DISINFORMAZIONE Primo maggio: con la CGIL sfilano i terroristi islamici

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Non è la prima volta che mi tocca trattare il noto sito xenofobo gestito da “Giovanni Tognoli”, Voxnews, il quale nonostante Facebook abbia provveduto a rimuovere la sua pagina continua ad essere condiviso dalle pagine satellite del proprietario e delle pagine amiche ideologicamente a lui vicine. L’articolo che tratterò quest’oggi è quello pubblicato il primo maggio 2016, intitolato “Primo maggio: con la CGIL sfilano i terroristi islamici“.

Mi ritrovo di fronte ad un errore evidente, in cui molti siti di questo genere inciampano o fanno finta di inciampare per consolidare le loro credenze: l’apprendere dell’esistenza di un presunto fatto, raccontato già da altri, e ritenerlo per forza veritiero e quindi utile alla propria campagna. I siti italiani che trattano questi argomenti, in merito alla politica estera, si affidano proprio ad altri siti e fonti estere credendo a priori ciò che contengono perché “dalla loro parte ideologica”.

L’articolo fa riferimento alla presenza di bandiere associate al Free Syrian Army durante il corteo milanese del primo maggio. Ecco le foto riportate da Il Giorno:

Siriani durante il corteo del Primo maggio a Milano
Siriani durante il corteo del Primo maggio a Milano (foto Il Giorno)
Uomini e donne siriane durante il corteo del Primo maggio a Milano
Uomini e donne siriane durante il corteo del Primo maggio a Milano (foto Il Giorno)

Riporto anche un piccolo accenno riguardante un episodio avvenuto durante la giornata milanese:

Prima che partisse il corteo, proprio tra un siriano e un altro manifestante c’è stato qualche breve momento di tensione perché il siriano riteneva di essere stato definito “assassino e terrorista” dal manifestante.

Anche l’articolo di Tognoli sostiene i manifestanti siano “terroristi islamici”, ma con quali prove? Il fatto di aver manifestato con la bandiera usata dall’opposizione siriana “Esercito Siriano Libero” (FSA in inglese)? Per dar forza alla sua tesi pubblica due foto, già usate in precedenza in un altro articolo per attaccare Papa Francesco sostenendo una presunta benedizione dei “terroristi”:

Foto 1
Foto 1
Foto 2
Foto 2

La vera storia della bandiera

Il primo grosso errore di Tognoli e dei vari siti esteri che segue è puramente culturale, siccome ignorano del tutto la vera origine di quella bandiera.

La bandiera del 1932
La bandiera del 1932

La bandiera è del Free Syrian Army, non è stata ideata dall’opposizione siriana. Si tratta della prima bandiera siriana ideata in seguito all’indipendenza ottenuta nel 1932, simbolo di indipendenza in contrasto con l’attuale bandiera adottata nel 1980 durante il governo di Hafiz al-Assad, padre di Bashar al-Assad. L’attuale bandiera è la stessa adottata dall’ex Repubblica Araba Unita nel 1958.

Ex bandiera della Repubblica Araba e attuale bandiera siriana
Ex bandiera della Repubblica Araba Unita e attuale bandiera siriana dal 1980

Di fatto la bandiera verde-bianco-nera con le tre stelle rosse è un simbolo per tutti coloro che, già dalle prime proteste del 2011, si identificano contro il governo siriano.

Gli oppositori del governo siriano sono terroristi?

In Siria si sta combattendo da 2011 una sanguinosa guerra civile molto complessa, in cui sono presenti diversi schieramenti. I principali sono 4:

  1. il governo di Bashar al-Assad e i gruppi filo governativi;
  2. gli oppositori del governo di Bashar al-Assad;
  3. la Rojava, o meglio conosciuta come “Kurdistan siriano”;
  4. lo Stato Islamico (ISIS).
I 4 principali schieramenti della guerra civile siriana
I 4 principali schieramenti della guerra civile siriana (numerati secondo l’elenco sopra riportato)

La definizione “terroristi” nei confronti dell’opposizione siriana viene data dal governo di Bashar al-Assad e dai suoi alleati, tra cui la Russia, così come viene data anche all’Isis e ai curdi siriani. Il problema giunge nel mettere sullo stesso piano tutti gli schieramenti nemici di Bashar al-Assad, anche perché sia l’FSA che i curdi sono in guerra anche contro lo Stato Islamico (Isis).

La foto con l’ostaggio

Dopo la breve descrizione degli schieramenti della guerra civile siriana (per la quale perderei ore a spiegarvi la sua complessità) è arrivata l’ora di analizzare questa immagine. Si tratta di un fotogramma preso da un video di appena 15 secondi pubblicato online da numerosi siti a partire dall’agosto 2012, tra cui Liveleak.com (titolo “FSA terrorists kidnap terrified innocent boy“). Lo stesso video lo troviamo su Youtube:

 

A parte l’errore presente nel video, ossia la bandiera capovolta (dei geni), l’uomo che parla dichiara di essere parte della brigata Ghuraba al-Sham, un gruppo molto criticato e controverso della guerra civile siriana scomparso nel 2013.

