Einstein tra bufala e realtà

albert

L’altro giorno, parlando con una conoscente di problematiche legate all’apprendimento del figlio, mi sono sentita dire per l’ennesima volta: “ma sì, anche Einstein era dislessico, eppure…”

Generalmente ad un’affermazione del genere passo oltre e non ribatto, ma questa volta la curiosità ha avuto la meglio e alla prima occasione ho iniziato a fare qualche ricerca. Ho scoperto che in realtà le dicerie che ruotano attorno a questo personaggio così particolare ed eccentrico (alcune talmente ridicole che persino chiamarle bufale è riduttivo) sono molte, a partire dallo scarso rendimento scolastico, alla dislessia/discalculia, per arrivare, secondo qualcuno, all’autismo.

Basso rendimento scolastico:

Ecco la pagella del famoso fisico.

la-pagella-di-albert-einstein

Riguardo questa pagella, su Studenti.it, possiamo leggere:

che Einstein non fosse una cima a scuola è cosa risaputa, ma come possiamo vedere dalla sua pagella egli collezionò una serie di 4 e di 5 e addirittura un 3

Certo! Basta però ampliare un po’ la ricerca per scoprire che il sistema di valutazione partiva da 1 per arrivare a 6, facendo diventare questo documento una pagella di tutto rispetto!

Dislessia/discalculia/autismo:

Ed eccoci alla nota dolente: dislessia sì o dislessia no?

Partiamo dal presupposto che i primi studi relativi ai disturbi dell’apprendimento partono dagli anni 50/60 del secolo scorso e che Einstein è vissuto dal 1879 al 1955.

Ora, non so quanti di voi sappiano quale sia l’iter per diagnosticare un DSA: in caso contrario ve ne do una breve infarinatura. Partiamo da colloqui con psicologi e neuropsichiatri infantili, psicomotricisti, esami della vista e dell’udito (per escludere che le eventuali problematiche nell’ascoltare o nel leggere siano dovute ad eventuali problemi di vista o udito) e una serie di altri test attitudinali. Insomma, non è quello che si dice un percorso immediato! Figuriamoci una diagnosi a posteriori di un paziente che, per ovvi motivi, non si è potuto “visitare”.
Alla fine, gli unici dati ricorrenti sono il fatto che ha iniziato ad articolare frasi complete in tarda età (tra i 2 ed i 3 anni) e che ha iniziato a leggere a 9 anni. Ma 2 o 3 anni per articolare frasi complete è realmente “tardi”? E soprattutto non suscita qualche perplessità che un bambino che ha cominciato a leggere a 9 anni, abbia avuto una buona pagella a 7 e leggesse testi di fisica tre anni più tardi?

Einstein entrò nella scuola all’età di sei anni e, nonostante la credenza popolare, alcuni biografi riferiscono che aveva un buon rendimento. Quando aveva sette anni, sua madre scrisse, “Ieri Albert ha avuto i suoi voti: è ancora il numero uno, la sua pagella è brillante.”

Dalle sue biografie inoltre emerge che queste problematiche erano legate principalmente al suo carattere, più che ad un eventuale disturbo dell’apprendimento: Einstein è sempre stato uno spirito molto indipendente e un sognatore, il rigido sistema scolastico tedesco gli andava stretto. Questo suo modo di fare lo portò ad entrare addirittura in conflitto con i suoi professori. Nonostante questo restò sempre tra i migliori della sua classe.

Inoltre iniziò a dedicarsi a letture di un certo spessore nei primissimi anni dell’adolescenza. Intorno agli 11, 12 anni si avvicinò a diversi testi di fisica e filosofia, tra cui  “Critica della Ragion Pura” che lo portò ad annoverare Kant fra i suoi filosofi preferiti.

Con questo non voglio dire che una persona che soffra di dislessia non sia in grado di farlo, ci mancherebbe, ma avete presente la difficoltà?

Arriviamo alla discalculia. Pare che la prova maggiore a sostegno di questa teoria sia che Einstein non abbia mai imparato le tabelline! Considerando quanto detto dallo stesso Albert in gioventù non risulta essere una cosa così strana:

il mio principale punto debole era una memoria povera […]. Non affollavo la mia memoria con i fatti che avrei potuto trovare facilmente in una enciclopedia

A questo aggiungo che, nonostante un diploma di liceo scientifico PNI, nonostante gli studi in ingegneria, nonostante una figlia di 8 anni con cui l’anno scorso ho visto e rivisto le tabelline fino alla nausea, ancora non le so a memoria! Per carità, non sarò Einstein, ma non sono nemmeno così digiuna di matematica, e neppure discalculica.

Arriviamo infine all’autismo. Qualcuno, per giustificare le sue stramberie, è arrivato a ipotizzare che Einstein fosse autistico, più precisamente affetto dalla sindrome di Asperger. Non dimentichiamoci però che fu un uomo circondato sempre da molte persone, con molti amici e diverse storie d’amore, e che durante la sua vita visitò 4 continenti, tenendo innumerevoli comizi e dettagliati diari con precisi riferimenti alle molteplici persone con cui entrò in contatto.

In questo caso, quindi, parlare di DSA o di autismo è quanto meno fuorviante. Con questo non voglio asserire con assoluta certezza che Einstein non fosse dislessico, ma semplicemente che i dati di cui siamo in possesso non sono sicuramente sufficienti a fornire una diagnosi certa.

Fonti:
http://www.neuroscienze.net;
http://www1.adnkronos.com;
http://www.studenti.it;
http://www.tutto-scienze.org;
http://biografieonline.it;
http://www.huffingtonpost.it.
https://matematicandoinsieme.wordpress.com/2012/03/18/einstein-era-dislessico/