BUFALA Wifi: un killer silenzioso che ci uccide lentamente

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A volte ritornano e si fanno sentire. Il 6 maggio 2016 il blog “The Viral Post” ospitato dalla piattaforma Pianetadonna.it pubblica un articolo dal titolo “Wifi: un killer silenzioso che ci uccide lentamente” che ha superato le 15 mila condivisioni Facebook.

Il testo dell’articolo, accompagnato da immagini esplicative, è il seguente:

Oggi siamo letteralmente dipendenti da internet ed in particolare dalla rivoluzione della connessione WiFi, senza fili, grazie alla quale è possibile collegarsi in rete in qualunque angolo della casa e perfino in strada.

Nonostante i produttori di router wireless debbano rispettare specifiche norme per tutelare la salute degli utenti, ad oggi non si ha ancora la certezza rispetto alle conseguenze che questa tecnologia riserva al nostro organismo.

Basta chiedersi, per avere un’idea di cosa stiamo parlando, in che modo i dispositivi come smartphone, tablet e computer interagiscono con il router. Ovviamente è noto: ciò avviene attraverso la trasmissione di segnali WLAN (onde elettromagnetiche).

In altre parole, siamo circondati da onde elettromagnetiche provenienti da ogni dove – e ciò non può che influire sul nostro corpo. Secondo uno studio condotto dalla British Health Agency, i router senza fili hanno un impatto negativo sulla crescita dell’essere umano e sulla vegetazione.

Le conseguenze dell’esposizione al WiFi

scarsa capacità di concentrarsi
disturbi del sonno
mal di testa cronico
disturbi all’udito
stanchezza cronica

Le nuove tecnologie hanno un ruolo fondamentale nelle nostre vite, dunque sconsigliare l’utilizzo delle connessioni e dei dispositivi wireless risulta alquanto anacronistico e fuori dalla realtà attuale. Proprio per questo motivo, ciò che resta da fare è prendere qualche precauzione per ridurre il danno subito dal nostro corpo.

A casa non posizioniamo il router nella camera da letto o in cucina, essendo queste le stanze in cui si trascorre gran parte del tempo all’interno di un’abitazione. Quando non in uso, semplicemente spegniamo il router: in questo modo evitiamo di esporre noi e la nostra famiglia ad inutili onde elettromagnetiche. Inoltre, se a casa utilizzate un solo computer per navigare in internet, spegnete la funzione WiFi e collegate il router al pc attraverso un cavo. Infine, prima di andare a dormire scollegate tutti i dispositivi wireless.

Ecco alcune immagini chiave:

Immagine allarmistica
Immagine allarmistica
"Mal di testa"
“Mal di testa”

Si tratta di una leggenda metropolitana, una bufala che circola da diversi anni e che continua ancora a fare breccia nelle paure di molti utenti. Questa volta, rispetto ad altri articoli simili circolati negli anni passati, si fa riferimento ad una presunta ricerca condotta dalla British Health Agency senza però riportarlo (non è presente il titolo dello studio, quando è stato fatto e nemmeno un link per poterlo consultare) lasciando “l’obbligo di fiducia” ai lettori. In realtà la vera British Health Protection Agency (HPA) non ha pubblicato ciò, al contrario ha negato tutto il contenuto dell’articolo che si sta diffondendo attualmente in Italia.

Ecco quanto riportato nel vecchio sito dell’HPA alla voce “Wifi”:

There is no consistent evidence to date that exposure to radio signals from Wi-Fi and WLANs adversely affects the health of the general population. The signals are very low power, typically 0.1 watt (100 milliwatts) in both the computer and the router (access point), and the results so far show exposures are well within the internationally-accepted guidelines from the International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP). Based on current knowledge and experience, radio frequency (RF) exposures from Wi-Fi are likely to be lower than those from mobile phones. Also, the frequencies used in Wi-Fi are broadly the same as those from other RF applications such as FM radio, TV and mobile phones.

On the basis of the published studies and those carried out in-house, PHE sees no reason why Wi-Fi should not continue to be used in schools and in other places. However with any new technology a sensible precautionary approach, as happened with mobile phones, is to keep the situation under review so that parents and others can have as much reassurance as possible. That is why Sir William Stewart, former chairman of the Health Protection Agency (HPA), the predecessor of PHE, stated that it would be timely to carry out further studies as this new technology is rolled out. Based on this, the HPA announced on 12 October 2007 that it would be carrying out a systematic programme of research into WLANs and their use, to include measurements of exposures from Wi-Fi networks, in particular those in schools.

This project has now been completed. For further information please see the project page.

In pratica, non ci sono prove che sostengano la tesi che i segnali siano dannosi per la salute, i risultati della ricerca dimostrano che le esposizioni sono ben al di sotto dei limiti consentiti e non vi è alcuna ragione per non continuare ad usarle in ambienti come le scuole. Attualmente è visitabile una sezione del sito della Public Health England con tre punti chiari e sintetici sul tema Wifi e salute.

Nel dubbio che qualcuno ritenga che i britannici “si siano sbagliati”, allora cito anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che riporta sul proprio sito un documento tradotto in più lingue dove dichiara che il Wifi non comporta rischi neanche a lungo termine. Lo stesso documento riporta il caso di coloro che hanno denunciato di soffrire determinati sintomi se esposti:

Alcuni individui dichiarano di soffrire di sintomi non specifici quando sono esposti ai campi a radiofrequenza generati da stazioni radio base e da altri dispositivi elettromagnetici. Come è stato chiarito in un recente promemoria dell’OMS “Ipersensibilità ai campi elettromagnetici”, gli studi non hanno mostrato che siano i campi elettromagnetici a provocare questi sintomi. Ciò nonostante è importante prendere atto delle condizioni delle persone che ne soffrono.

Il complesso dei dati accumulati fino ad ora non mostra alcun effetto sulla salute, a breve o a lungo termine, in conseguenza dei segnali prodotti dalle stazioni radio base e dalle reti wireless. Poiché queste ultime producono generalmente segnali più bassi rispetto alle stazioni radio base, non si prevede che diano luogo ad alcun effetto nocivo per la salute.

Questa bufala venne già trattata in passato da altri siti amici, tra cui il blog di Paolo Attivissimo e Butac.

Al massimo l’unico pericolo sicuro riscontrato nell’articolo è il fatto di rispondere ai messaggi mentre si è alla guida:

Immagine tratta dall'articolo in esame, la quale riporta l'unico vero pericolo: leggere e scrivere mentre si guida
Immagine tratta dall’articolo in esame, la quale riporta l’unico vero pericolo: leggere e scrivere mentre si guida

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.