Guida alla consultazione della letteratura scientifica (parte II)

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Pensando alla letteratura scientifica come ad un Oceano sconosciuto, prima di partire è importante fare qualche considerazione sul motivo del viaggio, sulle provviste necessarie e sul perché preferire una rotta rispetto ad un’altra. Si possono infatti raggiungere punti simili usando tragitti differenti e non sempre la via più breve è anche la più sicura. Ma procediamo con ordine. Il motivo per decidere di navigare la letteratura scientifica può essere nobile, come il voler acquisire conoscenza, o meno nobile, come il voler avere ragione in una discussione. A questo punto è facile cadere nella tentazione di giudicare il primo approccio positivamente e il secondo negativamente, ma occorre ricordare che morale ed etica sono concetti introdotti dall’uomo mentre la scienza è assoluta. Per questo motivo non è realmente importante quale sia la spinta iniziale, purché si rispetti il corretto metodo di procedere, ovvero verifica della quantità, qualità ed autorevolezza delle fonti. Tre condizioni che devono essere soddisfatte contemporaneamente.

Se ad esempio cerchiamo di ampliare la nostra conoscenza della vera pizza napoletana affidandoci ai bugiardini delle pizzerie d’asporto americane in franchising, stiamo utilizzando sicuramente una grande quantità di fonti, probabilmente anche autorevoli (in un’ottica di ampio, AMPIO respiro) ma certamente non di qualità. Se invece per avere ragione in una discussione online sul reale colore di Marte ci spulciamo l’intero database della NASA, la pagina Wikipedia sull’argomento e magari qualche pubblicazione scientifica, potremo certo essere tacciati di strobilìa rettale ma avremo rispettato quantità, qualità e soprattutto autorevolezza delle fonti.

Abbiamo ora il nostro motivo per prendere il largo e la nostra convinzione a voler procedere con il giusto metodo. Convinzione che, come giustamente sosteneva Popper, non sarà mai una totale certezza perché filtrata attraverso la nostra percezione e quindi influenzata dal nostro pregiudizio. Senza entrare in un dibattito più rigoroso sul ruolo e l’importanza di Karl Popper e il suo stretto legame con la Teoria della Relatività di Albert Einstein (che, ricordiamolo, era all’epoca totalmente contraria al senso comune e dimostrata solamente a livello di calcoli numerici), facciamo tesoro di un concetto importante espresso dal filosofo austriaco, ovvero il criterio di falsificabilità. Una teoria è tanto più scientifica quanto meno teme la falsificazione. Se quindi regge alla prova dei fatti.

Tornando al punto iniziale, quali possono essere le provviste necessarie per affrontare un viaggio attraverso l’Oceano della letteratura scientifica? Beh, la risorsa principale è sicuramente il tempo. A seconda della materia e del livello di approfondimento uno scienziato può passare anche settimane a spulciare la letteratura alla ricerca di un singolo, preciso riferimento che possa essere connesso in modo logico al proprio lavoro. Anche se questa guida non è rivolta a chi affronta la letteratura per motivi professionali, è importante tenere in considerazione che una risposta rigorosa e corretta difficilmente ci salterà agli occhi ad una prima, rozza ricerca. Ricerca che è necessario fare su una seconda risorsa fondamentale: un molo, ovvero un punto di partenza della navigazione. Al giorno d’oggi siamo fortunati: internet è un grosso centro portuale direttamente accessibile dalle nostre case. A meno che non ci servano articoli precedenti agli anni 80, ancora piuttosto difficili da reperire, potremmo avere la risposta standocene comodamente seduti in poltrona. A patto di pagare il “giusto” prezzo, si intende. Purtroppo infatti, sebbene l’attività scientifica preveda idealmente la divulgazione libera dei contenuti, questi vengono di fatto barattati con la possibilità di pubblicare. Semplificando molto il concetto, nella maggior parte dei casi quindi gli scienziati rinunciano alla proprietà del proprio articolo purché esso venga referato e pubblicato su una rivista. È quindi generalmente più importante per lo scienziato pubblicare che trarre guadagno dalla pubblicazione e i soldi spesi per “acquistare” una copia di un articolo non raggiungono se non in pochi casi gli autori. Questi pochi casi sono in genere libri venduti a peso d’oro. Vi sono poi sempre più articoli disponibili gratuitamente, ma alle riviste sarà però dedicato più spazio in futuri capitoli della guida.

Abbiamo quindi la determinazione necessaria salpare, siamo disposti a seguire le dure leggi della consultazione scientifica, abbiamo del tempo da dedicarci, una carta di credito ricaricabile eventualmente a portata di mano (nel caso in cui ciò che cerchiamo non sia stato messo a disposizione a titolo gratuito), un quantitativo adeguato di generi di conforto ad alto contenuto calorico e (opzionale) un quantitativo di alcolici tale da competere con una ciurma piratesca. Che fare ora?

È tempo di decidere quale rotta intraprendere. Per prima cosa, è importante scegliere un punto di partenza, qualcosa che sia già alla nostra portata. Non si può pensare di discutere dell’entanglement quantistico senza avere una solida base di fisica quantistica: si rischia solo di prendere un colossale granchio. Può sembrare una banalità ma purtroppo la realtà dei fatti è ben differente: molta gente ha creduto di aver intuito a cosa si riferisca la relatività generale senza aver compreso le basi della fisica classica, portando così alla (s)comparsa di una foresta (sacrificata) di libri di pseudoscienza che strizzano l’occhio allusivamente alla scienza parlando in realtà di una forma blanda e spesso naìve di filosofia.

