La SUPER BUFALA della Teoria (o Ideologia) Gender

 

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La storia della Franzoni che insegna in un asilo, nata da un giornale satirico preso sul serio da molti utonti, è stata da noi definita “bufala che porta altre bufale” perché da qualche anno il c. d. Gender (l’Ideologia Gender o la Teoria Gender), è diventato lo spauracchio per eccellenza contro ogni tentativo di pluralismo e inclusione sociale. E per chi si occupa di Studi di genere come me è diventato inutile e superfluo ribadire esclusivamente che una Teoria Gender non esiste, eccetera. Una bugia ripetuta mille volte, qualcuno diceva, diventa verità. Il punto è che la lingua è una convenzione, e se molte persone decidono che quella parola significa una determinata cosa, allora lo significherà.

Cos’è il GenderE’ il termine inglese che sta ad indicare il “Genere“: parola usata in molti settori. Il dizionario lo definisce “insieme dei caratteri essenziali per cui una cosa è simile ad altre o differisce da altre”. Nelle persone il Genere è usato in uno schema binaristico: genere femminile e genere maschile. Questo cambia sincronicamente (stesso decennio, paesi diversi) e diacronicamente (stesso paese, decenni diversi), anche di molto. In pratica in Italia nel 2016 le donne portano i pantaloni, nel 1800 non le portavano, in India nel 2016 anche gli uomini portano la gonna (il Sarong); per portare uno dei tanti esempi.

Le caratteristiche di genere riguardano l’ambito sociale (ruolo di genere) in cui la società tenderà a collocarci e l’identità (identità di genere) che svilupperemo in conseguenza alle influenze dell’ambiente e al nostro modo di interpretarle e interiorizzarle. Va da sé che alcune persone sono più aderenti alle caratteristiche di genere (del genere abbinato al proprio sesso biologico), altre meno, alcuni sono totalmente fuori da esse. Ma gli Studi di genere (Gender studies) hanno ormai definito che gran parte delle caratteristiche che ogni società considera deterministicamente legate al sesso biologico sono invece culturali (qui un approccio antropologico, ma i sono centinaia di studi simili). Questo vuol dire semplicemente che siamo tutti diversi, con le nostre peculiarità, e che non esistono bisogni necessità e professioni prettamente maschili o femminili, aldilà delle specifiche differenze di carattere sessuale primario e/o secondario. Questo è quanto.

Il Genere con le sue caratteristiche è cambiato molto soprattutto quando, nel 1700, i ruoli all’interno della famiglia e poi della società sono stati ridisegnati. Anthony Giddens, nel suo “La trasformazione dell’identità”, ci mostra un ottimo spaccato di ciò che inizia a significare dall’età moderna il rapporto tra generi. John Tosh nel testo “Genere. La costruzione sociale del femminile e del maschile” ci descrive bene come la mascolinità sia diventata, dal Vittorianesimo in poi, una questione cruciale. Con l’ascesa della borghesia e la caduta dell’aristocrazia tutte le regole umane, sociali, educative, sono state riscritte. La donna è diventata l’angelo del focolare, l’amore romantico è diventato l’unico motivo di unione matrimoniale (che prima dell’era moderna era invece suggellato soprattutto per motivazioni economico – politiche). L’ordine all’interno della famiglia rifletteva l’ordine sociale. I bisogni personali venivano schiacciati sotto il peso della rispettabilità e della progressività. A volte dimentichiamo che i nostri parenti di 200 – 300 anni fa pensavano in maniera totalmente diversa da noi. Lo sapevate che il rosa è un colore femminile da pochissimo tempo? Allora – si sono domandati molti studiosi – i nostri gusti personali e ciò che siamo portati a fare, sono biologicamente definiti esclusivamente dal cromosoma X oppure Y? Ebbene, no. E questo non vuol dire, come accusano testate varie (e anche il Papa), che si voglia imporre una confusione, anzi. Si vuole cercare chiarezza e peculiarità soggettiva.

E QUINDI LA TEORIA GENDER ESISTE!!!1!1!
Di cosa reciti questa fantomatica teoria gender si può solo capire a grandi linee da chi la contesta, e non da chi dovrebbe portarla avanti. Ma posso chiarire un punto: anche volendo associare, come viene fatto, “teoria Gender” a “Gender studies”, NON NE ESISTEREBBE CERTO SOLO UNA. A meno che non si voglia contestare il concetto proprio del “Genere”, come definito dalla lingua italiana, e quindi considerare il concetto di “Genere” come dispositivo (ma è un vocabolo, una convenzione. Dovremmo smettere di suddividere i generi musicali? I generi cinematografici?).

ESISTONO GLI STUDI DI GENERE, QUINDI ESISTE LA TEORIA (o ideologia) DEL GENDER!1!!!1!
Certamente. Così come esiste LA teoria della matematica, LA teoria della Fisica eccetera. Se abbiamo finito di pronunciare assurdità magari continuo con le spiegazioni serie.

GLI STUDI DI GENERE

Sono innanzitutto un ambito di studi interdipartimentali. Di essi fanno parte genetisti, embriologi, endocrinologi, psicologi, psichiatri, neuroscienziati, filosofi, antropologi, sociologi, statistici, linguisti, pedagogisti e molti altri. In ogni dipartimento di studi esistono migliaia  di ricercatori che esprimono, ognuno, qualche decina di teorie durante il proprio percorso. Quindi.

