivamente da PerugiaToday con l’articolo “Perugia, spaccano una statua della Madonna a calci e ci orinano sopra: caccia alla banda” sempre del 9 gennaio 2015. Nel racconto de La Nazione Umbria c’è il racconto del sacerdote del posto, don Scarda:

Il sacerdote afferma che è stato un uomo a notare la presenza di cinque ragazzi stranieri «che secondo il suo racconto avevano la pelle olivastra.

Così PerugiaToday:

Il fatto, stando alle parole di don Scarda, parroco di San Barnaba, riportare dal quotidiano, si sarebbe verificato nel giorno di San Silvestro. La banda, composta da cinque stranieri, secondo la ricostruzione, prima ha tirato giù la statuetta, poi l’ha spezzata in due. A quel punto, continua il racconto di don Alessandro, hanno iniziato a prendere i due frammenti a calci, come fossero un pallone. E hanno concluso orinandoci sopra.

Il Corriere dell’Umbria (articolo del 9 gennaio 2015 dal titolo “Profanata da banda di vandali statua della Madonna. Veglia di preghiera“) non riporta alcun riferimento all’origine e alla religione dei vandali, mentre il testimone sarebbe la stessa vittima dell’accaduto.

La Madonnina di via Tilli, nei pressi di via Cortonese, nel giorno dell’ultimo dell’anno è stata oggetto di un atto vandalico molto grave, finendo spaccata da un gruppo di vandali. Testimone e vittima del fatto un signore che stava pregando con la foto di una persona cara nelle mani. E’ stato allora che un gruppo – forse composto da 5 uomini – si è avvicinato e lo ha insultato. La banda avrebbe prima preso la foto che aveva l’uomo, poi si sarebbe accanita sulla statuetta della Madonna, spaccandola in due.

C’è anche un articolo pubblicato dal sito Umbria24.it il 10 gennaio 2015:

Secondo alcuni testimoni un uomo stava pregando con la foto di una cara defunta in mano. Alcuni uomini, forse 5 – secondo la testimonianza – l’avrebbero prima insultato e poi gli avrebbero sottratto la fotografia. Dopo si sarebbero scagliati contro la Madonnina. Prima buttandola a terra e spezzandola in due parti poi, probabilmente, urinando sopra la statuetta. Da quanto raccontato da chi avrebbe assistito alla scena si tratterebbe di 5 stranieri di carnagione olivastra. Elementi che vengono confermati anche da fonti vicine alla chiesa perugina che hanno raccolto altre testimonianze.

Ci troviamo davanti ad un problema, ossia che i colpevoli dell’atto profano non sono stati ancora identificati e si fa riferimento solo alla loro pelle olivastra, il che non è affatto una prova certa di identità geografica. Vandali che potrebbero essere gli stessi autori di successivi atti di vandalismo anche nei confronti di altri due simboli cittadini, come riporta La Nazione Umbria il 20 novembre 2015 nell’articolo dal titolo “Ora i vandali rubano pure la «Statua del mietitore»“:

Perugia, 20 novembre 2015 – LA STATUA del «Mietitore», che si trovava all’ingresso del parco di Collestrada, non c’è più. Qualcuno l’ha rubata. Dopo la Madonnina presa a calci a Madonna Alta e l’effige del Bersagliere sparita nella zona di Porta Sant’Angelo, ecco un altro blitz vandalico che colpisce le comunità cittadine.

[…]

«NEGLI ULTIMI tempi – segnala Toppetti – si sono verificati atti vandalici di ogni genere verso le strutture del circolo e del parco, oltre che ripetuti furti. Siamo bersagliati dai teppisti e questo posto è diventato lo specchio del degrado, nonostante i nostri tentativi di curare la zona nel miglior modo possibile».

Questa storia venne rielaborata all’epoca, e sfruttando l’allora recente attentato a Charlie Hebdo, dal sito di Tognoli sostenendo che i responsabili dell’atto vandalico fossero degli islamici nordafricani. Ecco quanto riportato nell’articolo di Voxnews dell’undici gennaio 2015 intitolato “Islamici distruggono statua della Madonna“:

Secondo quanto riportato da Umbria24 e PerugiaToday, la devozione popolare non è bastata a fermare la mano sacrilega di un gruppo di giovani nordafricani, come dichiarato da numerosi testimoni.

Problema: PerugiaToday e Umbria24 non riportarono alcun riferimento geografico specifico in merito all’origine del gruppo di delinquenti e nessun riferimento sulla loro religione, ma a Tognoli serve immaginare che siano islamici.

Finché non saranno identificati i vandali non potremmo mai e poi mai affermare con estrema certezza che si tratti di stranieri, inoltre associare la loro presunta origine soltanto dal colore della pelle non è propriamente corretto.

Un altro problema: se fossero stati degli islamici avrebbero compiuto una bestemmia contro la loro stessa religione, siccome essa è madre venerata del profeta Gesù. Si, per chi non lo sapesse Gesù Cristo è considerato come il penultimo profeta nella religione islamica, così come la Madonna viene considerata un eletta di Allah:

“E Maria, figlia di °Imran, che conservò la sua verginità; insuflammo in lei il Nostro spirito. Attestò la veridicità delle parole del Suo Signore e dei Suoi libri e fu una delle devote” (Sacro Corano, Sura al-Tahrim, 66:12)

“E quando gli angeli dissero:- In verità, o Maryam, Allah ti ha eletta, ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo-” (Sacro Corano, Sura ali-°Imran, 3:42)

Per dovere di cronaca, e per riportare un po di “storia” e conoscenza sul mondo islamico, è giusto citare gli unici cosiddetti “islamici” che rifiutano ogni figura al di fuori di Allah, tanto da disconoscere persino Maometto: i wahhabiti.

Il Wahhabismo è una corrente ultraradicale che pretende tornare alle “origini dell’islamismo”, privo di santi e profeti incluso Maometto. Essi uccidono in nome della “purezza” della religione anche gli altri musulmani, tanto che storicamente parlando furono proprio i wahhabiti, con il loro “fondatore” Muhammad ibn ʿAbd al-Wahhāb (XVIII secolo), invase i Sacri Recinti di Mecca e Medina massacrando uomini, donne (violentandole) e bambini (alcuni vennero “salvati” dal massacro e venduti come schiavi). Ci vollero sette anni affinché il Sultano Ottomanno ordinò al Governatore dell’Egitto di combatterli e cacciarli dalle città sacreil quale riunì da tutto il mondo islamico un esercito così potente che gli permise di liberare Medina e la Mecca, fino a distruggere la roccaforte wahhabita nel Nejd.

Tornando al caso di Perugia, finché non verranno individuati i reali responsabili degli atti di vandalismo registrati nel corso del 2015 non si potrà puntare con certezza il dito contro gli immigrati. Inoltre, anche nel caso fossero degli immigrati questi dovrebbero essere arrestati e processati per il loro atto senza puntare il dito sugli altri immigrati presenti sul territorio. Fare di tutta l’erba un fascio non ha mai portato a nulla di buono.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.