DISINFORMAZIONE Cell factory: non facciamone una staminata!

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Dionidream…disinforma che:

A Pescara è stata inaugurata all’ospedale Santo Spirito la Cell factory, un laboratorio di manipolazione cellulare criobiologica che curerà i tumori senza chemio, ma con il trapianto di cellule staminali.

 

Cosa sono le cellule staminali?

Per garantire il continuo rinnovamento dei propri tessuti, ogni essere vivente ha bisogno dell’aiuto delle cellule staminali, che sono sia il mattoncino base dello sviluppo embrionale, sia il serbatoio per la rigenerazione dei tessuti negli individui adulti, provvedendo in alcuni casi a ripararli e sostituirli se danneggiati. Le cellule staminali sono molto preziose perché, oltre a mantenere la propria capacità di autorinnovamento (la capacità di auto-rinnovamento implica il fatto che almeno una delle due cellule che si originano in seguito alla divisione cellulare, debba restare staminale), possono differenziarsi e specializzarsi in qualsiasi tipo di tessuto.
Non tutte però: abbiamo cellule staminali toti-pluri-multi-uni potenti a seconda di quanti tipi di differenziazione possano coprire.
Le stesse cellule staminali, sono presenti anche nei tumori permettendo la proliferazione incontrollata di alcune cellule, la loro crescita ove non dovrebbero e probabilmente anche la recidiva del tumore a distanza di tempo.
Qui una dispensa spiegata in modo semplice e dettagliato per chi volesse capire come questo materiale sia di valore inestimabile per la ricerca scientifica.

 

COME è d’aiuto la cellula staminale nella cura del tumore?

Al momento, si utilizzano queste cellule per la cura di alcune forme di leucemie e linfomi, ma anche di altre gravi malattie del sangue congenite o acquisite oppure per consentire proprio la chemioterapia, che distrugge e danneggia molte cellule del sangue. In questo caso si prelevano direttamente dal paziente prima del trattamento e poi si reinfondono (autotrapianto).

All’autotrapianto si può talvolta ricorrere anche per curare leucemie o altri tumori del sangue, sottoponendo il paziente a massicce dosi di chemio e radioterapia tali da distruggere tutte le cellule da cui originano le cellule del sangue, in modo da eliminare anche quelle malate. Per ripristinare le popolazioni di cellule sane al paziente vengono infuse le sue stesse staminali, che in precedenza sono state raccolte, filtrate e adeguatamente conservate (trapianto autologo o autotrapianto) o quelle di un donatore (trapianto eterologo o allogenico).

 

Il trapianto di cellule staminali sostituisce la chemioterapia o la radioterapia o l’intervento o altri tipi di terapia oncologica?


Queste cellule sono usate nella ricerca medica nella speranza di poter un giorno sostituire qualsiasi tessuto o organo malato del corpo, ricreandolo in laboratorio. Al momento, il tumore deve essere trattato con la chemioterapia e la radioterapia e/o asportato altrimenti continuerà a crescere, per la stessa legge che regola la proliferazione cellulare delle staminali. L’impiego di queste ultime si limita perlopiù alla rigenerazione delle cellule distrutte dal trattamento chemioterapico, sperando in futuro di poterle anche nel trattamento diretto (come in altre patologie).

 

Le cellule staminali potrebbero, in futuro, sconfiggere il tumore?

Molte speranze si ripongono infine nelle cellule staminali modificate geneticamente in laboratorio. “Le staminali hanno la capacità di depositarsi soprattutto nei tessuti dove c’è carenza di ossigeno – spiega Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di oncologia di Milano – Le formazioni tumorali, pur essendo molto vascolarizzate, soffrono cronicamente di mancanza di ossigeno a causa della loro stessa velocità di crescita. Per questo le staminali si dirigono preferenzialmente verso il tumore. Se si modificano tali cellule per renderle capaci di produrre sostanze tossiche per il cancro, come alcuni anticorpi oppure come l’interferone o altre sostanze che modulano il sistema immunitario, si può colpire il tessuto malato senza intaccare quello sano”.