SE PARLATE DI “TEORIA”, DITEMI ALMENO A QUALE VI RIFERITE DI PRECISO

I detrattori della c. d. Teoria Gender parlano di un non meglio definito qualcuno che vuole cancellare le differenze e creare un’umanità Altra. Beh questo accadrà comunque. Guardatevi attorno. Siamo un’umanità post – umana. Abbiamo dispositivi elettronici sempre tra le mani e in tasca, a volte infilati negli organi, che ci tengono in vita. Ma questa è un’altra storia. No, nessuno vuole cancellare le differenze, semmai smettere di pensare all’umanità come suddivisa tra Rosa vs Azzurro, Normale vs Diverso e iniziare a pensare a ognuno come essere unico e specifico. Senza indirizzare gusti e atteggiamenti dalla nascita. A questo servono gli Studi di genere, Gender studies. Che non sono UNA teoria o tanto meno un’ ideologia. Nel settore infatti si usa oggi la dicitura “c.d. Teoria Gender” oppure “c. d. Gender” proprio per definire ciò che è “così detto”, ma non è. Detto semplicemente gli Studi di Genere sono un ambito in cui ci si può specializzare.

Se qualcuno vuole contestare una teoria deve innanzitutto enunciarla. Con fonti, nome e anno di pubblicazione. Poi tutto può essere contestato, ma ciò che esiste, non ciò che non esiste, altrimenti vale purtroppo la teoria della montagna di merda. Insomma, siamo responsabili di ciò che teorizziamo, non di ciò che tu ci accusi di aver teorizzato.

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Secondo la quale uomini e donne non si nasce ma si diventa.

Quasi TUTTO si diventa. Diventiamo italiani, interisti – juventini, diventiamo bilingue, diventiamo sportivi. A seconda della nazione e della famiglia in cui nasciamo diventiamo qualcosa di diverso. I caratteri sessuali primari e secondari sono biologici, ma non condizionano TUTTO il nostro essere.

Questa affermazione nasce da una errata interpretazione dei concetti di reale e simbolico. Una profonda ignoranza che ha portato spesso nei guai anche Freud. Simone De Beauvoir nel 1949 afferma che “donne non si nasce, lo si diventa” e questo accade quando si crede di aver capito un discorso profondo da una sola frase: NON CI SI CAPISCE NULLA. Vi invito a leggere questo e gli altri libri in bibliografia per approfondire. Ad ogni modo qui c’è una breve spiegazione.

La sessualità può essere scelta a proprio capriccio.

Non si è capito cosa intendessero. Se intendono “il modo di vivere la sessualità” sì, certo che ognuno può decidere come, quando, con chi fare sesso. Se intendono l’orientamento NO, non si decide. E questo è stato affermato proprio dagli studi di genere (da scienziati che si occupano, all’interno delle proprie ricerche, di studi riguardanti il genere).

Cattura

Purtroppo l’isterismo generale non accenna a fermarsi, e la gente non accenna a informarsi. Qui sopra un fatto accaduto a Marzo, a Perugia, dove tre genitori hanno negato ai figli la visione di un film in cui il nostro amatissimo Panda ritrova il suo padre biologico, ch elo ha cercato per tanto anni (che Ping non fosse il padre biologico di Po direi ce l’avevamo chiaro un po’ tutti). Insomma il problema esiste, ed è sempre la disinformazione, la manipolazione altrui. Approfondire è difficile, pesante, ma o lo facciamo o faremmo meglio a fidarci degli esperti. E chi fa del terrorismo (generalmente autoreferenziale, tipo “ti spiego in questo libro, che  ho scritto io, tutto tutto sulla cosa X”) difficilmente sarà un esperto.

FONTI SITOGRAFICHE

  • http://www.treccani.it/vocabolario/genere/
  • http://www.lescienze.it/mente-e-cervello/2015/10/28/news/tutta_la_verita_sugli_studi_di_genere-2816938/?refresh_ce
  • http://www.aipass.org/files/AIP_position_statement_diffusione_studi_di_genere_12_marzo_2015.pdf
  • http://www.internazionale.it/opinione/leonardo-biaNOTIZIEPROVITA.ITnchi/2015/03/13/teoria-gender-scuola-trieste
  • http://www.wired.it/attualita/politica/2015/03/13/teoria-del-gender/
  • http://www.antrocom.net/upload/sub/antrocom/050109/04-Antrocom.pdf
  • http://www.laricerca.loescher.it/quaderni/89-quaderni/804-i-quaderni-della-ricerca-08-9912710.html
  • https://nientestronzate.wordpress.com/2014/11/01/la-teoria-della-montagna-di-merda-2/
  • http://www.palazzoducale.genova.it/diritti-fondamentali-e-la-c-d-teoria-del-gender/
  • http://www.studiobumbaca.it/2014/05/20/cosa-determina-lorientamento-sessuale-umano/
  • http://www.societasessuologia.it/orientamento-sessuale/item/61-orientamento-sessuale.html
  • http://www.istruzione.it/allegati/2015/prot1972.pdf
  • http://www.repubblica.it/cronaca/2016/03/19/news/perugia_genitori_contro_kung_fu_panda_gender_salta_gita_scolastica-135857023/(ultima consultazione 7 Aprile 2016)

FONTI BIBLIOGRAFICHE

  • A. Giddens, La trasformazione dell’intimità. Sessualità, amore ed erotismo nelle società moderne, Il Mulino, Bologna, 1996
  • (A cura di) S. Piccone Stella e C. Saraceno, Genere. La costruzione sociale del femminile e del maschile, Il Mulino, Bologna, 1996
  • J. Butler, Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell’identità, Laterza, Roma, 1999
  • S.De Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore, 1961

paolak

Sono un'artista studiosa di Gender studies. Credo che sia possibile aprire le menti tramite l'arte, e necessario educare le persone al pluralismo, per annullare discriminazioni e differenze di trattamento.