DISINFORMAZIONE Ragazza dorme per strada il comune dice “non posso aiutarti non sei profuga”

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Il 28 maggio 2016 il sito fogna Gazzetta della Sera pubblica un articolo dal titolo “Ragazza dorme per strada il comune dice ‘non posso aiutarti non sei profuga’“, il quale ha superato le 1800 condivisioni Facebook:

Ragazza dorme per strada : Questa incredibile vicenda è successa a Bresso, Veronica Crotti 35 anni è costretta a vivere in strada da 2 settimane, intervistata accetta di raccontare la sua storia, ”tutto è cominciato quando mi sono trovata senza lavoro e di conseguenza senza casa, ero disperata ma un amico mi ha portato in una casa dicendo che era sua, 15 giorni fa si è presentato il padre di quel ragazzo, vero proprietario dell’immobile che si è arrabbiato tantissimo e mi ha costretto uscire subito con tutte le mie cose” racconta Veronica.

La ragazza disperata si rivolge al comune ma la risposta è stata molto sconcertante,”non possiamo farci niente rivolgiti ai dormitori” la ragazza spiega che per lei non è una soluzione, soffre di attacchi di panico e prende farmaci per quella patologia, ho bisogno di tranquillità.

Così Veronica va a dormire in stazione a Bruzzano per 11 giorni poi tenta di nuovo la strada del comune, si piazza davanti, il sindaco arriva verso le 8 di sera ma nel frattempo la gente che passava l’ha vista e hanno fatto una colletta per aiutarla a prendere una camera in albergo.

L’incontro con il sindaco non ha dato comunque risultati, ha detto che 2 settimane per strada sono poche e che un mese e mezzo di residenza nel comune non basta e non si può fare niente.

Il sindaco però l ha accompagnata in un albergo di via Ornato a Milano e quando la ragazza ha pagato con i soldi della colletta dei cittadini, ha pagato lui la differenza che mancava.

Questa vicenda ha indignato i cittadini italiani, facendo commenti come ” se sei italiano puoi morire di fame e in mezzo alla strada, lo stato aiuta i clandestini senza averne nemmeno diritto, per loro ville, alberghi e telefoni, per i nostri poveri che hanno perso il lavoro e la casa non fanno niente e dormono sulle panchine”, poi precisano che non si tratta di razzismo ma di giustizia per il popolo italiano.

Da nessuna parte dell’articolo viene riportata l’affermazione “non possiamo aiutarti non sei profuga”, si parla solo di commenti da parte di ignoti e quindi non di un’affermazione da parte del Comune di Bresso.

La solita storiella falsata con il chiaro triplice intento:

  • creare indignazione e odio verso le istituzioni;
  • incentivare l’odio verso i profughi;
  • monetizzare tramite i banner pubblicitari.

La fonte di Gazzetta della Sera? Ecco, qua inizia il “rimbalzino” del copia incolla tra i vari siti acchiappaclick:

La storia di questa ragazza risale all’agosto del 2015 e viene riportata da MilanoToday dal titolo, corretto, “Dorme in strada da 2 settimane. “Il comune dice che non può fare niente”“:

Una ragazza è costretta a dormire per la strada da circa due settimane. La giovane, Veronica Crotti di 35 anni, ha accettato di parlare con MilanoToday per raccontare la sua storia. Tutto inizia con un inganno: “Mi sono fidata di una persona che, sapendo che non avevo più né una casa né un lavoro, mi ha invitata in un appartamento a Bresso dicendomi che era suo e che lui sarebbe tornato tra qualche mese”.

“Quattordici giorni fa, però, si è presentato il padre di quella persona, vero proprietario della casa”, continua Veronica: “Si è arrabbiato molto e mi ha costretta ad andarmene con le mie valigie”. La giovane si è rivolta ai servizi sociali del comune di Bresso e ha parlato con gli assistenti sociali e l’assessore, Patrizia Manni. “La risposta è stata che non potevano fare nulla e di rivolgermi ai dormitori”, spiega Veronica. “Purtroppo, però, soffro di gravissimi attacchi di panico e prendo anche farmaci per questo. Ho bisogno di tranquillità”.

Così la 35enne è andata a dormire alla stazione di Bruzzano per undici giorni. Poi ha deciso di ritentare la strada del comune e si è piazzata davanti al municipio di Bresso, venerdì 31 luglio. Il sindaco si è presentato verso le otto di sera. Nel frattempo, durante la giornata, alcuni cittadini – mobilitati sia avendola vista di persona sia attraverso Facebook – hanno fatto una colletta per garantirle un albergo.

L’incontro con il sindaco, però, non ha avuto molto successo. “Mi ha detto che due settimane per strada sono ‘poche’ e che, avendo la residenza a Bresso da un mese e mezzo, non si può fare niente”, spiega Veronica. Il primo cittadino l’ha accompagnata comunque in un albergo di via Ornato, a Milano, insieme ad altre persone. Alla reception, mentre la giovane tirava fuori i soldi della colletta, lui ha messo la differenza.

La storia non è finita qui, storia che i siti fogna evitano di raccontare. Infatti, come riporta Treviglio.tv nell’articolo “Ragazza dorme in strada a Bresso: trovata la casa“, pubblicato due giorni dopo quello di MilanoToday, tutti si era risolto per il meglio:

Lieto fine per la ragazza di 35 anni che, a Bresso, dormiva da circa due settimane per la strada, e a cui il comune aveva praticamente negato un aiuto concreto ed immediato consigliandole semplicemente di rivolgersi “ai dormitori”. MilanoToday l’ha intervistata domenica 2 agosto.

Lo stesso pomeriggio, la protezione civile, che già conosceva la sua situazione, si è recata a Bresso da Veronica. Si è presentata fin dal primo pomeriggio anche una persona che ha offerto un alloggio alla giovane. La protezione civile ha verificato la serietà dell’offerta e così Veronica ha potuto fidarsi, finalmente, di qualcuno. La ragazza ha già trascorso la nottata in una casa e ora è più tranquilla.

Ricapitolando:

  • questa storia non ha nulla a che vedere con i profughi;
  • sono state associate affermazioni mai dette dal Comune di Bresso;
  • la notizia era stata copiata e modificata da un articolo del 2015;
  • non c’è alcun riferimento alla reale conclusione della storia.

A questi siti non interessa informare, ma prendervi per i fondelli per i motivi precedentemente indicati.

Ecco alcuni commenti dalla pagina Facebook di Gazzetta della sera (1,2,3,4), a prova di quanto queste falsità generano un evidente problema sociale:

Commenti: "dovete morire subito", "massacriamoli", "diamo fuoco al Comune"
Commenti: “dovete morire subito”, “massacriamoli”, “diamo fuoco al Comune”

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.