L’arte del clickbait e il pesce tossico pericoloso da mangiare

disinformazione-allarmismo-la-fucina-pesce-orata-palla-maculato

Il 21 aprile 2016 la pagina Facebook di Beppe Grillo condivide un post della pagina “La Fucina” contenente un chiaro ed evidente tono allarmistico, definito “squallido click-baiting” da Francesco Sblendorio, informatico e attore comico, dal suo profilo Facebook:

Il post Facebook di Francesco Sblendorio
Il post Facebook di Francesco Sblendorio

Francesco ha ragione, si tratta di puro clickbait e la sua “denuncia” è decisamente corretta. Il post condiviso dalla pagina Facebook di Beppe Grillo non è affatto corretto e ha come obbiettivo finale, appunto, l’indurre l’utente a cliccare e consultare l’articolo pubblicato dal sito “La Fucina” per scoprire di cosa dovrebbe preoccuparsi.

L'articolo pubblicato da La Fucina
L’articolo pubblicato da La Fucina

L’articolo parla del pesce palla maculato, e non dell’orata al forno presente nell’immagine condivisa via Facebook. Qualche utente, per fortuna, si rende conto del problema e critica apertamente il post:

Gianfranco: "Che cazzo ci vuole a mettere la foto di sto minchia di pesce palla???? E poi ci si lamenta dell'informazione falsata in Italia?"
Gianfranco: “Che cazzo ci vuole a mettere la foto di sto minchia di pesce palla???? E poi ci si lamenta dell’informazione falsata in Italia?”

Francesco e Gianfranco hanno perfettamente ragione. Cosa ci vuole a mettere la foto del pesce palla citato nell’articolo de La Fucina anziché un’orata al forno? Pubblicare la foto di un normalissimo piatto nostrano associandolo all’allarmismo del post rende il tutto più “clickabile”.

La foto dell’orata, utilizzata da numerosi siti di cucina italiani, è opera di Monica Arellano-Ongpin e scattata nel 2012 probabilmente al ristorante “Al Principe” di Arezzo (da come si deduce dalle informazioni riportate nel suo account Flickr). Non penso che possa far piacere sapere che la propria foto sia stata utilizzata per parlare di un piatto pericoloso.

La foto originale
La foto originale

C’è da dire, inoltre, che l’articolo pubblicato da “La Fucina” non è neanche opera della “redazione”, ma si tratta di un articolo copia incollato dal sito Today.it. Insomma, clickbait allarmanti sfruttando il lavoro altrui.

Qualche utente potrebbe commentare e dire “quante storie per un’orata”. La risposta è semplice: il problema non è l’orata, così come non è il pesce palla, ma la tecnica usata sistematicamente da molte pagine Facebook e siti internet, utile soltanto alla monetizzazione e dannosa per l’informazione nel nostro Paese.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
  • Pugacioff

    Cosa ci si può aspettare dal fogna-blog del pregiudicato di Genova e dai pentacretini?