La Meteorologia è una cosa seria, le scie chimiche no

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Era il 30 aprile 1986. L’Italia si era collegata a Internet. Come festeggiarlo al meglio, se non leggendo articoli che umiliano la Meteorologia?

E’ fuori discussione che alcune persone amano mettersi al centro dell’attenzione… purché si parli di loro, anche a costo di apparire grottesche. Persone che diluiscono e combinano i propri umori arrivando a concepire teorie pseudo-razionali le quali non fanno altro che graffiare la cultura scientifica. A volte basta anche un semplice blog per sferrare l’ennesimo attacco ai cosiddetti ‘meteorologi disinformatori e negazionisti’.

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Un po’ come è accaduto sulle ‘pagine’ di YogaVitaeSalute (il portale della Consapevolezza) quando la signora Magda Piacentini, maestra elementare, referente della ‘Commissione R.I.P. Scie Chimiche e Geoingegneria’ e relatrice al Convegno sulle scie chimiche di Perugia, sferra un duro ‘attacco’ (yogavitaesalute.it/2014/07/15/disastri-colposi-11496.html) contro i meteorologi…rei, a suo dire, di “consultare le carte celesti ed emettere bollettini che allertano tutti alla massima prudenza”, senza accorgersi di “ …quelle finte nuvole che tutti gli altri, se vogliono, vedono da terra ad occhio nudo… ”.

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La signora Piacentini, però, riserva il boccone più appetitoso della sua dissertazione nella seconda parte dell’articolo quando, cioè, affronta in termini prettamente scientifici la questione ‘fenomeni meteo estremi’.

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La signora Piacentini è al corrente, senza ombra di dubbio, che la Meteorologia si presta, purtroppo, ad essere utilizzata come mezzo per ottenere audience, come vetrina per veicolare pubblicità, o comunque per catturare lettori, utenti e click a valanga. La prassi di sfruttare, in situazioni di emergenza, in modo più o meno “sciacallistico” e con il solo scopo di farsi pubblicità, un tema delicato e complesso come la Protezione Civile, finisce regolarmente per assestare ingiuste spallate mediatiche all’immagine e alla credibilità di un sistema che funziona quotidianamente, con personale qualificato attivo per 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, secondo precise codifiche, tempistiche e catene di responsabilità, nella complessa architettura del sistema Stato-Regioni, al servizio dei cittadini.

La signora Piacentini ignora, senza ombra di dubbio, che i nubifragi (oggi chiamati impropriamente con il nome di “bombe d’acqua”) sono sempre esistiti e fanno parte del nostro clima mediterraneo. E non è un caso che fenomeni del genere si verifichino tra la stagione estiva e quella autunnale, ossia quando il potenziale energetico disponibile dall’atmosfera è più elevato. Fenomeni di questo tipo sono in aumento non perché usiamo troppo il ‘tostapane’, ma perché i bassi strati troposferici e le temperature superficiali marine, diventando troppo caldi, ed una delle principali forzanti è attribuibile alla sempre maggiore concentrazione di gas serra di origine antropica. Per cui, sotto certi aspetti, comuni non sono, ma la spiegazione è molto più semplice di ciò che può sembrare, se è vero che l’equazione di Clausius-Clapeyron ci dice che aumentando di un grado la temperatura dell’aria, l’atmosfera è in grado di trattenere il 7% in più di acqua sotto forma di vapore acqueo. Dati alla mano si concepisce come in Italia stia aumentando la frequenza di fenomeni estremi violenti come trombe d’aria, nubifragi ed alluvioni che sempre più spesso fanno registrare danni ingenti e vittime perché aggravati da decisioni scellerate di trasformazione del territorio e degli ecosistemi (fiumi intubati, aree urbane completamente impermeabilizzate, edifici realizzati in aree a rischio idrogeologico, inadeguatezza della rete di convogliamento delle acque piovane ecc.). Nel nostro Paese, purtroppo, i cambiamenti climatici sono un dato di fatto e dovremo fare il possibile per ridurre l’impatto delle attività antropiche sul clima per non peggiorare ulteriormente la situazione. Basti pensare che, dati alla mano, dal 1910 (alluvione sulla Costiera Amalfitana) al 2000 (alluvioni su Marche, Piemonte, Val d’Aosta, Liguria e Lombardia) gli eventi funesti (gravi danni e vittime) si verificavano, mediamente, ogni 6,2 anni. Dal 2000 al 2014 (alluvioni di Emilia, Toscana, Veneto e Lazio comprese) la media è drasticamente crollata ad 1 anno.

TORNADOESLa signora Piacentini ignora, ancora una volta ma certamente in buona fede, la differenza tra uragani e tornado. Sull’ILVA di Taranto e sulla cittadina di Castelfranco Emilia non si abbattè nessun URAGANO (impetuoso movimento rotatorio di masse d’aria, combinato con un moto di traslazione, intorno a un centro di bassa pressione ed un diametro di centinaia di chilometri) bensì, ahimè, TORNADO (vortici d’aria che si formano per ‘risucchio’ ciclonico da parte di una nube temporalesca dalla quale scendono con la classica forma a imbuto. Fenomeno, questo, che in meteorologia viene classificato in micro-scala. I tornado, infatti, hanno un diametro medio di qualche centinaio di metri). Fenomeni, quindi, dalle sostianziali differenti caratteristiche.

Le previsioni meteo, cara signora Piacentini, in realtà sono cosa seria, effetto di calcoli complessi, algoritmi, studi e osservazioni tutt’altro che semplici. Lo Yoga (con tutto il rispetto per queste ‘pratiche ascetiche e meditative’) è tutt’altra cosa… Sutor, ne supra crepidam!

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri 43 anni, di Lanciano (Ch), esperto in Meteorologia, Clima, Scienze Naturali. Negli ultimi anni ho detto NO alla bufala delle cosiddette Scie Chimiche. Socio Cicap. Socio Associazione Bernacca. Mi sorprende non poco l’insolenza con la quale si sfida la Scienza, quella vera. La Scienza ha delle regole precise. Cinque per cinque fa venticinque e se i 'complottari' sostengono che il risultato invece è 30 devono dimostrarlo.
  • Nico Murdock

    Eh ma sai, se non scrive ste cose, l’editore non caccia l’euro (signoraggiato, ovviamente). Bell’articolo.

  • L’Idiota Zen

    Personalmente ricordo eventi meteo estremamente violenti da sempre, sul finire degli anni ’70 una grandinata con chicchi grossi come palle da tennis praticamente distrusse le verande di un intero campeggio sul lago di Viverone, per la gioia di mio padre. Perlomeno all’epoca non giravano queste immani stronzate.
    In ogni caso credere a boiate del genere significa non essere tanto a posto, ma del resto il pianeta è pieno di gente che crede alle cazzate più disparate e questo mi fa pensare che forse il suffragio universale non è poi quella genialata che si credeva.
    Vedere le foto di una sala praticamente deserta a Perugia mi ha rinfrancato lo spirito, credo che le boiate degli sciacomici stiano volgendo al termine.