 

Ciò che ci si propone di raggiungere, attraverso gli studi e le ricerche, è proprio di definire una terapia che possa colpire le cellule neoplastiche senza tossicità per quelle sane, svolgendo un’azione molto simile a quella della chemioterapia ma senza effetti collaterali.
Alcune TA* che utilizzano questo principio sono già applicate nella cura del melanoma, nei tumori cerebrali e nel cancro dell’ovaio.

*terapie avanzate

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Pubblicazione ufficiale del Ministero della Salute sulle Terapie Avanzate

 

A cosa serve la Cell Factory?

Le Cell Factory (non esiste solo quella di Pescara, ma almeno altre tredici in tutta Italia), sono strutture dove viene effettuata la raccolta e la manipolazione delle cellule staminali, al fine di protocollare cure per numerose patologie. In quella di Pescara, vi sarà una sperimentazione che durerà almeno un anno; lo stesso presidente della Fondazione P.C.F.F. ha dovuto diramare un COMUNICATO  in cui spiega che c’è stata una “eformazione  delle  notizie diffuse in occasione della cerimonia di inaugurazione  del sito produttivo “Cell Factory” presso la ASL di Pescara”.

 

Dionidream dice:

La biobanca, una struttura di 220 metri quadrati, inaugurata nel reparto di ematologia pescarese e costata alla Regione 4 milioni di euro, dal 2017 potrà accogliere il primo paziente che sarà curato con questo nuovo protocollo.

 

Debunking.it ha chiesto informazioni in merito alle applicazioni direttamente alla struttura, che così ci ha risposto:

Prot. URP n. 1959/u del 02/05/2016

Gentile utente,

si trasmette quanto acquisito dal Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Istituto Tessuti e Biobanche della ASL di Pescara, Dott.ssa Tiziana Donatella Bonfini:

“Purtroppo i nostri studi si avvieranno con una fase iniziale di sperimentazione che impiegherà 12-18 mesi.

Dopo questa fase, se ci sarà l’autorizzazione AIFA alla produzione di questi nuovi prodotti biologici potremo avviare l’applicazione clinica.

Pertanto sono spiacente di non poterla aiutare al momento”.

Riferimenti Dott.ssa Tiziana Bonfini:

Resp. UOSD Istituto dei tessuti e Biobanche

Dipartimento di Ematologia, Medicina Trasfusionale e Biotecnologie

AUSL Pescara Via Fonte Romana, 8 – 65124 Pescara

Cordiali saluti.

La Responsabile

Dott.ssa M. A. Ceccagnoli

 

RICAPITOLANDO:  Qui potete leggere a proposito della prima applicazione effettuata allo IEO il cui risultato è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. Ma, come ammonisce il  Prof. Lorenzo Spaggiari, docente al Dipartimento di Scienze della salute dell’Università degli Studi di Milano

Sono necessari approfondimenti, studi e protocolli sia clinici che sperimentali prima che l’applicazione delle stesse possa diventare standard.

 

CREDITS

https://www.ieo.it/it/SCIENCE-IN-SOCIETY/Press-room/Comunicati-stampa/Cellule-staminali-riparatrici/

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/articoli/2004/07_Luglio/16/staminali.shtml?refresh_ce-cp

http://www.airc.it/cancro/cos-e/staminali-tumore/

http://www.iss.it/binary/publ/cont/Dispensa_11_1_web.pdf

http://www.carcinomaovarico.it/tag/cellule-staminali/

http://www.airc.it/finanziamenti/progetti/staminali-melanoma-diventano-bersaglio/

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=10327

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_848_allegato.pdf

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.
  • Angelo Ruggieri

    Ottimo lavoro Mary!

    • Mary

      Grazie 🙂

  • L’Idiota Zen

    Fa un certo effetto vedere Dionidream che esalta (senza ovviamente capirci un cacchio) la cattiva medicina ufficiale asservita a big pharma. Probabilmente la coerenza non appartiene al magico mondo malato dei complottardi.