Il logo della brigata Ghuraba al-Sham
Il logo della brigata Ghuraba al-Sham

Questo gruppo armato era legato all’opposizione estremista nota come Al-Nusra, schieramento che è stato disconosciuto e allontanato dall’oppositore al governo di Bashar al-Assad (Free Syrian Army o FSA) già nel 2012. Il motivo dell’allontanamento era la sua natura estremista religiosa (l’obiettivo di Al-Nusra è di favorire di uno stato islamico sunnita), allontanamento formalizzato appunto nel 2012 quando Free Syrian Army sostenne la Coalizione nazionale siriana delle forze dell’opposizione e della rivoluzione (nata nel novembre 2012 e riconosciuta anche dall’Italia).

Attenzione a non confondere la bandiera del fronte Al-Nusra (a sinistra) con quella dell’Isis (a destra).

Al-Nusra (sinistra) - Stato Islamico (destra)
Al-Nusra (sinistra) – Stato Islamico (destra)

Tornando alla brigata Ghuraba al-Sham, tale gruppo armato era molto criticato dagli altri gruppi oppositori al governo siccome era formato da criminali già noti ben prima della guerra civile siriana, i quali durante il conflitto erano soliti a saccheggiare e rubare. C’è da riportare, inoltre, che la già brutta fama della brigata venne ulteriormente danneggiata da una foto, diffusa da una fonte vicina al governo, che ritraeva il loro leader Hasan Jazara assieme a Bashar al-Assad. Nonostante lo stesso Hasan avesse etichettato la foto come un falso, la conseguenza naturale da parte dell’opposizione fu quella di ritenere la brigata un gruppo infiltrato del governo siriano.

Hasan Jazara, leader della brigata del video, assieme ad Assad
Hasan Jazara, leader della brigata del video, assieme a Bashar al-Assad

Hasan Jazara venne in seguito catturato e giustiziato dallo Stato Islamico (Isis) nel novembre del 2013. Della brigata Ghuraba al-Sham non si hanno notizie sempre dal 2013. Sostenere che il video sia realizzato dallo schieramento FSA è scorretto.

Bisogna riportare, inoltre, che la bandiera del 1932 e simbolo di coloro che si oppongono al governo siriano è disconosciuta dagli estremisti islamici dello Stato Islamico (Isis) e anche dal fronte Al-Nusra in seguito al loro allontanamento. Ecco un video del 2015 registrato ad Aleppo dove si possono chiaramente notare i sostenitori dell’estremismo islamico che rimuovono con disprezzo la bandiera oppositrice:

La foto con le bandiere dell’Isis e dell’opposizione siriana

Non vi sono fonti attendibili che dimostrino che tale foto (la “numero 2”, che circolava già nel 2013) sia una prova inconfutabile di una presunta alleanza tra i due schieramenti. Come ho spiegato in precedenza, l’opposizione Free Syrian Army è in aperto conflitto con lo Stato Islamico (Isis). Vedere queste due bandiere insieme è un controsenso.

C’è da dire che laddove l’Isis prosegue la campagna di indottrinamento, attraverso la propria interpretazione del Corano e la ricerca del sostegno della gente attraverso l’esecuzione di criminali e di persone ritenute alleate del governo di Bashar al-Assad. Questo di fatto genera confusione nella popolazione avversa al governo siriano in alcune parti del paese, generando casi come quelli della foto in questione. Questo è un problema.

Conclusioni

Non stiamo parlando di una semplice “sbufalata”, parlare della guerra civile siriana è molto complesso e chi non ha un reale interesse ad informarsi in merito, ed è accecato dalle proprie ideologie e convinzioni da portare avanti a tutti i costi, tende a fare interpretazioni estremamente superficiali fornendosi delle presunte informazioni pubblicate da siti e siterelli estremisti stranieri, i quali forniscono una pessima informazione con l’estrema convinzione di riportarla correttamente per la loro “giusta causa”. Definire terroristi le persone che hanno sfilato a Milano, senza alcuna prova alcuna che essi lo siano e sostenendo tale tesi in base ad una scarsa conoscenza del conflitto civile siriano, non è affatto corretto.

Sostenere che le persone che hanno sfilato a Milano siano dei terroristi è diffamatorio in assenza di prove certe, ma queste non interessano a Tognoli (il quale si sente al sicuro dietro il suo schermo e con in mano la sua tastiera dai tasti “ctrl c” e “ctrl v” consumati). Il suo interesse è un altro, è politico e monetario.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.