PROMEMORIA-Autismo e leggende

GIORN-AUTISM-2016

“Alla fine, come tanti prima di me, mi stancherò di parlarne e farò definitivamente l’autistico tacendo. Sono nauseato dal pressappochismo degli improvvisati, dalla cialtroneria dei millantatori, dall’ottusità degli amministratori; assieme a molti miei colleghi genitori con la lanterna accesa cerchiamo il grande saggio che ci dia risposte sul come, sul dove, sul quando.
Tra noi genitori, i più inclini all’abbandonarsi allo sconforto decidono di studiare… E allora è finita veramente! Il genitore dotto è un genitore indottrinato, diventa il rappresentante di una categoria che fuggo all’istante, salvo rare ed eccellenti eccezioni. Così a volte, anzi spesso, mi chiedo perché io stia qui a dedicare tanta parte del mio tempo a questo tema, con la presunzione di portare alla luce una fetta grossa di umanità che tutto sommato moltissimi vorrebbero adombrata, non sofferente magari, ma lontana da chi deve correre veloce e non vuole zavorre.”
 “Alla fine qualcosa ci inventeremo” (Mondadori 2014) 
Gianluca Nicoletti

Oggi è la -vera- giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo e vogliamo ricordare  a tutti che le persone autistiche e quelle che sono loro vicine, lungi dall’avere necessità che chi non ne ha titolo disquisisca su un disturbo di pertinenza medica, desiderano vivere la propria vita con la massima serenità e dare e ricevere il meglio che possono.

Essere autistici non comporta una genialità incompresa, non comporta che non la si possieda e non inficia l’originalità e il talento specifico di ogni essere umano.

Enstein non era autistico, dislessico, né andava malissimo a scuola. Questo non esclude che un individuo che presenta uno qualunque di questi aspetti possa vincere un Nobel, ma nemmeno lo implica.

L’autismo non è un’inclinazione, non è una qualità o un difetto e non è una caratteristica umana che abbiamo un po’ tutti in misura diversa. Purtroppo l’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo la cui eziologia non è ancora completamente nota: abbiamo rispetto per questo e per chi ci convive quotidianamente.

I vaccini non causano l’autismo.

L’anomalia deve manifestarsi con ritardi o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree prima dei 3 anni di età: interazione sociale, linguaggio usato per l’interazione sociale o gioco simbolico o di immaginazione. Nella maggior parte dei casi, non vi sono periodi di sviluppo chiaramente normali, sebbene in circa il 20% dei casi i genitori riferiscono uno sviluppo relativamente normale per 1 o 2 anni. In questi casi i genitori possono riferire che il bambino aveva acquisito alcune parole per poi averle perse, o che sembrava essersi fermato dal punto di vista dello sviluppo.
Per definizione, se vi è un periodo di sviluppo normale, questo non si può estendere oltre i 3 anni di età. L’anomalia non deve essere meglio attribuibile al Disturbo di Rett o al Disturbo Disintegrativo dell’Infanzia.

Le persone affette da autismo presentano problemi differenti, ma, in buona parte dei casi (quasi il 50%), si esprimono verbalmente in modo normale e a volte anche più forbito di chi non è autistico; spesso non sono semplicemente interessati o stimolati a farlo.
Le manifestazioni del disturbo variano ampiamente a seconda del livello di sviluppo e dell’età cronologica del soggetto, pertanto alcuni hanno più o meno competenze di altri.

Non sono individui pericolosi per l’incolumità altrui: non più di molti che circolano per le strade.

Non è una malattia rara e, non essendo una “malattia” non c’è una guarigione.

Le persone autistiche hanno difficoltà a farlo, ma comunicano. E’ necessario volerlo: ciò non è differente da quanto avviene per ogni altro essere umano, compresa la necessità di avere affetti, amicizie e la vicinanza del prossimo.

Non è necessario accostare l’autismo alla genialità o discettare di metodi miracolosi per apprezzare la specificità che un essere umano già possiede solo per il fatto che esiste.

credits

FONDAZIONE ARES

AUTISMO INEWS

GIANLUCA NICOLETTI

GIORNATA DELLA CONSAPEVOLEZZA AUTISMO

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.