BUFALE e COMPLOTTI sul volo Egyptair MS804

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Non c’è soltanto il video della “palla di fuoco” scovato dal nostro Scott Brando, di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo, altre “perle” sono state diffuse vuoi per ignoranza vuoi per scherzi di pessimo gusto.

A parlarne sono stati diversi siti, a partire dal francese Le Monde a NextQuotidiano in Italia.

La foto della mamma

La peggiore di tutte è ad opera di un utente su Twitter, dal Downfonso, che risponde ad un tweet della Egyptair raccontando la tragedia della madre:

@EGYPTAIR My mom was on the plane. I'm scared. Tell me what I have to do. Please.
@EGYPTAIR My mom was on the plane. I’m scared. Tell me what I have to do. Please.

In realtà la foto ritrae Jenni Rivera, morta in un incidente aereo nel 2012.

Potete tranquillamente insultare l’utente Downfonso con le seguenti parole, presenti nella sua descrizione che fanno capire quanto si tratti di un account troll:

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megahipersuperultrapendejazo, hijo de mi putaperraguangaenanaperraputa madre.

La traduzione è abbastanza semplice.

I falsi relitti pubblicati dal The Cairo Post

Rimanendo ancora nel mondo Twitter, ecco l’immagine condivisa dal The Cairo Post il 19 maggio 2016:

First photo for #EgyptAirMS804 debris floating on the #Mediterranean | #Egypt #France
First photo for #EgyptAirMS804 debris floating on the #Mediterranean | #Egypt #France

Le foto del relitto sono di tutt’altro incidente aereo, quello dell’Antonov AN-26B precipitato nel Bangladesh il 9 marzo 2016.

La rotta dell’aereo e l’esercitazione militare

Nextquotidiano riporta l’articolo del sito Willyloman.wordpress.com a firma Scott Creighton che parla dell’esercitazione militare Phoenix Express 2016 iniziata il 17 maggio.

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Turns out, Egyptair Flight MS804’s flight path took them right through the area they were holding the Phoenix Express 2016 joint naval drills in the Mediterranean Sea.

Ecco quanto riportato da Next:

Si tratta di una serie di esercitazioni che coinvolgono le marine militari di undici nazioni (tra le quali anche la US Navy e la Marina Militare italiana) che hanno luogo nella porzione di mare tra la base della baia di Suda (nell’isola di Creta) e le coste del Nord Africa. Lo scopo di Phoenix Express è quello di testare la capacità operativa delle forze navali in merito al contrasto al traffico di esseri umani nel Mediterrano così come a svolgere operazioni di pattugliamento e di salvataggio in mare. Un boccone davvero molto ghiotto per coloro che credono che l’ISIS non esista e che la colpa sia sempre dei governi nazionali. Nelle pagine degli addetti alla cospirazione si va dall’incidente (provocato da ufficiali delle forze armate nordafricane non sufficientemente addestrati) ad una vera e propria messa in scena organizzata dagli USA per far salire la tensione e far crescere l’allarme antiterroristico. C’è da dire che oltre al fatto che non ci sono prove concrete a supporto di questa tesi generalmente quando sono in corso delle esercitazioni militari lo spazio aereo circostante viene interdetto ai voli civili. Il Phoenix Express si svolge ormai da diversi anni e le rotte degli aerei commerciali sono note, non sembra esserci davvero motivo per credere che il volo MS804 sia stato abbattuto durante una fase delle esercitazioni. Certo, quando le informazioni sono scarse sembra facile fare due più due e saltare a conclusioni affrettate senza fornire prove. A quanto pare infatti nessuno dei teorici del complotto è riuscito fino ad ora a fornire una mappa dell’area delle operazioni di Phoenix Express 2016 (del resto non è in rete…) e quindi è difficile fare un confronto con il tracciato del volo Egyptair.

La foto che aveva previsto l’incidente?

Diventa quasi un mito la fotografia dell’hostess Egyptair Samar Ezz Eldin, tra le vittime dell’incidente. La foto è stata veramente pubblicata nel suo profilo Facebook, ma nel 2014.

Il post del 2014
Il post del 2014

Nessuna predizione, secondo Next si tratterebbe di una forma di scaramanzia per l’allora neo assunta della compagnia aerea.

 

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.