Da dove possiamo partire quindi per ottenere informazioni che vadano oltre ciò che già ci è noto? Beh, il modo giusto per iniziare un percorso del genere è proprio partire dai porti che già conosciamo, quelli con cui abbiamo dimestichezza e familiarità, fonti che abbiamo ormai assimilato e che consideriamo solide ed affidabili. Da li poi potremo spostarci ed approfondire sempre di più i concetti, stando attenti a non cercare di andare troppo lontano da quello che già abbiamo affrontato: il rischio è quello di non comprendere se non addirittura di fraintendere i contenuti. Come nella miglior tradizione videoludica, è necessario salire di livello per affrontare avversari più forti, collezionando mano a mano i vari strumenti di cui possiamo aver bisogno.

Ogni volta che raggiungiamo un nuovo contenuto della letteratura scientifica dobbiamo poi concederci il tempo necessario per digerirlo ed assimilarlo. Non è sufficiente aver trovato la frase che cercavamo per essere certi che il riferimento che stiamo utilizzando sia corretto: dobbiamo capire la logica del lavoro e il suo campo di affidabilità. Sempre a patto che l’articolo rispetti le regole sulla qualità e autorità di cui abbiamo già parlato. Come leggere un articolo scientifico sarà comunque un’altro dei temi affrontati prossimamente dalla guida.

Considerando che l’approfondimento della letteratura è un percorso potenzialmente infinito, come capiamo di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo preposti all’inizio del viaggio? Beh, sostanzialmente ponendoci ad ogni passo due interrogativi:

  • Ho compreso i contenuti della fonte?
  • La fonte ha risposto alle mie domande?

Per semplificare, immaginiamo di voler verniciare il cancello di casa, diciamo fatto in acciaio. Possiamo entrare in ferramenta, chiedere un consiglio tecnico ed uscire con la nostra vernice (o più propriamente la nostra serie di prodotti), un approccio che fa affidamento sull’autorità (data dall’esperienza in questo caso) del commesso. Possiamo anche leggere semplicemente le etichette o comprare una vernice totalmente alla cieca. Andando da “alla cieca” a “la saggezza antica del commesso” seguiamo di fatto un livello di approfondimento crescente. Se però ci sorgono più dubbi, possiamo decidere di approfondire ulteriormente l’argomento. Un primo livello è chiedere ancora al commesso, ma probabilmente alla quattordicesima domanda sulla differenza tra legante, solvente, plastificante e pigmenti ci ritroveremo il pennello in bocca e il barattolo per… Cappello. Potremo quindi affidarci alle riviste di settore, scoprendo così probabilmente che oltre alla soluzione proposta esistono molte altre possibilità, variando parametri e composizione o cambiando gli strumenti, magari comprando uno spruzzatore invece del pennello. Volendo approfondire ancora la questione, potremmo trovare informazioni destinate a chi produce le vernici, ai vari componenti e alla loro “resa” pratica nelle varie proporzioni e nelle varie condizioni ambientali. Andando ancora oltre, potremmo chiederci quale sia il meccanismo di funzionamento della vernice e finire così a porci domande su un concetto molto più approfondito, la scienza della corrosione. Argomento che potremmo non essere in grado di affrontare: per comprendere la scienza della corrosione applicarla alle vernici serve infatti una adeguata conoscenza di elettrochimica, di scienza delle superfici e di materiali polimerici, se non compositi a matrice polimerica. Ed andando avanti così si potrebbe rendere necessario avere basi di reologia, metallurgia, termodinamica, fluidodinamica, fisica, chimica,… Mano a mano che si approfondisce, il tempo necessario ad acquisire le competenze necessarie e a digerire i contenuti aumenta esponenzialmente. Eventualmente potremmo arrivare all’entanglement quantistico partendo da una semplice vernice per cancelli, magari scoprendo troppo tardi che il nostro cancello era zincato e vedere così la nostra preziosa (ma inadatta) vernice staccarsi già qualche mese dopo l’applicazione. Problema che in genere un venditore di esperienza avrebbe evitato con una serie di domande mirate. Sono cose che succedono, è l’approccio sperimentale. Siamo andati troppo a fondo trascurando però dei dettagli fondamentali.

Quando fermarsi, quindi? Quando le fonti hanno risposto adeguatamente alle nostre domande, a patto di aver compreso completamente o quantomeno adeguatamente i contenuti.

Elia Marin

Elia Marin

I studied mechanical engineering and after the bachelor degree I specialized on material science. I then entered in the team of professor Lorenzo Fedrizzi at the University of Udine, studying corrosion and metallic biomaterials. In 2009 I obtained a post-graduation Master in Metallurgial Engineering at the University of Udine. In 2012 I received my PhD in Metallurgical Engineering at the University of Padova. In 2014 I moved to Japan after winning the JSPS Long Term Fellowship Award post-doc position. I'm actually working in the team of professor Giuseppe Pezzotti on biomaterials and in particular bioceramics. (Sito web)